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John Travolta: mia moglie Kelly ha perso la sua battaglia contro il tumore al seno

JOHN TRAVOLTA, KELLY PRESTON

Andrea Raffin | Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 14/07/20

L'attore ha annunciato la morte della moglie a cui era legato da 29 anni. Aveva perso anche la prima moglie per un tumore al senso e nel 2009 la morte del figlio Jett mise sotto i riflettori il legame problematico con la chiesa di Scientology.

Con un post delicato e sofferto John Travolta ha annunciato dal suo profilo Instagram la morte dell’amata moglie Kelly Preston con cui era sposato da 29 anni:

È con il cuore pesante che vi informo che la mia bellissima moglie Kelly ha perso la sua battaglia, durata due anni, con il tumore al seno. È stata coraggiosa nella sua battaglia, sostenuta dall’affetto di tantissimi. La mia famiglia e io saremo per sempre grati ai dottori e alle infermiere del MD Anderson Cancer Center e a tutti i centri medici che ci hanno aiutato, senza dimenticare gli amici e i parenti che sono stati al suo fianco. La vita e l’amore di Kelly saranno ricordati per sempre. Mi prenderò un po’ di tempo per i miei figli che hanno perso la loro mamma, perdonatemi in anticipo se starò in disparte per un po’. Ma sappiate che sento tutto il traboccante amore che ci donate per le settimane e mesi che verranno, mentre curiamo la nostra ferita.
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It is with a very heavy heart that I inform you that my beautiful wife Kelly has lost her two-year battle with breast cancer. She fought a courageous fight with the love and support of so many.  My family and I will forever be grateful to her doctors and nurses at MD Anderson Cancer Center, all the medical centers that have helped, as well as her many friends and loved ones who have been by her side. Kelly’s love and life will always be remembered. I will be taking some time to be there for my children who have lost their mother, so forgive me in advance if you don’t hear from us for a while.  But please know that I will feel your outpouring of love in the weeks and months ahead as we heal. All my love, JT

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Era un volto noto del cinema anche quello di Kelly Preston, certo non quanto quello del celeberrimo marito: la ricordiamo senz’altro in Jerry Maguire e nel classico tratto dal libro di Stephen King Christine – la macchina infernale. Fuori dalle scene era la mamma dei tre figli avuti con John: Jett, Ella Bleu e Benjamin. Aveva 57 anni e la sua battaglia con il tumore al seno è stata combattuta con assoluto riserbo.


WILL SMITH, FAMILY

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Non è il primo grave lutto che l’attore di Pulp Fiction attraversa, anzi la sua vita è stata segnata da altri episodi tragici: la prima moglie di Travolta morì nel 1977, anche lei di tumore al seno, e nel 2009 perse il figlio Jett, morto mentre erano in vacanza alle Bahamas.

Dietro lo schermo la vita picchia duro

Iconico in Grease, divertente in Senti chi parla, indimenticabile in Pulp Fiction, cattivo in Codice: Swordfish. Sul grande schermo John Travolta si è cimentato in ogni sfumatura umana possibile, altrettanto credibile nel far ridere e nell’essere crudele. Non è scontato in un regno come Hollywood in cui ogni attore tende a seguire la scia dello stereotipo che gli si associa.

Ma fuori dal set, l’attore ha sempre tenuto la sua vita privata lontano dai riflettori. Due lutti gravissimi lo hanno colpito: nel 1976, appena ventenne, si era legato a un’attrice molto più grande di lui, Diana Hyland, che morì appena un anno dopo proprio per un tumore al seno. Doloroso perciò constatare che il copione imprevedibile della vita gli abbia fatto attraversare per due volte, al fianco dell’amata, il calvario di una malattia che colpisce così tante donne e ha come età di incidenza maggiore proprio quella attorno alla menopausa.

Dieci anni dopo, su un set cinematografico, arrivò l’incontro folgorante con Kelly Preston, già divorziata. Lei capì subito che con John non si trattava di un amore fugace e si sposarono nel 1991; più volte il gossip hollywoodiano ha tentato di infrangere la barriera della loro vita privata insinuando che Travolta fosse omosessuale. Durante un’intervista Kelly rispose indirettamente alle illazioni dicendo:

Essere sposati per 26 anni nel mondo del cinema è come esserlo per 60 nel mondo normale. Direi che il nostro segreto è avere molte cose in comune: empatia, essere gentili e occuparci degli altri, amore per il gioco e le risate. Ci siamo completati, ci amiamo e comunichiamo, ma non viene tutto da sé. Se vuoi far funzionare un matrimonio devi lavorarci tutti i giorni, giocare e divertirti insieme, stare coi figli. Non soltanto amo John, lui mi piace e mi fa ridere. Ma ogni giorno bisogna in qualche modo ricreare la magia di quando ti innamori. (da Il Messaggero)

Nel 2009 la coppia fu colpita dalla perdita del figlio Jett, di appena 16 anni: durante una vacanza di famiglia alle Bahamas il ragazzo fu colto da una crisi epilettica (o forse un attacco cardiaco, non è chiaro) che non gli diede scampo. Anche su questa vicenda si speculò molto sui giornali, per quanto John e sua moglie cercarono di mantenere il riserbo; nelle dichiarazioni ufficiali si diceva che il ragazzo era affetto dalla sindrome di Kawasaki, ma c’era il fondato sospetto che fosse autistico e che proprio i coniugi Travolta non volessero ammetterlo.

