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Scandalo droga e festini gay con il prete: mea culpa del vescovo di Prato

Rai | Youtube

Don Francesco Spagnesi, al centro dello scandalo.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 21/09/21 - aggiornato il 21/09/21

Il presule fa tre “richieste” ai fedeli, tra scuse e indagini della magistratura. Ma la storia di don Francesco Spagnesi non è certo quella di un prete normale. Si trattava di una persona ormai in profondo disagio e fuori controllo

Droga e festivi gay organizzati dal prete con i soldi dei fedeli a Prato: mea culpa del vescovo Giovanni Nerbini, che ha riconosciuto di aver fatto «errori» nella gestione del caso di don Francesco Spagnesi

Il prete quarantenne della parrocchia dell’Annunciazione al quartiere Castellina, è ora agli arresti domiciliari in canonica, mentre la magistratura pratese sta indagando nei suoi confronti per spaccio e importazione di stupefacenti (il compagno, con cui don Spagnesi conviveva, è stato arrestato già in agosto) e per appropriazione indebita in seguito alla denuncia di alcuni parrocchiani ”donatori”.

Le 3 “richieste” del vescovo 

Il vescovo, incontrando i fedeli alla Castellina, dove ha celebrato la santa messa, ha chiesto perdono per non averli «protetti a sufficienza» dal comportamento scandaloso del loro prete. 

Poi si è impegnato a risarcire con una somma i poveri della città a cui erano destinate le donazioni che il parroco della chiesa dell’Annunciazione a Castellina ha usato invece per procurarsi droga e organizzare festini gay.

E, infine, ha invitato la comunità ecclesiale, ai fedeli, ai diaconi, ai consacrati, a collaborare col vescovo nel segnalare «situazioni dubbie o sospette» che riguardino la vita parrocchiale e il comportamenti dei parroci (La Repubblica Firenze, 19 settembre). 

Un prete “quasi in fuga”

Pochi gli accenni a don Francesco, all’inizio dell’omelia quando il vescovo ha ricordato come fosse «lontanissimo, quasi in fuga. Distaccato per poi arrivare al dialogo che è cresciuto insieme alle sue difficoltà, che io non riuscivo a spiegarmi fino alla tristissima scoperta della sua dipendenza» (Notizie di Prato, 20 settembre).

I problemi di droga

I vertici della diocesi di Prato sapevano almeno dallo scorso aprile che don Francesco Spagnesi aveva problemi con la droga. L’ex parroco dell’Annunciazione alla Castellina, aveva confessato ai suoi superiori solo alcuni mesi fa, dopo esser stato messo alle strette dopo averlo visto a lungo «in un forte stato di sofferenza fisica e psicologica». 

Problemi che però nessuno si sarebbe potuto immaginare riguardassero la dipendenza da stupefacenti: «Per molto tempo – ha detto il vescovo – era rimasto un disagio personale». Quando il vescovo ha scoperto della tossicodipendenza di don Spagnesi gli ha imposto un cammino di riabilitazione psicoterapeutica con uno specialista (Open, 14 settembre). 

La “giustificazione” con i fedeli

Ufficialmente la diocesi di Prato aveva parlato di problemi di salute per il sacerdote, che, a sua volta, aveva annunciato un anno sabbatico, quindi lontano dai riflettori. Ma la situazione era ben più grave, e la magistratura ha scoperchiato un vaso di Pandora. 

L’indagine ha fatto emergere come l’ex parroco forniva ai suoi complici il denaro necessario per l’acquisto di cocaina e Gbl, la droga dello stupro. Si parla di decine di migliaia di euro prelevati direttamente dai soldi delle offerte dei fedeli: «Quando abbiamo avuto notizia di movimenti sospetti sui conti della parrocchia – ha aggiunto il vescovo Nerbini – ho provveduto a ritirare il potere di firma esclusiva del parroco, per poter così procedere a una verifica della situazione». 

Quei prelievi però non si sarebbero fermati, con don Spagnesi che li giustificava alla diocesi come: «aiuti per persone bisognose della parrocchia». A quella storia però il vescovo sembra aver creduto poco, al punto da decidere la sospensione del parroco dal suo incarico già a giugno scorso, con decorrenza dallo scorso 1 settembre. Il sacerdote non avrebbe quindi lasciato di sua volontà, come trapelato dalle prime indiscrezioni, ma su imposizione della diocesi.

La sieropositività di don Spagnesi

Tutto questo non è stato sufficiente a contenere la bomba, esplosa con le indagini della magistratura. Ma al peggio, per don Francesco Spagnesi, non c’è ancora fine. La Nazione (21 settembre), spiega che il parroco sarebbe sieropositivo e avrebbe nascosto la patologia persino al compagno. Un’altra pagina nella vita di questo giovane sacerdote in profondo disagio.   

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