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19 atti di bontà all’epoca della quarantena

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Reprodução Redes Sociais

Luisa Restrepo - pubblicato il 04/04/20

Possono toglierci tutto, ma non la capacità di essere creativi per amare

Neanche la paura più grande o il virus più contagioso farà offuscare l’empatia e la solidarietà nel cuore degli esseri umani.

Ecco 20 situazioni reali piene d’amore all’epoca del Covid-19:

1) Due newyorkesi hanno riunito in 72 ore 1.300 volontari per consegnare cibo e medicine ad anziani e persone vulnerabili della città.

2) Supermercati di vari angoli del mondo, dall’Argentina all’Australia, hanno creato un’“ora della terza età” perché i clienti anziani e disabili abbiano la possibilità di fare la spesa tranquillamente.

3) In tutto il pianeta si organizzano collette e donazioni per rifornire di prodotti di base le persone bisognose in questa quarantena.

4) Nel Regno Unito e in Canada sono stati creati gruppi di sostegno per combattere il virus a cui si sono uniti migliaia di persone.

5) Attraverso le reti sociali, molti hanno condiviso ricette e idee per fare esercizio, tutorial di pittura, lavori manuali e riparazioni domestiche, come anche messaggi incoraggianti per gli anziani e per tutti coloro che stanno soffrendo.

6) A Napoli varie persone hanno lasciato fuori dalle proprie case ceste in cui la gente può mettere dei prodotti o prendere ciò di cui ha bisogno, ricordando che lo faceva a suo tempo San Giuseppe Moscati.

7) Negli Stati Uniti, migliaia di volontari stanno realizzando mascherine con macchine da cucire o stampanti 3D. Lo stanno facendo molte monache di clausura in vari monasteri d’Italia e di altri Paesi.

8) L’attrice spagnola Clara Alvarado, famosa per la serie “La Casa de Papel”, che ha studiato Scienze Infermieristiche ma non esercitava la professione, lavora ora in un ospedale di Madrid, in prima linea contro il coronavirus.

9) In Italia e in Spagna, le persone continuano a uscire sui balconi per cantare, ballare, suonare qualche strumento e perfino proiettare film, per sollevare lo spirito di tutti coloro che sono confinati in casa propria.

10) Un’impresa tecnologica che opera in vari Paesi del mondo stava per dimezzare il salario alla metà dei dipendenti, ma l’altra metà si è messa d’accordo perché lo stipendio venisse decurtato a tutti solo del 25%.

11) Migliaia di medici, infermieri e membri del personale sanitario sacrificano giorno la propria vita per noi.

12) Anche se molti spazi pubblici sono chiusi, i musei più importanti del mondo offrono percorsi virtuali. È quindi possibile visitare il Louvre di Parigi o i Musei Vaticani restando tranquillamente a casa.

13) Varie star della musica si sono unite per realizzare dei concerti dal vivo e inviare un messaggio di speranza.

14) I calciatori del Barça hanno accettato di ridursi lo stipendio del 70% perché non venisse abbassato il salario degli altri dipendenti del club.

15) Migliaia di parroci in tutto il mondo usano la tecnologia per trasmettere dal vivo Messe, adorazioni e messaggi sul Vangelo del giorno. Alcuni hanno anche portato il Santissimo in strada e improvvisato per permettere di confessarsi dalla macchina, come padre Scott Holmer nel Maryland (Stati Uniti).

16) Varie università stanno aiutando i loro studenti a sostenere i costi di Internet e mettono a disposizione dei computer perché possano assistere alle lezioni in via telematica.

17) I poliziotti si uniscono per compiere buone azioni. A Medellín, in Colombia, cantano nelle strade offrendo messaggi di speranza; a Lérida, in Spagna, inizieranno a festeggiare i bambini che compiono gli anni con la volante e la sirena accesa, annunceranno con l’altoparlante chi cercano e mostreranno uno striscione per augurare buon compleanno dalla strada.

18) Papa Francesco ha donato 30 respiratori, che verranno distribuiti nelle zone italiane più colpite dal coronavirus.

19) Molti hotel stanno allestendo le proprie stanze per chi non ha un luogo in cui trascorrere la quarantena. L’istituto religioso dei Chierici di San Viatore di Chicago ha donato più di 60.000 dollari per aiutare chi non ha un luogo in cui isolarsi, perché con quel denaro si paghi una stanza d’albergo.

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