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Il Papa: c’è chi vuole sprofondare il Libano, il mondo lo aiuti a ripartire (VIDEO)

Antoine Mekary | ALETEIA

Vatican News - pubblicato il 02/07/21

Con un Messaggio, Francesco conclude nella Basilica vaticana la Giornata di preghiera e riflessione, avviata questa mattina e condivisa con i capi delle Chiese orientali: basta interessi e tornaconti di pochi, il Paese dei Cedri è un messaggio universale di fraternità, "torni a irradiare la luce della pace". "Le donne siano rispettate e coinvolte nei processi decisionali"

“Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Libano e il Medio Oriente per interessi e profitti estranei!”. Al termine di una lunga giornata intervallata da canti e orazioni in varie lingue, da dialoghi privati e gesti pubblici di pace, la voce del Papa è un soffio leggero. Le parole, però, sono potenti. Francesco conclude l’evento di preghiera e riflessione coi patriarchi e i capi delle Chiese del Paese dei Cedri pronunciando nella Basilica vaticana un intenso Messaggio, attraverso il quale interpella la coscienza di chi finora ha provato a spegnere la luce di una terra da sempre fertile di frutti di bene ma da anni martoriata da una dura crisi politica ed economica.

“Occorre dare ai libanesi la possibilità di essere protagonisti di un futuro migliore, nella loro terra e senza indebite interferenze”  

I versi di Khalil Gibran 

“Progetti di pace e non di sventura” è ciò che il Vescovo di Roma augura a questo Paese che San Giovanni Paolo II definì un “messaggio”, ancor prima che una nazione, e che lui, Papa Francesco, ancora una volta ha dichiarato di voler visitare appena possibile. All’orizzonte il Pontefice intravede una speranza. È quella che il grande poeta Khalil Gibran descriveva nei versi raccolti nel libro “Il profeta”: “Oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”. Un abbraccio a Beirut da parte dello scrittore libanese, che Francesco oggi vuole fare suo.

“Si dilegui la notte dei conflitti e risorga un’alba di speranza. Cessino le animosità, tramontino i dissidi, e il Libano torni a irradiare la luce della pace”

La luce nel buio 

Per giungere a quest’alba, tuttavia, “non c’è altra via se non la notte”. “Nella notte della crisi occorre restare uniti”, afferma il Papa: “Insieme, attraverso l’onestà del dialogo e la sincerità delle intenzioni, si può portare luce nelle zone buie”. Ancora di luce parla Francesco spiegando come si sono orientati i lavori della giornata: “Noi Pastori, sostenuti dalla preghiera del Popolo santo di Dio, in questo frangente buio abbiamo cercato insieme di orientarci alla luce di Dio. E alla sua luce abbiamo visto anzitutto le nostre opacità: gli sbagli commessi quando non abbiamo testimoniato il Vangelo con coerenza e fino in fondo, le occasioni perse sulla via della fraternità, della riconciliazione e della piena unità. Di questo chiediamo perdono e con il cuore contrito diciamo: ‘Pietà, Signore!’”.

Il popolo libanese deluso e spossato 

È lo stesso grido del popolo libanese “deluso e spossato, bisognoso di certezze, di speranza, di pace”. Con la preghiera odierna si è voluto accompagnare questo grido: “Non desistiamo, non stanchiamoci di implorare dal Cielo quella pace che gli uomini faticano a costruire in terra. Chiediamola insistentemente per il Medio Oriente e per il Libano”, esorta il Santo Padre.

 Questo caro Paese, tesoro di civiltà e di spiritualità, che ha irradiato nei secoli saggezza e cultura, che testimonia un’esperienza unica di pacifica convivenza, non può essere lasciato in balia della sorte o di chi persegue senza scrupoli i propri interessi

L’originale su Vatican News

Tags:
libanopapa francesco
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