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In che stato è il dialogo tra cattolici e ortodossi?

POPE FRANCIS

ANDREAS SOLARO | AFP

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 20/01/21

Francesco è anche protagonista una pietra miliare: per la prima volta nella storia, nel 2016 si sono riuniti un Papa della Chiesa cattolica e un Patriarca della Chiesa ortodossa russa, Kirill di Mosca. Ci sono progressi nei rapporti con la Chiesa ortodossa russa dalla dichiarazione comune firmata all’Avana?

Possiamo parlare di progressi nel dialogo con tutte le Chiese ortodosse: costantinopolitana, russa, greca. Nonostante le differenze di punti di vista, le reticenze e forse le paure e la sfiducia ancora esistenti, il fatto che rappresentanti delle diverse Chiese cristiane si siano riuniti per dialogare è già un fatto importante e un progresso in sé. Senza alcun dubbio.

Difficoltà interne

Le difficoltà che di tanto in tanto emergono in questo dialogo sono legate più ad aspetti concreti di ciascuna delle Chiese ortodosse, difficoltà a volte all’interno della stessa comunione ortodossa, senza un legame diretto con la Chiesa cattolica.

LA HABANA
Sergey Pyatakov | Sputnik via AFP

Come si può uscire dalle differenze considerando la radice comune, Cristo, tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente?

La fede, la professione di fede delle varie Chiese cristiane d’Oriente e d’Occidente, è fondamentalmente la stessa, e credo che sia questo che ci unisce già in una profonda comunione. Professione di fede che è essenzialmente Cristo stesso, Verbo eterno di Dio, incarnato dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria, crocifisso, morto e risorto il terzo giorno.

Cristo che ha annunciato e annuncia un unico Vangelo che è la radice e la fonte di qualsiasi comunione tra le Chiese cristiane. Ci sono state differenze tra le Chiese cristiane, e ce ne saranno sempre – differenze culturali, linguistiche, etniche. Differenze che, rispettandole sempre e da parte di tutti, sono, direi, non tanto differenze, quanto ricchezza che aiuta la crescita della vita concreta e spirituale di ciascuna delle Chiese.

Vicario di Cristo

Papa Francesco ha eliminato il titolo di “vicario di Cristo” nell’Annuario Pontificio del 2020. Lo si constata nella sezione relativa ai “titoli storici”, dalla quale è scomparsa, cosa che è a quanto pare un gesto di sensibilità ecumenica. È così?

Credo che si tratti di una “revisione” dei titoli che appaiono elencati nell’Annuario Pontificio, e non penso sia una decisione con finalità ecumenica. Bisognerebbe quindi vedere la decisione più a livello di scrittura di un dato ufficiale che di contenuto.

Il vescovo di Roma e ogni vescovo, cattolico o ortodosso che sia, è nella sua Chiesa e per i suoi fedeli “vicario di Cristo”: colui che fa le veci di Cristo, che rende presente Cristo che insegna, Cristo che annuncia il Vangelo, Cristo che guida il Suo gregge. Anche San Benedetto, nella sua Regola per i monaci, dice che nel monastero l’abate è “vicario di Cristo”.

KIRILL
RIA Novosti archive-CC BY-SA 3.0

Il futuro

Vorrebbe segnalare qualche altro punto per illustrare meglio lo stato in cui si trova attualmente il dialogo tra cattolici e ortodossi? Arriverà il giorno in cui cattolici e ortodossi potranno celebrare la Messa insieme?

Come abbiamo indicato, attualmente il dialogo tra cattolici e ortodossi si concentra sull’approfondimento del tema del ministero e del primato del vescovo di Roma. Un tema importante e al contempo delicato che prosegue al suo ritmo “lento e tranquillo” di sviluppo nel dialogo, fatto che può dare l’impressione di una lentezza o perfino di una stasi nell’approfondimento del dialogo.

Non credo che ci troviamo in un momento di “stasi” o di blocco nel dialogo, ma in un momento, ripeto, importante e in qualche modo decisivo nelle decisioni a cui può portare il dialogo. La nostra speranza è sicuramente la possibilità, quando il Signore vorrà e come il Signore vorrà, per i cristiani d’Oriente e d’Occidente di comunicare pienamente nel Corpo e nel Sangue di Cristo, consacrati e santificati nella celebrazione eucaristica.

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dialogoecumenismoortodossi
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