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Il gesto del Papa che ha promosso il processo di pace in Sud Sudan

HANDOUT | AFP

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 04/11/20

“Lavoro artigianale” per uscire dalla crisi

HANDOUT | AFP

Il 12 settembre 2018 è stato firmato l’accordo ad Addis Abeba tra i due partiti più importanti del Sud Sudan in guerra. In quell’accordo, alcuni gruppi sono rimasti fuori.

L’11 aprile 2019, nel contesto di un ritiro spirituale in Vaticano, Papa Francesco ha compiuto un gesto inaspettato a favore della pace nel martoriato Paese africano, inginocchiandosi per baciare i piedi ai leader sudanesi.




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Nel gennaio e febbraio 2020, la Comunità di Sant’Egidio ha lavorato perché i gruppi che non avevano firmato l’accordo del 2018 aderissero a un cessate il fuoco e al dialogo politico. Il processo continua a coinvolgere i militari per verificare quando si viola il silenzio delle armi, un aspetto “molto importante”, sottolinea Impagliazzo, per continuare a dialogare.

Nell’ottobre 2020, dopo una pausa obbligata a causa della crisi del coronavirus, la Comunità di Sant’Egidio ha convocato a Roma una nuova mediazione tra le due parti in conflitto. Un passo avanti in questa nuova tappa è stata la “costruzione di un meccanismo per il cessate il fuoco”, ha spiegato Impagliazzo.

Per presentare i risultati, il 14 ottobre Impagliazzo era accompagnato dal delegato del Governo del Sud Sudan, Benjamin Barnaba, e dal generale Thomas Cirillo Swaka, leader del Movimento di Opposizione del Sud Sudan (Ssoma), una coalizione di forze che non ha aderito agli accordi di pace di Addis Abeba del 2018.

Durante il coronavirus si è tornato a sparare e c’è stata molta violenza nel Paese, con come protagonisti i gruppi che non hanno firmato l’accordo e quelli che lo hanno fatto. A ottobre la mediazione di Sant’Egidio ha avuto come obiettivo il silenzio delle armi e il ritorno ai negoziati.

Dal 9 al 12 novembre e il 30 del mese, nella sede della Comunità a Roma verranno organizzati nuovi incontri per riprendere il dialogo di pace con i protagonisti delle azioni militari e insistere sul rispetto del cessate il fuoco.

SAN EGIDIO
AFP | Alberto PIZZOLI

Il gesto del Papa commentato dai leader sudanesi

In questo contesto, “il gesto del Papa è stato accolto dalla popolazione del Sud Sudan con grande speranza. Dall’altro lato, i leader ricordano sempre questo gesto, come durante l’ultimo incontro di ottobre: ‘Ci vergogniamo per non aver ancora risposto al gesto (di pace) del Papa’. Dobbiamo agire più rapidamente, dobbiamo arrivare a un accordo per porre fine alle ostilità. Lo hanno inciso nella mente e sono turbati per non aver risposto in modo concreto e definitivo al gesto”.

I leader sudanesi commentano il gesto del Pontefice come l’ultima opportunità a loro disposizione. “A chi possiamo chiedere aiuto, dopo che il Papa ha compiuto un gesto simile nei nostri confronti? E la risposta che si danno è ‘Nessuno!’ È l’autorità morale più importante del mondo, dobbiamo rispondere a lui”, ha riferito Impagliazzo.

Il consiglio di Giovanni XXIII

Impagliazzo ci ha anche raccontato dettagli inediti di quanto accaduto nel ritiro spirituale in Vaticano dell’aprile 2019. I leader del Sud Sudan sono “rimasti molto colpiti dalla dedica che Papa Francesco ha scritto nella Bibbia che ha donato ai partecipanti a quel ritiro”, che recita:

‘Pensi quindi ognuno, non a ciò che divide gli animi, ma a ciò che li può unire nella mutua comprensione e nella reciproca stima’ (San Giovanni XXIII, Ad Petri Cathedram, 29 giugno 1959).

“Gli incontri nella sede della Comunità di Sant’Egidio obbediscono a questo spirito vissuto nella saggezza della Chiesa e di San Giovanni XXIII. Sicuramente non si procede ancora rapidamente come si vorrebbe, ma i leader sudanesi hanno impresso nella coscienza il ricordo del gesto simbolico di Papa Francesco”, ha commentato Impagliazzo.

PAOLO IMPAGLIAZZO
@paoloimpa

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Tags:
comunità sant'egidiopacepapa francescosud sudan
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