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5 cose da sapere sulla preghiera del Regina Coeli

regina Coeli – Reine du ciel

© Public Domain

ACI Digital - pubblicato il 08/04/21

L'antifona è recitata al posto dell'Angelus nel Tempo Pasquale


Durante Il Tempo Pasquale, la Chiesa recita la preghiera del Regina Coeli, una supplica alla Madre di Dio per la Resurrezione di suo Figlio Gesù, evento che rappresenta il più grande mistero della fede cattolica.

L’agenziaACI Digital ha pubblicato cinque fatti importanti da sapere su questa preghiera che sostituisce l’Angelus dalla Domenica di Pasqua alla Domenica di Pentecoste:

1. Il Regina Coeli è una delle quattro antifone mariane usate dalla Chiesa

Oltre al Regina Coeli, la Chiesa cattolica recita l’Alma Redemptoris Mater, a partire dai primi Vespri della Prima Domenica d’Avvento alla Festa della Presentazione, il 2 febbraio. Si recita anche l’Ave, Regina Caelorum dalla Presentazione al mercoledì della Settimana Santa. Il Salve Regina è l’antifona durante il tempo comune, da Pentecoste all’inizio dell’Avvento.

2. Autore sconosciuto

L’autore del Regina Coeli è ignoto, ma nella collezione di agiografie Legenda Aurea figura una storia su San Gregorio Magno (Papa dal 590 al 604 d.C.) che offre una spiegazione al riguardo. Si dice che quando questo Papa presiedeva una processione con preghiere alla Vergine Maria per porre fine a una peste a Roma, sentì delle voci angeliche che cantavano i primi tre versetti del Regina Coeli e aggiunse la riga “Ora pro nobis Deum. Alleluia”. Secondo la leggenda, quelle preghiere funzionarono e la peste terminò.

3. Dev’essere recitata tre volte al giorno

Come l’Angelus, il Regina Coeli viene recitato tre volte al giorno, all’alba, a mezzogiorno e al tramonto, come modo per consacrare la giornata a Dio e alla Vergine Maria.

4. Fa parte del repertorio liturgico da secoli

Nel corso dei secoli, ci sono stati degli adattamenti dell’antifona del Regina Coeli, sia nel tono semplice che in quello solenne del canto gregoriano.

Il compositore Tomás Luis de Victoria ha elaborato questa antifona in una versione polifonica per otto voci con cui la gioia della Resurrezione emerge con l’Alleluia, mentre la configurazione a tre voci del compositore inglese William Byrd favorisce maggiormente la riflessione.

Il compositore tedesco Gregor Aichinger ha aggiunto un’introduzione e una conclusione d’organo alla sua versione dell’antifona.

Wolfgang Amadeus Mozart ha realizzato delle versioni nei suoi pezzi catalogati come K. 108, K. 127 e K. 276, composti rispettivamente nel 1771, 1772 e 1779, per la cattedrale di Salisburgo. Lo sviluppo orchestrale, l’uso di solisti e il coro rendono le sue composizioni più complesse. Il compositore romantico tedesco Johannes Brahms ha messo in musica il Regina Caeli per solisti e cori femminili.

5. La preghiera ripete varie volte l’“Alleluia”

Come esempio, si può prendere in considerazione la prima strofa, “Regina dei Cieli, rallegrati, alleluia”, e poi la risposta dei fedeli “Perché Colui che hai meritato di portare nel grembo, alleluia, è risorto”.

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