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I 40 terribili giorni a Venafro. Lì Padre Pio subì i primi assalti del diavolo

padrepiodapietrelcina.com

Una immagine di un giovane Padre Pio.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 28/08/21

È molto difficile pensare che l’aggressione del demonio, avvenuta nel convento in provincia di Isernia, fosse diretta semplicemente contro quel giovane frate

Quaranta terribili giorni, in cui un giovanissimo Padre Pio incontrò ripetutamente il diavolo. Sono i primi assalti di Satana contro il frate cappuccino, e a quei duelli assistono anche i suoi confratelli del convento francescano di Venafro (Isernia). 

Padre Agostino li annota nel suo diario, Don Marcello Stanzione riporta quegli episodi nel libro “L’universo demoniaco” (Sguardo edizioni), in uscita nei prossimi giorni, di cui diamo una anticipazione. 

Da Napoli a Venafro

Nell’ottobre 1911, dopo una visita medica dal dottor Antonio Cardarelli a Napoli, Padre Pio viene condotto a Venafro, perché, secondo la diagnosi del celebre medico, il giovane frate aveva i giorni contati, non poteva viaggiare a lungo. Ed il convento di Venafro era il più vicino. Durante il mese e mezzo passato in questo convento, la fraternità si accorse di alcuni strani fenomeni che accadevano al frate di Pietrelcina, allora 24enne. 

Dieci apparizioni diaboliche 

«Le estasi – scriveva Padre Agostino – erano sempre precedute o seguite da apparizioni diaboliche. Da principio [il demonio] gli apparì sotto forma di un gatto nero e brutto. La seconda volta sotto forma di giovanette ignude che lascivamente ballavano. La terza volta, senza apparirgli, gli sputava in faccia. La quarta volta, anche senza apparirgli, lo straziava con rumori assordanti. La quinta volta gli apparì in forma di carnefice che lo flagellò. La sesta volta in forma di Crocifisso. La settima volta sotto forma di un giovane, amico dei frati, che poco prima era stato a visitarlo. L’ottava volta sotto forma del padre spirituale. La nona volta sotto la figura del padre provinciale. La decima volta sotto la forma di Pio X. Altre volte sotto forma del suo angelo custode, di San Francesco, di Maria Santissima… Finalmente nelle sue vere fattezze, orribili, con un esercito di spiriti infernali».

Scelto dal Signore

È molto difficile pensare che l’aggressione del demonio, avvenuta a Venafro, fosse diretta semplicemente contro quel povero frate. In realtà appare chiaro che Satana si scaglia contro tutto quello che Padre Pio rappresenta in quel momento. 

Sebbene, infatti, ciascuno di noi sia creato a immagine e somiglianza di Dio, in alcuni casi, in seguito a quei disegni che non sempre sono a noi così chiari ed evidenti, il Signore sceglie determinate persone perché, nel tempo in cui vivono, attraverso di loro sia particolarmente manifesto il suo regno.

Il demonio arrabbiato

Il convento di Venafro è la cornice ideale perché Padre Pio sia introdotto a pieno in questa missione: è il luogo ove vengono custodite le ossa di quei santi – Nicandro, Marciano e Daria – che col loro martirio segnarono col sangue la lotta per la fede. Ma a Venafro il demonio è arrabbiato anche perché quei giovani sacerdoti, che sono lì a studiare con Padre Pio, si preparano per l’esame di Sacra Eloquenza, cioè stanno studiando per quel ministero della predicazione che tanto nuoce alla missione di seduttore del demonio.

Un monito per gli altri confratelli

Fermare quel frate, aggredirlo fino ad estenuarne le forze fisiche e morali era l’obiettivo predominante del diavolo. Ma il Signore fece di quella violenza un monito per gli altri confratelli di Padre Pio, affinché avessero davanti agli occhi la lotta che in modo subdolo, meno appariscente, ma comunque costante il demonio avrebbe condotto contro di loro.

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