[…] la famiglia non avrebbe mai fatto parola pubblicamente della malattia del figlio, e non avrebbe predisposto le cure adeguate per questa patologia perché la chiesa di Scientology non permette di riconoscere i disturbi neurologici. La sorella di John Travolta, Joey, aveva prodotto nel 2007 un documentario sull’autismo e John non si era presentato all’anteprima. Così come lui e Kelly, a differenza di altre celebrità, non avevano voluto mai partecipare alle raccolte fonti e alle iniziative di sensibilizzazione sull’autismo. (da Corriere)

Ribadiamo che si tratta di sospetti e non di dati acclarati. Esistono infatti anche dichiarazioni ufficiali di Travolta che ringrazia la chiesa di aver dato un contributo essenziale nel momento della disperazione. Come sempre, i giornali non sono il luogo deputato a ospitare il tormento intimo di un’anima e perciò possiamo semplicemente riportare questi elementi come frammenti di un puzzle umano il cui disegno completo è custodito nella riservatezza.

Un distacco da Scientology?

Fu proprio la morte di Jett a far presagire ad alcuni che si fosse incrinato il rapporto di John Travolta con la chiesa fondata da Ron Hubbard e che ha tra i suoi devoti altre celebrità di Hollywood, come Tom Cruise. Ora si dice che questo nuovo lutto sia fonte di altri ripensamenti in John Travolta e molti giornali sussurrano che sia in corso un allontanamento definitivo dalla chiesa di Scientology:

Travolta ha annunciato la morte della moglie con un post su Instagram. Nel messaggio social, ringrazia il team medico che ha sostenuto la lotta della madre dei suoi figli. La famiglia Travolta si è rivolta all’Anderson Cancer Center, il miglior ospedale del paese per la cura del cancro.  Ron Hubbard, fondatore di Scientology, era contrario alla chemioterapia e alle radiazioni, per questo molti ex membri sostengono che Travolta abbia preso le distanze dalla Chiesa, riporta il Mail. (da Huffington Post)

Ma al di là dei sospetti e delle indiscrezioni che girano, ci auguriamo che questo tempo di silenzio e pianto di un padre insieme ai suoi figli sia, come lui stesso ha auspicato, anche un tempo di guarigione: la sofferenza ci precipita di fronte alla parte più nuda di noi, e dunque anche a tu per tu con le domande più profonde e senza veli.

Dopo la pubblicazione di questo articolo, abbiamo ricevuto una comunicazione da parte del Dott. Luigi Brambani dell’Ufficio Affari Pubblici della Chiesa Nazionale di Scientology d’Italia che tiene a precisare alcuni aspetti inerenti il caso trattato e l’esperienza religiosa a cui appartiene. Riportiamo di seguito il contenuto del suo messaggio, così che il lettore possa formulare un giudizio personale più completo:

«Scientology è presente nel nostro paese da più di 45 anni e ora conta 13 chiese e 20 missioni, diffuse su tutto il territorio nazionale, che si stanno prendendo cura della crescita spirituale di molte migliaia di cittadini italiani di ogni età, ceto sociale e professione.

In Italia, Scientology ha da tempo superato il vaglio della magistratura e ora vi è un consolidato orientamento giurisprudenziale che riconosce uniformemente la sua natura religiosa e la completa legalità delle attività delle sue chiese e missioni. [https://www.scientologyreligion.it/landmark-decisions/italian-supreme-court-ruling-recognizing-the-scientology-religion.html]

Anche il mondo accademico è giunto alle medesime conclusioni che, se interessano, possono essere lette qui: https://www.scientologyreligion.it/religious-expertises/

Un più approfondito studio sulla dottrina, le pratiche e le finalità di Scientology si trova nel libro “Scientology. Libertà e immortalità”, scritto dal professor Aldo Natale Terrin, docente emerito di fenomenologia della religione presso l’istituto di liturgia pastorale di Padova, autore di oltre 40 opere sulle antiche e nuove forme di spiritualità e religiosità. [https://www.morcelliana.net/scienze-umane/3320-scientology-9788837231194.html]

Non dubito che la dott.ssa Teggi abbia ricevuto informazioni fuorvianti, probabilmente raccolte in rete, ma la rete è il luogo in cui si trova tutto e il contrario di tutto, è il punto di incontro degli opposti estremi e per questo, quando si cercano informazioni, bisognerebbe verificare più fonti.

Ad esempio, l’autrice dell’articolo scrive che il rapporto tra il sig. Travolta e la sua fede avrebbe subito un’incrinatura dopo la morte del figlio Jett. Ma in rete sono presenti molti articoli in cui viene riportata una frase da detta dal sig. Travolta in occasione del suo 60mo compleanno: “Non sarei sopravissuto alla morte di mio figlio senza l’aiuto si Scientology”. [www.huffingtonpost.it, 18/02/2014 “John Travolta compie 60 anni:…”, per citarne uno]

Visto che nell’articolo vi si accenna, desidero anche rendere noto che una delle regole della Chiesa di Scientology è quella per cui se una persona soffre di una patologia riconosciuta, deve ottenere tutte le cure mediche del caso prima di poter cominciare o proseguire il suo cammino di riscoperta spirituale.

Gli scientologist credono che il principale diritto sia quello di aiutare e per questo hanno formato gruppi per promuovere la cultura per una vita libera dalla droga, per far conoscere i diritti umani, per far rispettare quelli di coloro che sono in ambiente psichiatrico e hanno costituito un gruppo di volontari iscritto nel registro nazionale della protezione civile che ha portato aiuto, insieme a molti altri gruppi similari, in occasione dei terremoti verificatisi in Molise, Abruzzo, Emilia Romagna e il più recente che ha colpito il centro Italia.

Per questo tutte le cattive parole finiscono di fronte all’evidenza, evidenza che è più forte di ogni opinione, l’evidenza di quelle molte migliaia di persone che in Scientology hanno trovato il loro percorso verso la Verità e la salvezza.»

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