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I 7 criteri scientifici di una guarigione miracolosa

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Aleteia - pubblicato il 29/10/20

La Chiesa non afferma che si è verificato un miracolo solo perché vuole o può

La Chiesa non afferma che si è verificato un miracolo solo perché vuole o può. Sottopone l’analisi di ogni presunto miracolo a un’attenta sequenza di tappe scientifiche, che includono, ad esempio, commissioni mediche per studiare ogni dichiarazione di guarigione scientificamente inspiegabile, ovvero miracolosa.

È il caso della Commissione Medica Internazionale di Lourdes, la cui metodologia è la stessa usata nell’indagine scientifica. I suoi membri citano in genere il principio di Jean Bernard: “Chi non è scientifico non è etico”. Non si tratta di cadere nello scientificismo o nel positivismo in sé, ma di cercare la verità con la chiara consapevolezza di quello che l’enciclica Fides et Ratio ha sintetizzato magnificamente:

“La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità”.

I 7 criteri della cura miracolosa

Il cardinale Prospero Lambertini, che in seguito sarebbe diventato Papa Benedetto XIV (Pontefice dal 17 agosto 1740 fino alla morte, avvenuta il 3 maggio 1758), ha descritto le caratteristiche del miracolo dal punto di vista medico- scientifico nella De servorum beatificatione et beatorum canonizatione (La beatificazione dei servi di Dio e la canonizzazione dei beati), libro IV, capitolo VIII, 2-1734, definendo 7 criteri per il riconoscimento di una cura straordinaria o inspiegabile:

  1. La malattia deve avere caratteristiche di gravità, con prognosi negativa.
  2. La diagnosi reale della malattia dev’essere certa e precisa.
  3. La malattia dev’essere solo organica.
  4. Un eventuale trattamento non può aver favorito il processo di guarigione.
  5. La guarigione dev’essere repentina, inaspettata e istantanea.
  6. Il recupero della normalità dev’essere completo (e senza convalescenza).
  7. La guarigione dev’essere duratura (senza ricaduta).

I 7 criteri di Lambertini sono validi ancora oggi e chiariscono il profilo specifico della guarigione inspiegabile, garantendo che ogni obiezione o contestazione sia tenuta in grande considerazione prima di attestare che una determinata cura sia stata “scientificamente inspiegabile”.

Di 7.200 presunti miracoli, solo 70 sono stati riconosciuti

La serietà delle valutazioni di presunti miracoli può essere percepita nei numeri collegati al santuario mariano di Lourdes, in Francia, il più visitato al mondo dai pellegrini che cercano la guarigione fisica: dal 1858 ci sono state più di 7.200 dichiarazioni di guarigione miracolosa, ma finora solo 70 casi sono stati dichiarati effettivamente inspiegabili dal punto di vista medico-scientifico.

Il caso più recente caso è quello di suor Bernadette Moriau, una religiosa francese che ha attualmente 79 anni e non riusciva a camminare senza aiuto. Si è recata in pellegrinaggio al santuario mariano nel 2008, e poco tempo dopo si è ripresa perfettamente mentre faceva l’adorazione del Santissimo Sacramento.

Dopo 8 anni di valutazioni e studi, i medici e gli scienziati hanno riconosciuto nel novembre 2016 che la sua guarigione è scientificamente inspiegabile. Le riflessioni da parte della Chiesa sul caso sono andate avanti, e la conferma del miracolo è stata resa pubblica l’11 febbraio 2018, festa di Nostra Signora di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato.

Fino al riconoscimento di questo caso, il miracolo più recente confermato a Lourdes era quello di Danila Castelli. È guarita nel 1989, ma l’annuncio formale dell’inspiegabilità scientifica della sua cura è avvenuta solo nel 2013, dopo quindi 24 anni di studi e ricerche.

Il primo caso riconosciuto a Lourdes era stato la guarigione di Catherine Latapie, avvenuta pochi giorni dopo la prima apparizione della Madonna a Massabielle.

Un caso che colpisce

Uno dei casi che colpiscono di più tra quelli sottoposti alla Commissione Medica Internazionale di Lourdes è quello della religiosa Luigina Traverso, guarita repentinamente da una lombosciatica invalidante da meningocele il 23 luglio 1965, dopo anni di trattamenti medici e vari interventi che non avevano dato risultati.

Il 20 luglio 1965, la suora si è recata a Lourdes in condizioni gravi. I medici le avevano anche raccomandato di non fare quel pellegrinaggio, perché il viaggio avrebbe potuto risultarle fatale.

Il 23 luglio, mentre passava il Santissimo Sacramento durante la celebrazione eucaristica, suor Luigina riferisce di aver sperimentato un’improvvisa sensazione di forte calore e di benessere, accompagnata dal “desiderio di mettersi in piedi”, cosa per lei impossibile da mesi. Improvvisamente ha recuperato il movimento dei piedi e ha smesso di provare dolore.

Il 24 luglio, accompagnata dalla madre superiora, la religiosa ha camminato senza aiuto fino alla grotta di Lourdes per ringraziare la Madonna. Nello stesso giorno ha partecipato alla Via Crucis dei pellegrini ed è salita pregando fino alla quarta stazione – la salita è piuttosto ripida. Nei giorni successivi, suor Luigina ha aiutato a prendersi cura dei malati che giungevano in pellegrinaggio al santuario.

Il miracolo è stato riconosciuto solo nel 2012, dopo aver rispettato tutte le rigide tappe relative agli studi medici e scientifici e dopo l’analisi da parte della Chiesa.

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