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Francesco: tra noi e chi è in cielo esiste un legame indistruttibile

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Antoine Mekary | ALETEIA

Vatican News - pubblicato il 02/02/22

All'udienza generale il Papa ha sviluppato la catechesi sul tema della "comunione dei santi", aspetto della fede non sempre ben compreso che ricorda come tutti siamo membri dell'unico corpo di Cristo, la Chiesa, che annovera anche i nostri defunti. Chiesa, ribadisce, che non è un gruppo di perfetti bensì "comunità dei peccatori salvati"

La Chiesa ha da sempre coltivato la preghiera e la devozione nei confronti di San Giuseppe e alla sua figura Papa Francesco ha dedicato le sue catechesi delle ultime settimane, oggi, a partire da questo “sentire comune” che accompagna questo santo, desidera allargare lo sguardo su una realtà forse poco conosciuta: la comunione dei santi. Si tratta di “un importante articolo di fede che – afferma Francesco – può arricchire la nostra vita cristiana” e  “può anche impostare nel migliore dei modi la nostra relazione con i santi e con i nostri cari defunti”. Il Papa osserva subito:

Tante volte noi diciamo, nel Credo, “credo nella comunione dei santi”. Ma se si domanda cosa è la comunione dei santi, io ricordo che da bambino rispondevo subito: “Ah, i santi fanno la comunione”. E’ una cosa che… non capiamo cosa diciamo. Cosa è la comunione dei santi? Non è che i santi facciano la comunione, non è questo: è un’altra cosa.

La nostra fiducia nei santi ha valore in rapporto a Cristo 

Riguardo al concetto di devozione, c’è una differenza, afferma il Papa, tra la visione cristiana e la mentalità pagana. E spiega che la differenza sta nel fatto che il cristiano non pone la sua fiducia in un essere umano o in un oggetto, pur sacro.

Persino quando ci affidiamo pienamente all’intercessione di un santo, o ancora di più della Vergine Maria, la nostra fiducia ha valore soltanto in rapporto a Cristo. Come se la strada verso questo santo o la Madonna non finisce lì: no. Va lì, ma in rapporto a Cristo. E’ il legame che ci unisce a Lui e tra di noi ha un nome specifico: “comunione dei santi”. Non sono i santi a operare i miracoli, ma soltanto la grazia di Dio che agisce attraverso di loro. 

E a braccio, per chiarire questo pensiero, aggiunge:

I miracoli sono stati fatti da Dio, dalla grazia di Dio che agisce tramite una persona santa, una persona giusta. Questo [bisogna] avere chiaro. C’è gente che dice: “Io non ci credo a Dio, non so, ma credo a questo santo”. No, è sbagliato. Il santo è un intercessore, uno che prega per noi e noi lo preghiamo, e prega per noi e il Signore ci dà la grazia: il Signore, tramite il Santo.

La Chiesa, “comunità dei salvati”

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, “la comunione dei santi è precisamente la Chiesa”. Ma questo significa che la Chiesa è riservata solo ai perfetti? Papa Francesco toglie ogni dubbio:

No. Significa che è la comunità dei peccatori salvati. La Chiesa è la comunità dei peccatori salvati. È bella, questa definizione. Nessuno può escludersi dalla Chiesa, tutti siamo peccatori salvati. La nostra santità è il frutto dell’amore di Dio che si è manifestato in Cristo, il quale ci santifica amandoci nella nostra miseria e salvandoci da essa. Sempre grazie a Lui noi formiamo un solo corpo, dice San Paolo, in cui Gesù è il capo e noi le membra.

Il legame fra noi è più forte della morte 

Questa immagine prosegue il Papa, fa capire bene il legame che esiste tra noi: se un membro di questo unico corpo soffre, tutti soffrono; se gioisce, tutti sono nella gioia. Anche il peccato di uno riguarda tutti, afferma Francesco, così come l’amore di ogni singola persona. E il legame che esiste in questa comunione dei santi, “è talmente forte che non può essere rotto neppure dalla morte”. Papa Francesco continua:

Infatti, la comunione dei santi non riguarda solo i fratelli e le sorelle che sono accanto a me in questo momento storico, o che vivono in questo momento storico, ma riguarda anche quelli che hanno concluso il cammino, il pellegrinaggio terreno e hanno varcato la soglia della morte. Anche loro sono in comunione con noi. Pensiamo, cari fratelli e sorelle: in Cristo nessuno può mai veramente separarci da coloro che amiamo; perché il legame è un legame esistenziale, un legame forte che è nella nostra stessa natura; cambia solo il modo di essere insieme a ognuno di loro, ma niente e nessuno può rompere questo legame. (…) La comunione dei santi tiene insieme la comunità dei credenti sulla terra e nel Cielo.

La relazione di amicizia con i santi ci sostiene

“La comunione dei santi tiene insieme la comunità dei credenti sulla terra e nel Cielo”, Papa Francesco insiste su questo aspetto dicendo che “la relazione di amicizia che posso costruire con un fratello o una sorella accanto a me, posso stabilirla anche con un fratello o una sorella che sono in Cielo.” E posso viverla con i santi, ricorrendo a loro nei momenti più difficili. “Tutti abbiamo bisogno di amici”, che ci aiutino ad andare avanti, afferma il Papa, anche Gesù ne aveva:

Nella storia della Chiesa ci sono delle costanti che accompagnano la comunità credente: anzitutto il grande affetto e il legame fortissimo che la Chiesa ha sempre sentito nei confronti di Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Ma anche lo speciale onore e affetto che ha tributato a San Giuseppe. In fondo, Dio affida a lui le cose più preziose che ha: suo Figlio Gesù e la Vergine Maria. È sempre grazie alla comunione dei santi che sentiamo vicini a noi i Santi e le Sante che sono nostri patroni, per il nome che portiamo, per la Chiesa a cui apparteniamo, per il luogo dove abitiamo, e così via.

San Giuseppe, il santo delle cause impossibili

Con la fiducia che si ripone in un amico, Papa Francesco si rivolge quindi a San Giuseppe al quale, confida, è “particolarmente legato”, con una preghiera che dice di recitare ogni giorno da più di quarant’anni:

Glorioso Patriarca San Giuseppe, il cui potere sa rendere possibili le cose impossibili, vieni in mio aiuto in questi momenti di angoscia e difficoltà. Prendi sotto la tua protezione le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido, affinché abbiano una felice soluzione. Mio amato Padre, tutta la mia fiducia è riposta in te. Che non si dica che ti abbia invocato invano, e poiché tu puoi tutto presso Gesù e Maria, mostrami che la tua bontà è grande quanto il tuo potere. Amen.

E un’altra preghiera, l’Ave Maria, il Papa invita tutti i presenti a recitare per una persona che poco prima dell’udienza, lì nell’Aula Paolo VI, si è fatta sentire con delle grida. Forse, una persona con qualche disturbo, osserva il Papa, ma è un fratello nostro che ha un problema, che soffre, e non bisogna “essere sordi al bisogno di questo fratello”.

L’originale su Vatican News

Tags:
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