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Cosa devono fare i cattolici al tempo del Coronavirus?

POPE ANGELUS COVID-19

Antoine Mekary | ALETEIA

Lucandrea Massaro - pubblicato il 10/03/20

Essere un esempio innanzitutto!

Ora che tutto il Paese è sottoposto ad una diminuzione della mobilità personale e siamo un po’ tutti in “quarantena” è bene rammentare che tutto questo è – per il cristiano – una occasione di vivere il tempo quaresimale in modo diverso e più profondo. La solitudine forzata, la diminuzione dei contatti, perfino la rarità della Messa sono tutte piccole e grandi sofferenze che possiamo offrire al Signore per accompagnarlo in questo periodo. Un digiuno a tutti gli effetti che se vissuto cristianamente può dare grande frutto spirituale. Al contempo il cristiano è chiamato ad un “di più” di responsabilità civile, a dare il buon esempio. Che sia la fila al supermercato o al bar, il buon cristiano manterrà le distanze senza brontolare, risponderà col sorriso al cattivo umore altrui, eviterà di spargere due tipi di virus: il Corona e quello delle fake news. Tutto ci serve adesso tranne che spargere disinformazione, calunnie, fantomatici complotti. Dio ci ha donato il buon senso, usiamolo.




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Oltre a questo è bene ricordare – per agire correttamente e poter consigliare amici e parenti – che cosa si può fare e cosa no in questa nuova situazione. E’ bene, come dicevamo, mantenere distanze di sicurezza di almeno un metro-un metro e mezzo, attendere fuori dagli esercizi commerciali per evitare assembramenti, tossire e starnutire sempre dentro un fazzoletto o al limite il gomito, in modo da tenere le mani pulite e a questo proposito lavarle il più possibile col sapone. E’ possibile andare al lavoro, dal medico o muoversi per emergenze, purché reali e concrete. E’ ovviamente possibile andare a fare la spesa. Tutti gli altri acquisti sono differibili, possiamo rimandarli ed è bene farlo per il momento. Anche uscire la sera è sconsigliato: restate a casa, limitate al massimo i contatti col prossimo. Se lo facciamo bene, con coscienza, questa storia finirà presto, altrimenti chissà quanto potrebbe durare ancora.


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Questo tempo è un tempo lungo, almeno fino al 3 Aprile le nostre vite saranno molto più casalinghe, quasi monastiche, impariamo dai monaci a scandire la nostra vita e a riempirla di cose giuste. Il tempo in più che molti potrebbero essere costretti a passare in casa sono occasioni di letture, preghiera, riordino della casa, per provare piatti nuovi in famiglia e magari per qualche gioco da tavolo.

A maggior ragione se siete anziani seguite con scrupolo le norme di sicurezza, se siete più giovani abbiate cura dei vostri nonni e zii più in là con gli anni. Il rispetto e l’affetto passano a volte anche da una separazione, che per quanto possa essere dolorosa è necessaria. Chiamate tutti i giorni, fate sentire la vostra presenza così: telefonate e videochiamate, la tecnologia ci viene incontro, sfruttiamola!


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Per sensibilizzare tutti a comportamenti adeguati per contrastare il contagio, riportiamo il vademecum promosso dalla campagna dall’hashtag #iorestoacasa. Ecco le domande più frequenti e la risposta del Governo:

Quale distanza devo tenere dalle altre persone? Almeno un metro.

Se ho la febbre? Sopra i 37.5C° chiamare il medico di base, stando in casa e NON andare al pronto soccorso.

Posso andare in altri comuni? Assolutamente NO, salvo situazioni di necessità.

Posso muovermi per motivi salutari? Sì sempre.

Posso spostarmi per lavoro anche in un altro comune? Sì, gli spostamenti per motivi lavorativi sono consentiti. Negli spostamenti per lavoro, in zona Provinciale rossa, tra Comuni diversi, è bene avere con se l’autocertificazione.

Sono fuori dalle zone rosse/arancioni, posso rientrare? Sì, sono consentiti i rientri al proprio domicilio.

Chi deve assolutamente stare in casa? Anziani e persone immunodepresse o con patologie.

Messe o altre funzioni religiose si svolgeranno? No.

Bar, gelaterie, ristoranti possono rimanere aperti? Sì dalle ore 6.00 alle ore 18.00 nel rispetto della distanza di un metro fra i clienti.

Medie e grandi superfici di vendita? Chiuse nei giorni festivi e prefestivi, tranne gli alimentari.

Farmacie e Parafarmacie? Aperte normalmente.

Asili, scuole e Università? Chiuse fino al 3 Aprile.

Riunioni, convegni, eventi, manifestazioni? Vietati.

Pub, cinema, palestre, piscine, discoteche, musei, biblioteca? Chiusi.

Uffici Comunali? Quasi tutti i servizi sono fruibili on line. Sono garantiti i servizi essenziali e urgenti.

Posso fare la spesa? Sì, una persona a famiglia.


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Posso andare a mangiare da parenti? Non è uno spostamento necessario. La logica del decreto è quella di stare il più possibile nella propria abitazione per evitare che il contagio si diffonda.

Posso uscire a fare una passeggiata con i bambini? Sì, in posti dove non c’è assembramento e mantenendo sempre le distanze. Non è vietato uscire, ma occorre evitare sempre la creazione di assembramenti (non familiari, cioè non di persone che vivono già nella stessa abitazione).

Posso andare ad assistere i miei cari anziani e non autosufficienti? Questa è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più a rischio, quindi cercate di proteggerle dal contagio il più possibile.

Posso andare a fare la spesa in paese? Sì, è possibile , ma i commercianti sono tenuti a stabilire un numero massimo di persone che frequenti l’esercizio garantendo la distanza di un metro gli uni dagli altri. In ogni caso i supermercati e centri commerciali restano chiusi il sabato e la domenica.

I corrieri merci possono circolare? Si, essi possono circolare.

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