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“Il bacio di Gesù”, quando una bella storia diventa “fake news”

PADRE CEPEDA

@parroquia.delapaz

Blanca de Ugarte - pubblicato il 04/02/21

Attribuita falsamente a Rubén Pérez Ayala, sacerdote morto nell'esplosione di Madrid, la paternità di una bella storia su un piccolo chierichetto

La storia “Il bacio di Gesù” riferisce di un bellissimo aneddoto di cui è stato protagonista più di vent’anni fa José Rodrigo López Cepeda poco tempo dopo essere stato ordinato sacerdote e nominato parroco del santuario di Santa Orosia, sui monti di Yebra de Basa, sui Pirenei aragonesi (Spagna).

Lo stesso sacerdote ha redatto e pubblicato questa esperienza sulla sua pagina Facebook.

Ad Aleteia la sua storia è sembrata talmente bella che abbiamo voluto condividerla con i nostri lettori, menzionando sempre la fonte originale e i due protagonisti: José Rodrigo López Cepeda e il piccolo Gabriel, un bambino che soffriva di una malattia degenerativa alle ossa e con evidenti problemi di psicomotricità.

Un’altra storia

RUBEN PEREZ AYALA
Parroquia Virgen de la Paloma

Curiosamente, in questi giorni, poco dopo aver appreso la triste notizia della morte di don Rubén Pérez Ayala, il sacerdote ferito nell’esplosione di un palazzo a Madrid a seguito di una fuga di gas, siamo stati tra i tanti a ricevere attraverso WhatsApp la storia de “Il bacio di Gesù”.

L’aneddoto era lo stesso, Gabriel ne era sempre il protagonista, ma si attribuiva la paternità della redazione di questo aneddoto a un altro sacerdote, Rubén Pérez Ayala, appena defunto. Si dice anche che Gabriel ha la sindrome di Down, disabilità non menzionata da don José.

PADRE CEPEDA
@parroquia.delapaz

L’altro protagonista

Non sappiamo quali fossero le intenzioni di chi ha condiviso questo aneddoto di López Cepeda facendolo passare come un’esperienza vissuta da Pérez Ayala.

Il vero protagonista della storia ha conosciuto il piccolo Gabriel sei mesi dopo essere stato ordinato sacerdote (più di 10 anni fa).

Quest’ultimo dato è l’unico su cui troviamo una coincidenza con Rubén Pérez Ayala, morto, secondo quanto ha reso noto l’arcivescovado di Madrid, sei mesi dopo essere stato “ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Madrid, il cardinale Carlos Osoro, nel giugno scorso”.

La bella verità

Con questa pubblicazione vogliamo mettere in guardia i nostri lettori su come quello che ci arriva attraverso le reti sociali possa essere manipolato.

Verificare le informazioni è diventata una necessità per tutti, perché, come vediamo, a volte c’è falsità anche nelle belle storie.

L’aspetto positivo è che la realtà e la verità sono ancora più belle. Dobbiamo essere grati non solo per la vita e la risposta vocazionale di Rubén Pérez Ayala e per quella del piccolo Gabriel, ma anche per il “Sì” di José Rodrigo López Cepeda, che dopo più di vent’anni di sacerdozio ha sicuramente molti altri begli aneddoti da raccontare. Di fatto, dopo aver saputo questa notizia ha commentato come segue sulla sua pagina Facebook.

La generosità di José Rodrigo López Cepeda si incastra bene con quella dimostrata da Rubén Pérez Ayala. Se volete conoscere un’esperienza reale che abbia come protagonista il sacerdote defunto, vi invito a guardare questo video girato durante l’isolamento vissuto lo scorso anno in Spagna. Rubén e altri sacerdoti volevano rallegrare i loro vicini della calle Atocha di Madrid cantando per loro affacciati ai balconi dell’edificio ora distrutto.

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chierichetto
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