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Come recuperare quando la Quaresima è andata male

BAD MANNERS

Kristin Rogers Photography | Stocksy United

Catholic Link - pubblicato il 08/04/20

di Will Wright

I progetti migliori

I progetti migliori spesso vanno a monte. Abbiamo dispiegato i migliori propositi per il nostro percorso quaresimale. Cerchiamo di approcciare la Pasqua dopo aver ragionato in modo approfondito e aver trovato una routine di preghiera, digiuno ed elemosina.

Se siete come me, non sempre tutto va come previsto. I vostri progetti potrebbero essere sfumati e potreste pensare che la vostra Quaresima sia finita. E se vi fosse rimasta solo una settimana? E se vi fosse rimasto solo un mese? E se fosse il giorno dopo il Mercoledì delle Ceneri? Cosa succede quando la Quaresima va male?

In primo luogo, dobbiamo eliminare questa frase dal vocabolario. La Quaresima non può andare male. La Quaresima è un dono di Dio per ripristinare l’armonia nella nostra anima.

Le nostre penitenze quaresimali si basano su preghiera, digiuno ed elemosina. È importante discernere come esercitarli durante la Quaresima (e oltre), ma non è mai troppo tardi in Quaresima per aggiungere o togliere pratiche. In primo luogo, dobbiamo esaminare perché compiamo queste penitenze.

Perché facciamo delle penitenze?

Le pratiche quaresimali acuiscono la nostra consapevolezza di Dio, e permettono alla Sua grazia di penetrare più prontamente nella nostra mente. È quindi importante essere coerenti. È a questo punto che la maggior parte della gente si allontana dal progetto. Se vacilliamo nelle nostre pratiche quaresimali, ci sono tre opzioni: abbandonare il progetto, modificarlo o rimettersi in carreggiata.

Tre opzioni – Abbandonare, Modificare, Riconoscere

Abbandonare il progetto non è un’opzione per il cristiano. Indipendentemente da quanto diventi difficile e da quanto soffriamo, Cristo è lì per condividere il nostro fardello. Non ci dice “Sii compiacente e sarai felice”, ma di prendere la nostra croce, seguirlo e vivere la vita radicale delle Beatitudini.

Possiamo modificare leggermente il progetto. Magari possiamo lavorare solo su qualche elemento e cercare di impegnarci veramente prima di aggiungerne altri. Lo spirito è spesso bendisposto, ma la carne è debole, ma non è una scusa per smettere di impegnarsi. Bisogna capire che dovremmo sfidare noi stessi, ma prendendo la via stretta facendo un passo alla volta piuttosto che tuffarci a capofitto nell’oceano.

La terza opzione è in realtà la prima da esperire. Dobbiamo riconoscere dove non abbiamo rispettato i nostri impegni, e anziché permettere che questo definisca la nostra Quaresima o ci faccia disperare, ci rimettiamo semplicemente in carreggiata, chiedendo a Dio la grazia di ricominciare.

Il benvenuto a ogni ripartenza

Il libro dei Proverbi (24, 16) dice che “il giusto cade sette volte e si rialza, ma gli empi sono travolti dalla sventura”. Questo saggio insegnamento ci dice che la vita cristiana è una corsa a lunga distanza, non uno sprint rapido. Possiamo cadere varie volte (migliaia), ma siamo sempre invitati dalla grazia di Dio a risollevarci e a riprovare.

C’è uno splendido verso della canzone di Mumford and Sons intitolata Roll Away Your Stone che racchiude questa realtà. Penso che funzioni bene anche per avere un promemoria spirituale durante la Quaresima e per la nostra vita. Dice così: “Non è il lungo cammino verso casa che cambierà questo cuore, ma l’accoglienza che ricevo a ogni nuova partenza”.

Cadere è inevitabile. Fa parte della nostra natura umana essere inclini al peccato, essere più deboli di quello che vorremmo essere, e cadere. Dio, però, non sbaglia mai. Non sbaglia mai nello stendere la Sua mano per risollevarci e rimetterci in carreggiata. Non scoraggiatevi mai se vi aggrappate a Dio. E se vi distraete per un po’, allora permettete semplicemente alla grazia divina di farvi focalizzare nuovamente tutto.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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