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Prima di diventare esorcista, Padre Amorth è stato un valoroso partigiano

GIULIO NAPOLITANO/AFP

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 14/09/21

Il futuro sacerdote aveva come nome in codice "Alberto", partecipò alla Resistenza e ottenne diversi riconoscimenti

Padre Gabriele Amorth è stato un partigiano e ha partecipato alla Resistenza. In pochi conoscono questo retroscena su quello che poi diventerà il più celebre degli esorcisti. 

Una notizia riportata in “Don Amorth – La biografia ufficiale” (Edizioni San Paolo) a cura di Domenico Agasso

Il contesto storico 

E’ il 25 aprile 1945, quando finalmente finirà la seconda guerra mondiale, con l’uccisione di Mussolini da parte dei partigiani, e la nascita dei primi governi a guida dei partiti che hanno condotto la Resistenza.

GABRIELE AMORTH

Con Dossetti e Fanfani

E’ proprio alla Resistenza a cui il futuro Gabriele Amorth ha dato il suo sostegno incondizionato. Racconterà Giuseppe Dossetti, allora assistente universitario, tra i protagonisti della lotta partigiana in Emilia, futuro costituente, tra i fondatori della Democrazia Cristiana di De Gasperi di cui sarà vicesegretario, e infine sacerdote e monaco, presente al Concilio Vaticano II: «Ci si iniziò a incontrare a casa Padovani, con padre Giacon, che era il mio insegnante di religione, che garantiva per così dire l’ortodossia del pensiero, e poi Vanni Rovighi, Lazzati, Fanfani, Amorth». 

È la primavera del 1943, prima del 25 luglio e dell’8 settembre, e già i giovani cattolici s’incontrano in segreto per progettare un futuro diverso dal fosco presente. E tra loro c’è Gabriele, che ha appena diciotto anni e vuole farsi prete. 

Giuseppe Dossetti.

La “Brigata Italia”

Non ci sono specifici episodi resistenziali da narrare. Si sa che Gabriele Amorth sceglie il nome di battaglia di “Alberto” e milita nella formazione partigiana cattolica detta “Brigata Italia”, guidata da Ermanno Gorrieri, nome di battaglia “Claudio”. Altra eminente figura del cattolicesimo italiano: classe 1920, di Sassuolo, tra i promotori della Repubblica partigiana di Montefiorino, sui monti tra Modena e Reggio Emilia, uno dei fondatori del sindacato “bianco” Cisl.

I riconoscimenti per il partigiano Amorth

Gabriele Amorth otterrà pubblici riconoscimenti del suo impegno partigiano, come ricorda Saverio Gaeta:

«Il 10 agosto 1948 la Commissione regionale dell’Emilia-Romagna gli riconobbe le progressive qualifiche gerarchiche partigiane: Comandante di formazione con 40 uomini corrispondente a Sottotenente (5 novembre 1943 – 10 marzo 1944), Comandante di formazione con 105 uomini corrispondente a Tenente (11 marzo 1944 – 20 novembre 1944), Commissario di formazione con 225 uomini corrispondente a Capitano (21 novembre 1944 – 31 dicembre 1944), Commissario di formazione con 560 uomini corrispondente a Capitano (1° gennaio 1945 – 30 maggio 1945). Per tale attività venne anche insignito, con la determinazione del VI Comiliter di Bologna del 31 gennaio 1954, della croce al merito di guerra per attività partigiana, con la conseguente iscrizione all’Istituto del nastro azzurro fra combattenti decorati al valor militare».

Vice-delegato nazionale della Giovane DC

Una partecipazione tutt’altro che simbolica, dunque, all’esperienza resistenziale, per un ragazzo tra i diciotto e i vent’anni che coltiva il desiderio di fare il prete. Gabriele Amorth adesso potrebbe seguire anche altre strade: quella della politica, ad esempio, intrapresa, come s’è visto, da parecchi dei suoi compagni partigiani. E infatti – racconta – «a ventun anni, nel 1946, venni nominato vice-delegato nazionale dell’allora presidente dei movimenti giovanili della Democrazia Cristiana, Giulio Andreotti».

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Tags:
padre gabriele amorth
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