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C’è un nuovo supereroe con una causa di canonizzazione in corso!

CHAMPION OF THE POOR

Voyage Comics

J.P. Mauro - pubblicato il 16/11/21

L'autore Philip Kosloski illustra la storia di p. Joe Walijewski in uno splendido fumetto

Quando si parla di fumetti, la mente va immediatamente ai supereroi. Per più di mezzo secolo, hanno attirato i fans come modelli di carità e giustizia. Ora un nuovo eroe si unisce ai loro ranghi, visto che la storia vera di un sacerdote di cui è in corso la causa di canonizzazione è stata adattata a fumetto.

P. Joe Walijewski è il protagonista del nuovo lavoro illustrato Champion of the Poor: Father Joe Walijewski, edito da Voyage Comics & Publishing. Realizzata dal fondatore di Voyage e autore di AleteiaPhilip Kosloski, l’opera segue la vita e le opere di p. Walijewski fin dall’infanzia.

CHAMPION OF THE POOR

Chi era p. Walijewski?

Nato nel 1924 in una famiglia di immigrati polacchi, Walijewski ha iniziato a discernere la vocazione al sacerdozio da bambino. Ispirato dal ritratto di Spencer Tracy di padre Flanagan nel classico del 1938 Boy’s Town, voleva dedicarsi soprattutto ad aiutare i bambini orfani. Si sentiva chiamato ad essere missionario, arrivando a promettere a Dio di occuparsi di una missione se avesse potuto diventare sacerdote.

Quando venne ordinato, nel 1950, ricordò questa promessa e chiese una missione al suo vescovo. P. Walijewski venne inviato in Bolivia, dove iniziò l’opera che alla fine lo avrebbe visto nominato Servo di Dio. Lì servì la parrocchia di Santa Cruz, costruendo una chiesa e facendo aumentare la comunità.

Il fiore all’occhiello di p. Walijewski fu la costruzione di un orfanotrofio, per il quale cercò e ottenne un finanziamento da Papa San Giovanni Paolo II. Ha trascorso il resto della sua vita assistendo gli orfani in Bolivia, assumendo il ruolo di figura paterna e modello. Come indica il fumetto parlando dei suoi ultimi anni, la sua vita è stata molto simile a quella di padre Flanagan di Boy’s Town.

CHAMPION OF THE POOR

Campione dei poveri

Il nuovo fumetto di Philip Kosloski copre molti momenti importanti della vita di p. Walijewski. Supportato dallo splendido lavoro artistico di Michael LaVoy, che in precedenza ha lavorato con Philip a The Phantom Phoenix e nelle serie di Voyage intitolate Finnian e Seven Mountains, il fumetto si pone come un manoscritto che documenta l’opera di questa grande figura cattolica.

Philip Kosloski è stato così gentile da parlare con Aleteia di Champion of the Poor: Father Joe Walijewski.

Cosa ti ha attirato per prima cosa della storia di p. Joe Walijewski?

Parte di quello che mi ha attirato di p. Joe è stata la mia esperienza con il suo apostolato. Sono andato in missione nel 2006 nel suo orfanotrofio in Perù, e ho visto in prima persona l’impatto che aveva sui bambini e la sua notevole eredità in Sudamerica. Era un pioniere, e ho pensato che la sua vita comprendesse molte storie forti che potevano essere rappresentate in modo visivo.

Credo che i fumetti abbiano un grande potenziale per raccontare storie a un ampio pubblico. Alcuni bambini, e anche adulti, sono riluttanti ad aprire una lunga biografia arida. Una storia illustrata, invece, è facile da approcciare e meno “minaccioso”. Può aprire la porta e aiutare a ispirare gli altri con le storie che racconta.

CHAMPION OF THE POOR

L’operato di p. Walijewski è stat ispirata dal cinema degli inizi del XX secolo, soprattutto dal classico del 1938 Boys Town. Pensi che il cinema moderno abbia ancora il potenziale per influenzare i giovani cattolici? C’è qualche titolo moderno che ti è rimasto particolarmente impresso?

Credo che i film continuino ad essere un mezzo importante per raccontare storie, e spesso queste, se ben fatte, possono rimanere impresse nella mente molto tempo dopo che sono state viste. Nel cinema contemporaneo ci sono ancora barlumi di bellezza e di verità. Al giorno d’oggi è più difficile trovare un film perfetto, ma la bellezza può ancora infilarsi. Ad esempio, A Quiet Place (sia la I che la II parte) aveva molti momenti profondi di speranza e sacrificio che lo rendono ispiratore.

Inizialmente, p. Walijewski ha lottato con lo studio. Cosa può insegnare la sua storia a chi sta discernendo una vocazione ma non crede di avere il merito o i requisiti per raggiungere il suo obiettivo?

Ci sono molte storie di santi che hanno lottato con gli studi. Anziché rinunciare, hanno perseverato e Dio ha spalancato loro delle porte. Questo dimostra che se si segue la volontà di Dio, Egli ci guiderà sempre, anche quando pensiamo che non ci sia speranza.

Se p. Walijewski verrà canonizzato, di cosa vorresti vederlo diventare il patrono?

P. Walijewski è stato un grande sostenitore dei poveri, soprattutto degli orfani. Più di ogni altra cosa, credeva che ogni bambino meritasse una casa amorevole, e quindi potrebbe essere facilmente il patrono degli orfani, o della famiglia.

La vita di un santo è lunga, e le pagine di un fumetto sono limitate. Quando scrivi un fumetto, come scegli quali eventi coprire?

La sua vita aveva talmente tante storie che non potevamo limitarci a 25 pagine, e quindi abbiamo scelto quelle che pensavamo riassumessero meglio la sua vita e la sua missione.

Cosa diresti che apportano i fumetti alla vita dei santi e a chi ha una causa di canonizzazione in corso?

Il beneficio di creare fumetti su uomini e donne sulla via della canonizzazione è rendere la loro vita più accessibile al pubblico. La speranza è che questi fumetti aiutino a creare una maggiore consapevolezza dei santi in questione, con più persone che ne invocano l’intercessione nel momento del bisogno. Se più gente li prega con fede, probabilmente si verificheranno più miracoli, il che apre la porta ad essere riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa come santi.

Tags:
fumettisanti e beati
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