Una persona può considerarsi convertita non quando entra in relazione con le idee di Gesù, ma con il suo sguardo.
Una persona può considerarsi convertita non quando entra in relazione con le idee di Gesù, ma con il suo sguardo.Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. (Lc 6,6-11)
Il passaggio di Gesù non lasciava indifferenti. In un modo o nell’altro le folle lo cercavano perché attratte dalla sua parola, o gli scribi e i farisei lo cercavano per trovare qualcosa per cui attaccarlo. È il caso del passo del Vangelo di oggi: “Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c’era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui”. E’ talmente alta l’attenzione che egli suscita che chi è presente in quel luogo non comprende che per capire Cristo non bisogna entrare in paranoia con Lui, ma entrare in rapporto con ciò che per Lui è prioritario. Gli scribi e i farisei considerano prioritario trovare eresia nei ragionamenti di Gesù. Gesù, invece, considera prioritaria la sofferenza di un uomo che ha la mano paralizzata ed emarginato se ne sta in disparte: “Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». L’uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?». E volgendo tutt’intorno lo sguardo su di loro, disse all’uomo: «Stendi la mano!». Egli lo fece e la mano guarì”. Sembra un miracolo come tanti, ma la significatività di questo racconto è immensa. Una persona può considerarsi convertita non quando entra in relazione con le idee di Gesù, ma con il suo sguardo. Si può diventare tifosi o nemici della sua teologia, ma chi fa la differenza è chi considera le cose che per Lui contano. E Gesù ha sempre lo sguardo fisso sulle persone che hanno bisogno, che soffrono, che sono emarginate, sole, indifese, invisibili. Non è una scelta sociale a scapito del teologico, ma è una scelta essenziale per comprendere l’intima natura di Dio. Infatti se Dio è Amore allora questo Amore deve poter avere a che fare con tutto, soprattutto con chi sembra esserne escluso per le condizioni avverse che lo accompagnano.
Luca 6,6-11
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