Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 22 Settembre |
San Maurizio
home iconSpiritualità
line break icon

Perché c’è bisogno dello Spirito Santo?

Holy Spirit

Jerry Horbert | Shutterstock

padre Paulo Ricardo - pubblicato il 30/05/20

“Veni, Sancte Spiritus” – Ancora una volta vogliamo insistere: il progresso nella santità dipende necessariamente dal nostro abbandono al Paraclito. Abbiamo bisogno dello Spirito Santo perché il seme della grazia santificante generi in noi frutti di vita eterna. Per questo lo chiamiamo, nel Credo di Nicea e costantinopolitano, “Dominum et vivificantem”: Dominum perché è Signore, vivificantem perché ci riempie di Vita (dal greco ζωη, zoé).

Questa generazione può essere molto rapida, come in San Paolo Apostolo e in San Francesco d’Assisi, ma nella maggior parte dei casi avviene lentamente, passo dopo passo, come la crescita di una pianta. Servono quindi pazienza, perseveranza e soprattutto abbandono allo Spirito Santo, e a poco a poco Egli farà sbocciare nuovi rami e foglie, finché appariranno i frutti, ovvero ci concederà il “dono della grazia”. Lo Spirito Santo produrrà in noi l’accoglienza personale (redenzione soggettiva) dei meriti ottenuti da Cristo sulla Croce per la salvezza universale degli uomini (redenzione oggettiva).

Per facilitare questo rapporto con lo Spirito Santo, la Chiesa ci offre in questi giorni la novena di Pentecoste. Si tratta di chiedere incessantemente con tutti i santi e gli angeli Veni, Sancte Spiritus, nella preghiera della sequenza di Pentecoste, che il “genio del cristianesimo” ha adattato splendidamente al canto gregoriano. Raccomandiamo a tutti la recita di questa preghiera, disponibile nel Lezionario.

Nella prima strofa dice Veni, Sancte Spiritus, et emitte caelitus lucis tuae radium, “Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce”. È solo attraverso la luce di Dio che vediamo il mondo con una visione soprannaturale. Come suggerisce la sequenza nella settima e nell’ottava strofa, chi vive nella carne guarda questa vita e vede tutto sordido (sordidum), secco (aridum) e malato (saucium). Per chi vive nella carne, tutto è difficile (rigidum), e quindi il cuore resta freddo (frigidum) e le vie lontane (devium) da Dio.

Solo lo Spirito Santo può trasformare questa visione. Per questo, la sequenza dice: Lava quod est sordidum (lava ciò che è sordido) / riga quod est aridum (bagna ciò che è arido) / sana quod est saucium (sana ciò che sanguina). L’aspetto interessante di questi tre versi è che passano ordinatamente dall’essere meno animato a quello che lo è di più, dal minerale all’animale passando per il vegetale: lava, ad esempio, la pietra sordida, bagna la pianta secca, cura l’animale ferito.

Nell’ottava strofa, lo Spirito è considerato un maniscalco, che attizza il fuoco per trasformare la durezza del ferro. Nel fuoco dell’amore di Dio, quel materiale “rigido” diventa “flessibile” (flecte quod est rigidum); il suo essere “gelido” è “scaldato” (fove quod est frigidum) e infine il suo essere “sviato” viene “raddrizzato” (rege quod est devium).

È concreto che senza la luce soprannaturale della grazia vediamo solo cose sordide, aridità e malattia, e da questa siamo mossi. E ciò si percepisce anche tra le persone considerate “di Chiesa”. Vivono ancora nella carne, e per questo vedono solo le membra miserabili del santo Corpo di Cristo; vanno a Messa per moralismo, per le sensazioni che proveranno con qualche canto, sermone o rito, per la teologia della prosperità o per la possibilità di ottenere qualche legame amoroso. Ma non sono mosse dallo Spirito Santo.

Senza lo Spirito Santo, iniziamo un’opera buona ma non la portiamo a perfezione, e quindi la nostra partecipazione nella Chiesa diventa sempre più indifferente, fredda e arida, e la Chiesa stessa diventa per noi un ambiente “sordido”, “rigido”, “sviato” e “malato”, anche se ci troviamo in un monastero benedettino, nella certosa o nella parrocchia migliore del mondo.

La finalità di tutto ciò che abbiamo detto finora è liberarci, attraverso lo Spirito Santo, da questa via tortuosa e carnale, perché Egli applichi in noi la salvezza di Gesù, più specificatamente il salutis exitum, ovvero l’esito finale della gioia eterna (perenne gaudium). Nel cammino della nostra vita, lo Spirito Santo deve darci le virtù (virtutis meritum), con le quali cresceremo nella santità fino ad arrivare alla nostra meta (salutis exitum), alla perfezione finale, perché solo in questo modo saremo oggetti concreti della redenzione di Cristo, avremo la redenzione soggettiva perfettamente realizzata nella nostra anima.

Iniziamo quindi a supplicare la presenza dello Spirito Santo, ripetendo l’esempio degli Apostoli e della Vergine Maria, che hanno pregato con perseveranza per nove giorni, fino all’arrivo del Signore. La novena di Pentecoste è un microcosmo di come debba essere tutta la nostra vita. Con l’aiuto di Maria Santissima impareremo a vivere nell’intimità dello Spirito, il soccorso del Cielo. La Vergine Maria, i santi e gli angeli si possono unire alla nostra preghiera e dire insieme a noi: Veni, Sancte Spiritus, et emitte caelitus lucis tuae radium!

E il “Padre dei poveri” (pater pauperum), “datore dei doni” (dator munerum) e “luce dei cuori” (lumen cordium) verrà subito in nostro aiuto, perché è il “consolatore perfetto” (consolator optime), l’“ospite dolce dell’anima” (hospes animae), “dolcissimo sollievo” (dulce refrigerium). O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli (O lux beatissima, reple cordis intima tuorum fidelium)!

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
pentecostespirito santo
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
BABY
Mathilde De Robien
Nomi maschili che portano impresso il sigillo di Dio
3
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L’Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
4
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
5
MAN HOSPITALIZED,
Silvia Lucchetti
Colpito da ictus: la Madonna di Loreto mi ha salvato ed è venuta ...
6
Padre Ignacio María Doñoro de los Ríos
Francisco Vêneto
Il cappellano militare che si è finto malvivente per salvare un b...
7
SERENITY
Octavio Messias
4 suggerimenti contro l’ansia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni