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Fidanzamenti frustrati: perché scelgo sempre male?Fidanzamenti frustrati: perché scelgo sempre male?

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Shutterstock | fizkes
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Concentrarsi su un modello di scelta basato sull’amore vero che integra l’emozione con le motivazioni ragionevoli

È probabilmente la cosa più importante che ci hanno proposto nella vita, ma nonostante questo continuiamo a prendere decisioni sbagliate quando si tratta di scegliere la persona con cui coinvolgerci in una relazione amorosa a lungo termine.

Dopo tutto, come sapere sul momento se è una scelta positiva o negativa? Si tratta forse di riconoscere più che di scegliere? Ci sono aspetti su cui possiamo concentrarci per aiutarci non solo a comprendere il motivo dei nostri errori passati, ma anche a prepararci meglio a compiere il passo d’amore successivo.

1 Mettere da parte le paure per concentrarsi sull’amore

È molto comune cadere nel conflitto tra amore e paure, due cose che si scontrano. Per questo, il primo passo per compiere una buona scelta è identificare e affrontare le paure che abbiamo, i nostri principali nemici, ostacoli e contrari all’amore.

Molte delle paure che possono attanagliarci il cuore sono dovute a esperienze passate negative che abbiamo vissuto in modo diretto o indiretto sulla nostra carne o ci sono giunte attraverso altri. Le più comuni sono la paura di non essere amati o valorizzati o la paura della solitudine.

Queste paure confondono, perché si potrebbe pensare che non sia bene stare da soli o che forse si sta amando molto perché si vuole una relazione. L’esperienza, però, mostra il contrario: per stare con un altro è importante anche imparare a stare da soli, e il fatto di non saper aspettare la persona giusta fa sì che ci si sbagli più facilmente.

Il modo di concentrarsi sull’amore è allontanare le paure per non uscire a conquistare mossi da queste, per voler trasformare ad ogni costo in fidanzato chi non lo è e non arriverà mai a esserlo. In realtà non si tratta di “amare troppo”, ma di “desiderare troppo di essere amati”. Il vero motore di quella scelta non è l’amore, ma la paura.

2 Dare anziché cercare di possedere

La persona che scegliamo non può essere un rimedio alla solitudine, qualcuno di cui aver bisogno. La sua compagnia sarà una conseguenza, ma al centro della scelta dev’esserci la persona, non la sua utilità. Quando l’obiettivo è il possesso come se si trattasse di un oggetto, si tende a dominare la persona, e non è possibile una donazione all’altro.

Ci si mette in testa di meritare l’amore di chi non ricambia, ci si autoconvince che si conquisterà a forza di compiacerlo. E questo vale per molte donne: quando arriva davvero qualcuno che non è la persona che ci si aspettava ma potrebbe essere quella indicata, non si prova niente nei suoi confronti, perché tutta l’attenzione è su un’altra persona, la “preda”.

Si può perdere una buona opportunità perché non si sa ricevere l’amore, essendo troppo impegnate a conquistarlo.

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