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“Ti amo, ma non ti sopporto”

Catholic Link - pubblicato il 07/10/20

Crisi della convivenza

La convivenza è difficile, ma non per questo impossibile! I primi mesi dopo le nozze ci aiutano a tornare con i piedi per terra. Ci rendiamo conto che la persona che consideravamo tanto perfetta ha qualche “problemino” di personalità.

Quando ci innamoriamo, è molto frequente vedere nell’altro qualcosa di indefinibile, magico e misterioso che ci attira con una forza irresistibile. Il problema è che quell’indefinibile mi attira, che l’altra persona è quasi opposta rispetto a me.

Se sono disorganizzato è probabile, normale e frequente che mi senta attirato da una persona molto organizzata. Se sono una persona riservata e tranquilla, è probabile che mi senta attratto da una persona rumorosa e inquieta.

Perché accade questo? Blaise Pascal diceva che “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Nella mia umile opinione, esistono fattori istintivi che ci portano a scegliere una persona a noi complementare. Si potrebbe arrivare a pensare che ci si troverebbe meglio con una persona molto simile a noi, e tuttavia non è così.

Sto da quasi vent’anni con una persona diametralmente opposta rispetto a me, e il tempo ha dimostrato che è la cosa migliore che potesse accadere. Cerchiamo nell’altro quello che ci manca, ma poi gli aspetti dell’altro che ci sembrano magici e misteriosi sono quelli che ci fanno impazzire nella convivenza quotidiana.

L’innamoramento è “cecità temporanea”

Quando siamo innamorati, giustifichiamo il fatto che l’altra persona sia completamente diversa da noi con frasi che ci servono per ingannarci su quello che con ogni probabilità accadrà quando “finirà la magia”.

Chi è scialacquatore dirà all’avaro con cui si sposa “Sei tanto organizzato con le spese. Nulla sfugge al tuo controllo!”, e viceversa l’avaro dirà allo scialacquatore “Sei così destrutturato, e così libero!”

Tutte queste giustificazioni finiranno necessariamente quando si dovrà gestire insieme il budget familiare (per questo tema vi raccomando la conferenza online “I conti chiari e l’amore intatto”). E allora comincerà una lotta perché l’altro diventi qualcosa che non è, e si inizierà a discutere per ogni centesimo che si spende.

Come accade con l’aspetto economico, ci saranno discussioni anche sull’ordine dentro e fuori casa. I compiti domestici, quanti bambini avere, il lavoro, il colore delle tende, il mantenimento dell’auto, le vacanze, l’affiliazione politica, gli amici… si discuterà de omni re scibili et quibusdam aliis (di tutto ciò che si può sapere e di qualche altra cosa).

Siamo diversi e la convivenza porta alla luce queste differenze, tirando fuori anche il peggio di noi. Non ci verrà mai in mente che dobbiamo adattarci alle nostre differenze. Quello che dovremo fare è cambiare il nostro coniuge, perché si adatti al nostro modo di vedere la vita, e perché sia… qualcosa che non è! E che non può essere!

Le ragioni della crisi

In questo corto vediamo come queste piccole differenze si accumulino in un risentimento che sembra sempre più difficile da vincere. Significativamente, la donna mantiene sul suo vestito di nozze la macchia di vino che niente sembra cancellare, e le piccole differenze iniziano ad essere sempre più difficili da superare, sempre più irrecuperabili.

La scena della torta di nozze termina con un’altra immagine significativa: l’uomo vuole che la donna abbia “un petto migliore”, e lei inizia a dirgli che la sua pancia lascia a desiderare e che sarebbe meglio avere più muscoli.

Quando le coppie arrivano a questo punto non accettano più l’altro com’è, ma lo vogliono “a propria immagine e somiglianza”. Inizia la violenza, e inizia la fine del matrimonio.

E qui si inserisce alla perfezione la frase di Marlene Dietrich: “La maggior parte delle donne si impegna a cambiare un uomo, e quando riesce a farlo non le piace più”. E non sono solo le donne a voler cambiare il marito.

Anche noi uomini vogliamo che le nostre mogli smettano di “darci fastidio”, ma in fondo quello che vogliamo dire con quel generico smettere di “darci fastidio” è che non siano donne!

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Tags:
crisimatrimonio
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