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Sapete che Gesù in cielo si trova sopra le schiere di angeli?

Ascensione, Giotto (1303-1305), Cappella degli Scrovegni (Padova).
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L’Ascensione spiegata da San Paolo e San Giovanni Cristosomo: il Verbo incarnato è stato “accolto” dagli spiriti celesti, e li ha “sovrastati”

Gli Angeli appaiono all’Ascensione quando Gesù viene “sollevato davanti ai loro occhi (degli apostoli) e una nuvola lo sottrasse al loro sguardo”. Il racconto dell’Ascensione, riportato dagli Atti degli Apostoli, ci narra che due Angeli, in bianche vesti al momento della salita al cielo di Gesù, e che, così preso a sé, possa essere inquadrato in qualche contesto del nostro odierno orizzonte di senso.

La Risurrezione è sia l’altro necessario aspetto dell’Avvento di Cristo su questa terra, sia la testimonian­za di coloro che, col messaggero, sono usciti trasformati. Nessuno può dire “Il Signore è Risorto'” senza dire al tempo stesso: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto!”.

L’Ascensione descritta da San Paolo

Riguardo poi all’Ascensione, i Padri della Chiesa sottolineano la presenza degli Angeli, fino a descriverne la scorta trionfale, che accompagna il Cristo e lo inoltra, osannando, nella gloria dei cieli.

Una profonda teologia dell’Ascensione è stata elabo­rata da San Paolo che, nella Lettera agli Efesini, scrive: “Dio ha manifestato la sua forza nel Cristo, risusci­tandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei cieli al di sopra di tutti i Principati, di tutte le Potestà, di tutte le Virtù, di tutte le Dominazioni… E tutti pose sotto ai suoi piedi” (Ef. 1, 20-22). In questo brano, S. Paolo, l’Apostolo delle Genti, ci lascia intravedere che le potenze angeliche sono più numerose di quelle che noi nominiamo.

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Il cardinale Daniélou afferma che è dunque al di sopra di ogni natura angelica, conosciuta o sconosciuta, che la natura umana è esaltata nella persona di Cristo, fra lo stupore delle potenze celesti.

Adorare il Verbo incarnato

Nella Lettera ai Filippesi, San Paolo approfondisce, ancora di più, il mistero dell’Ascensione, scrivendo: “Dio ha esaltato Cristo e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, in cielo, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua confessi il Signore Gesù Cristo a gloria di Dio Padre” (Fil. 2, 9-11).

La rivelazione straordinaria fatta dagli Spiriti celesti nel mistero dell’Ascensione non è che essi debbano adorare il Verbo Eterno. Ciò è già oggetto del loro culto. La novità, nel mondo celeste, è che essi devono adorare il Verbo incarnato.

Più in alto di tutti gli angeli

San Giovanni Crisostomo, nel suo Sermone sull’Ascensione, così commenta:

“Noi che sembravamo indegni della terra, oggi siamo elevati fino al cielo, siamo esaltati al di sopra dei cieli e raggiungiamo il trono reale. La natura a causa della quale i Cherubini custodivano il Paradiso, è questa stessa natura che regna oggi al di sopra dei Cherubini. Non era sufficiente essere elevati al di sopra dei cieli? Non era sufficiente stare fra gli Angeli? Questa gloria non era già indicibile? Ma egli si é elevato al di sopra degli Angeli, ha superato i Cherubini, è salito più in alto dei Serafini, ha sorpassato i Troni, e non si è fermato fino a che ebbe raggiunto il Trono del Signore”.

Dalla Terra al Cielo

Sempre il cardinale Daniélou fa uno splendido parallelismo fra il Natale e l’Ascensione, affermando che, se il mistero della Natività è anche quello della Rivelazione fatta dagli Angeli del cielo a quelli della terra, quello dell’Ascensione è il mistero della rivelazione fatta dagli Angeli della terra agli Angeli del cielo».

Mentre al tempo della Nativi­tà vedevamo il Verbo discendere circondato dagli Angeli del cielo e incontrare gli Angeli custodi della terra, qui, all’opposto, Egli sale scortato dagli Angeli della terra e incontra gli Angeli custodi delle porte del cielo. Ma questi non lo riconoscono perché appare unito alla natura umana, che Egli ha assunta, e portando i segni della sua Passione. Perciò questi Spiriti celesti interrogano gli altri Angeli che lo accom­pagnano per domandare chi sia.

ASCENSION OF CHRIST
Benvenuto Tisi | Public Domain

Lo stupore degli angeli

Il mistero dell’Ascensione getta gli Angeli del cielo nello stupore perché quello che esso rivela è veramente un mistero fino ad allora nascosto. Il vero mistero della Natività è l’abbassamento della persona divina del Verbo “di poca inferiore agli Angeli” (Eb 2, 7) mentre il vero mistero dell’Ascensione è l’esaltazione della natura umana al di sopra dei mondi angelici.

Alla gelosia per l’uomo, da parte degli angeli ribelli che non vollero accettare il disegno di Dio, si oppone la benevo­lenza degli Angeli buoni verso “l’uomo nuovo”. Suor Maria Pia Giudici, nel suo libro sugli Angeli affer­ma:

In fondo, invocare gli Angeli vuol dire soprattutto ottenere proprio questo: che il dinamismo della fede, della speranza e della carità, insito nella nostra realtà di bruttezza, diventi attivo, nella vita comune dei nostri giorni feriali. Da gente battezzata si tratta infatti di diventare, di fatto, seguaci di Cristo e perciò chiamati a camminare quaggiù nella lieta attesa della festa di nozze eterna: quella in cui sono immersi questi nostri fratelli di luce”.

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