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“Mia figlia preferisce passare il tempo con la nonna. Ho sbagliato qualcosa?”

GRANDMA,ABUELA,GRANDMOTHER

Shutterstock

BenEssere - pubblicato il 06/08/20

Anche se i bambini sono attratti da altre figure familiari, la mamma e il papà rimarranno sempre insostituibili, proprio perché sono i genitori e nessuno, meglio di loro, sa cosa sia bene per il proprio figlio

di Sofia Gallarati psicologa, membro équipe Associazione Pollicino e Centro crisi genitori Onlus

Buongiorno, mi chiamo Monica e sono la mamma di Asia, una dolce bambina di 10 anni. Il nostro è sempre stato un bel rapporto, ma da qualche tempo sento che Asia preferisce passare il tempo con i suoi nonni, specialmente con la nonna. Quando è con lei le si illuminano gli occhi, fosse per lei si trasferirebbe da loro. Inoltre con la nonna si confida e parla di tutto, mentre a me ultimamente non racconta più nulla. Non sono gelosa, mi chiedo solo: ho sbagliato qualcosa?

LETTERA FIRMATA

___________________________________

I nonni sono davvero preziosi: risorsa per la famiglia, aiuto concreto per la gestione del tempo e a volte delle vacanze, fonte di consigli e utili suggerimenti. Capita spesso, come si può capire dalle parole della signora Monica, che diventino una presenza insostituibile nella crescita di bambini e ragazzi, un luogo unico e particolare, sia affettivo sia educativo. Possono essere veri e propri angeli custodi. Si dedicano al benessere e alla salute dei nipoti e, con la loro presenza rispettosa e gentile, rivolgono loro uno sguardo sempre attento. I nonni sanno ascoltare senza pregiudizi e mettendo da parte i giudizi: ascoltano le lamentele, i segreti e le confessioni. Con loro ci si immerge in un tempo unico e prezioso.

GRANDMOTHER,LAUGHING
Shutterstock

A partire dalla domanda iniziale, potrebbe essere utile una premessa: anche se un figlio ha la fortuna di instaurare un rapporto speciale con la nonna o il nonno, la figura dei genitori non ne viene minimamente intaccata. La mamma e il papà rimarranno sempre insostituibili, proprio perché sono i genitori di quel bambino e nessuno, meglio di loro, lo conosce e sa cosa sia meglio per lui. Anche quando il rapporto con i nonni diventa, per così dire, preferenziale, madre e padre non devono sentirsi “da meno” o pensare di aver sbagliato qualcosa. Anzi, potremmo dire che è proprio grazie a loro se è potuto nascere quel legame particolare, perché significa che hanno lasciato lo spazio perché si creasse quel rapporto e hanno trasmesso ai figli il valore della famiglia e dei suoi legami. Per questa ragione, però, è importante che tra genitori e nonni ci sia coerenza rispetto al progetto educativo, dal momento che le divergenze possono confondere i più piccoli. È fondamentale che anche loro rispettino le regole che i genitori danno e che siano capaci di trasmettere ai nipoti il valore delle scelte che mamma e papà fanno per loro. Non stiamo certo parlando dei piccoli sgarri e vizi che (per fortuna!) concedono, ma del rispetto per le scelte educative della famiglia. Date queste premesse, la loro presenza non può che essere preziosa e insostituibile.

Un regalo prezioso

Il principale dono che i nonni fanno ai nipoti è il tempo. Impegni serrati e programmi definiti si interrompono e lasciano il posto a uno spazio di libertà in cui il tempo si dilata con il gioco, le favole e la lentezza. Soprattutto nella nostra epoca, i nonni possono rappresentare l’occasione di conoscere una temporalità diversa, rilassata, talvolta scandita da ritmi più naturali e non dalla frenesia tipica della nostra società. Perché, frequentemente, è il ritmo di un tempo che ascolta, rispetta e segue la natura. «Bisogna svegliarsi presto, il mattino ha l’oro in bocca! Una volta, quando il gallo cantava, alle sei di mattina, si andava subito a lavorare nei campi». Attraverso loro, i bambini possono imparare il valore della lentezza, che fa rima con saggezza. Con i loro racconti si realizza poi l’incontro con la storia, anche quella familiare. Narrando le esperienze vissute fanno infatti conoscere ai bambini quello che è stato: il mondo di una volta, le guerre, le trasformazioni, i vecchi usi e le antiche tradizioni. Allo stesso tempo promuovono l’incontro con la propria storia, le proprie origini e le radici che hanno portato allo sbocciare di quell’unico e insostituibile nipotino, frutto delle generazioni e delle vicende di quella particolare famiglia. Anche la tavola e il cibo, grazie a loro, possono trasformarsi. Insieme ai nonni si cucinano i piatti della tradizione, fatti di ricordi, cultura e racconti. Capita spesso che proprio alla loro tavola, trasportati da aneddoti e segreti e cullati da un tempo più disteso, i bambini assaggino e sperimentino alimenti nuovi, o che, fino a quel momento, non volevano toccare. La tavola dei nonni può essere l’incontro con quei “piatti speciali” che nutrono il cuore più che il pancino. Impastare, cucinare e scoprire le ricette della tradizione danno un valore affettivo a quelle pietanze, fatte a mano e dai sapori familiari, quelli della propria storia. Poco importa se sono piatti ricercati o semplici, per il nipotino saranno i migliori del mondo, perché colmi di amore.

Di OLIINYK INNA - Shutterstock

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