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“Perché mi ami?” La domanda più temuta e al contempo amata dalle coppie

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Catholic Link - pubblicato il 10/09/20

di Nory Camargo

Perché mi ami? È una delle domande che ci lasciano a bocca aperta. Non sappiamo cosa dire, da dove iniziare, pensiamo “Stai scherzando?”, “Di cosa parli?”, “Come sarebbe perché ti amo?” Saltano fuori risposte come “Perché sì”, “Perché sei la mia fidanzata”, “Perché siamo sposati”…

Quasi sempre diamo le cose per scontate, e questo tipo di interrogativi può renderci un po’ tesi. È una domanda molto preziosa per entrambi, ma dev’essere posta nel luogo adeguato. Non fatela alla vostra fidanzata quando siete in un bar, quando si sta facendo la doccia e voi vi state lavando i denti o quando andate a fare la spesa.

Ponetegliela quando siete da soli e in un momento in cui sapete che non verrete interrotti. Può spaventare un po’, e magari ora starete pensando “Io cosa direi?”

Ho trovato questo video spettacolare di The School of Life e mi è sembrato perfetto da condividere in coppia. Spesso ci teniamo tante cose dentro e non troviamo il modo in cui dare forma ai nostri pensieri e alle nostre parole.

Può essere una risorsa per riflettere sul vostro rapporto e sul motivo per cui vi amate e state insieme.

Non basta essere ammirati

Quando parliamo d’amore è in ballo qualcosa di molto più profondo. Se il vostro partner vi pone questa domanda, non vi affrettate a pensare che lo faccia perché dubita di voi o dell’amore che provate per lui. È molto bello sentire ciò che c’è nel cuore della persona che amiamo, e spesso non ci concediamo questo tipo di spazi come coppia.

Siamo assorbiti dalla routine, dal lavoro, dalle riunioni, dai bambini, dai compiti domestici… Tra le tant cose, non dedichiamo del tempo solo al “noi”. E non parlo del progetto di andare al cinema o a cena fuori, ma di dirsi quello che si prova in un ambiente tranquillo.

Noi donne tendiamo ad essere più aperte a questo tipo di conversazioni, mentre gli uomini evitano quasi sempre discussioni “serie”. È normale, grazie a Dio siamo diversi e al contempo complementari. Questa domanda può rappresentare una grande opportunità perché entrambi si sentano fortunati di essere quello che sono e di stare dove stanno.

Non basta essere ammirati, bisogna sforzarsi un po’ di più. Dobbiamo raccontare al partner cosa amiamo di lui e che è il nostro porto sicuro.

Amatevi nei vostri momenti di fragilità

Pensare che nei rapporti tutto sia amore, belle parole, fiori, baci e sorrisi è un errore. Tutto questo può e deve esserci, ovviamente, ma credo che l’amore si rafforzi quando l’altro ci vede “spezzati”.

Quando il nostro partner affronta un aspetto non troppo bello in noi e decide di rimanere e di trattarci con generosità e affetto qualcosa cambia. Qualcosa nel nostro cuore o in quello del partner si trasforma.

È come se diventassimo piccoli. All’improvviso quello sguardo sicuro che ci ha sempre caratterizzati si riempie di paura. Il sorriso che tanto ci piace dell’altro si infrange. Il gesto fermo diventa tremolante, l’aspetto tranquillo si oscura e siamo quasi nudi di fronte all’essere umano che abbiamo deciso di amare. Cosa farà? Scapperà via o rimarrà?

Siamo pieni di paure, frustrazioni, magari siamo stati umiliati o ci sentiamo perduti, e non c’è niente di più bello che sapere che possiamo essere tutto insieme a lui o a lei, che non dobbiamo nascondere nulla, né fingere o vergognarci, o chiedere perdono per il fatto di sentirci tristi.

All’improvviso scopriamo che il dolore ci unisce come mai, che in quell’avversità il nostro amore si è rafforzato, che possiamo piangere tra le sue braccia e che anche se va tutto male sappiamo che troveremo consolazione.

Fino a che punto ci conosciamo?

C’è qualcosa di bello nel riconoscerci fragili e vulnerabili. La parola “fragile” mi ricorda che siamo al contempo tanto e poco. Se parliamo di conoscere il nostro partner, dobbiamo sapere che non c’è un manuale al riguardo.

Quando conosciamo qualcuno, non ci dice “Prima di qualsiasi cosa, leggi questo manuale. Dice come sono, cosa mi piace e cosa no. E se vai alla pagina 180, sezione 24, troverai tutti i miei difetti e le mie paure. Quando lo avrai letto tutto chiamami per vedere se andare avanti”.

Conoscerci è un processo che dura tutta la vita. Il fidanzamento è fatto perché i due sappiano se sono compatibili e affini in ciò che è più importante, ma ogni tappa che si condivide insieme è come un nuovo libro. Quando iniziamo a vivere insieme, ci rendiamo conto di un altro milione di cose che non sapevamo del nostro partner.

All’improvviso lui si rende conto che lei non resta in silenzio quando è nervosa, o lei vede che lui si mangia le unghie quando è agitato.

Sono cose a cui non si dà grande importanza, ma che se vengono scoperte dall’altra persona acquistano un altro valore.

Vogliamo (e abbiamo bisogno) di essere noi stessi

Il nostro bambino interiore non deve spaventare il partner nei momenti in cui ci sentiamo più fragili. Adoro la frase del video che dice “Amo il bambino triste che a volte vedo in te dietro la tua brillante giornata da adulto”.

Se non possiamo essere noi stessi con la persona che amiamo, allora con chi possiamo esserlo? Se non ci sentiamo liberi e fiduciosi di parlare o comportarci come vogliamo con il partner, siamo nel posto sbagliato.

È triste, o piuttosto confonde, vedere le coppie che dicono “Non faccio questo davanti a lui… Non faccio questo tipo di scherzi quando siamo insieme… Non ballo così se sto con lui, non mi vesto in questo modo se mi vede…” Perché non si è se stessi con la persona che si dice di amare?

Se siamo fidanzati o sposati, dobbiamo sentirci completamente liberi di essere noi stessi, con le nostre sciocchezze, le nostre barzellette poco divertenti, il nostro ballare male, la nostra mancanza di conoscenze… Si può imparare tanto l’uno dall’altro se ci apriamo con umiltà.

Dov’è l’epicentro del vostro amore?

Simpatia, protezione e tranquillità. Queste tre parole sono menzionate nel video e devono essere presenti nel nostro rapporto. Chiedetevi quali emozioni vi suscita il fatto di pensare al partner. Vi riempie di paura, angoscia o delusione o al contrario provate pace, sollievo, serenità e sicurezza?

Il mio fidanzato, ad esempio, è il mio posto sicuro, il mio luogo preferito. Anche se abbiamo mille problemi o discussioni, so che continuerò ad amarlo e che accanto a lui starò bene. So che anche se cadremo potremo rialzarci insieme.

Può essere che quando vi chiederanno cosa vi piace di più del vostro lui o della vostra lei elenchiate cose del tipo “È allegro”, “Mi fa ridere sempre”, “Mi ascolta”…, ma quanto è bello custodire come un tesoro solo nostro (mio e tuo come coppia) le piccole cose che amiamo dell’altro!

“Dobbiamo darci il tempo di scavare nel nostro entusiasmo fino alle sue vere origini, ricordando che l’amore può accumularsi con un’intensità speciale negli angoli più vulnerabili e improbabilmente piccoli del proprio io”.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

Tags:
amarerapporti affettivi
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