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Il Santo Ecce Homo, “monumento al silenzio” che compie quattro secoli

ECCE HOMO

Monasterio de Santo Ecce Homo

Lucía Chamat - pubblicato il 03/03/20

I visitatori del Monastero Santo Ecce Homo, in Colombia, possono ottenere l'indulgenza plenaria grazie all'anno giubilare decretato per i 400 anni dalla sua fondazione

Un vero monumento al silenzio: è il Monastero del Santo Ecce Homo, fondato 400 anni fa in una regione desertica della cordigliera orientale colombiana. Nato come centro dottrinario nell’epoca coloniale, è stato mantenuto dai suoi custodi, i frati domenicani, come luogo di spiritualità, meditazione e contemplazione.

Il monastero è situato nel dipartimento di Boyacá, vicino al santuario della Virgen de Chiquinquirá, e ha una notevole importanza storica, religiosa e culturale. È stato fondato la Domenica delle Palme del 1620, e il 15 marzo prossimo si celebreranno i 4 secoli di esistenza di questa oasi di pace.

BOYACA
Gentileza

“Ecco l’uomo”

All’epoca, l’Ordine dei Predicatori (Domenicani) evangelizzava quelle terre abitate da popoli indigeni, molti dei quali già scomparsi. Dopo aver girato per anni, i Domenicani cercavano un luogo tranquillo per stabilircisi, dove si potesse riposare nell’anima e nel corpo; ricevettero poi in donazione una proprietà del capitano spagnolo Juan de Mayorga Salazar, che amministrava varie encomiendas (istituzioni implementate dagli Spagnoli durante la colonizzazione in America, in cui si affidava un gruppo di indios a uno spagnolo perché li educasse e li evangelizzasse).

Nella cappella del luogo, il capitano Mayorga aveva posto un’immagine dell’Ecce Homo che aveva portato da Roma, visto che aveva partecipato al celebre saccheggio della città nel 1527.

“’Ecce Homo’ significa ‘Ecco l’uomo’, le parole pronunciate da Pilato quando presentò Gesù al popolo prima che venisse crocifisso. L’Ecce Homo è allora Gesù. La parola ‘santo’ è stata aggiunta per dare una qualifica al sito”, ha spiegato fra’ Jaime Monsalve, responsabile della provincia di San Luis Bertrán e amministratore del monastero.

L’immagine che ha dato il nome al luogo è un dipinto rinascimentale a olio che rappresenta Cristo che sanguina, coronato di spine, con la corda al collo e una canna nella mano destra. Curiosamente è una replica, perché l’opera originale si trova nella chiesa di Sutamarchán, un paese vicino, dove venne portata nel 1909 dopo che la cappella era stata svaligiata.

“Il suo ruolo da protagonista durante l’epoca della Colonia si spiega innanzitutto per la missione al servizio della Chiesa e della diffusione della fede, in secondo luogo per la sua vocazione pedagogica, visto che ha fondato e sostenuto una scuola pubblica gratuita per un periodo ininterrotto di più di 250 anni. In terzo luogo, per il suo radicamento culturale e patrimoniale per i Colombiani, essendo un riferimento storico per gli studiosi dell’architettura coloniale e le influenze mudéjar-toscane nel suo stile, e infine per la sua influenza nello sviluppo di un’infinità di studi archeologici, astronomici e antropologici nell’ambiente circostante”, ha spiegato Laura Vargas, della commissione dei 400 Anni dell’Ecce Homo.

BOYACA
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Monumento Nazionale

L’Ecce Homo è stato testimone dei fatti principali della Colonia e delle lotte per l’indipendenza, perché di lì passavano viaggiatori, commercianti e truppe di spagnoli e creoli. È stato anche subappaltato, saccheggiato e profanato varie volte, e i Domenicani sono stati espulsi per poi ritornare in più di un’occasione.

La costruzione dell’insieme architettonico – composto dal tempio, dal chiostro e dal cimitero – ha richiesto più di 40 anni, come anche le ricostruzioni necessarie e il processo di restauro a cui ha dovuto essere sottoposto alla fine del secolo scorso, epoca in cui la struttura è stata dichiarata Monumento Nazionale dal Governo colombiano per la sua importanza architettonica e culturale.

Fra’ Monsalve ha riferito che attualmente il culto si svolge ogni domenica, e vi si celebrano anche Battesimi, Prime Comunioni, Cresime e matrimoni. Nel periodo di grandi celebrazioni come la Settimana Santa e il Natale, vi si vivono tutte le attività e i riti propri dell’epoca.

La Vargas ha aggiunto che il monastero è un luogo propizio per svolgere ritiri spirituali e convivenze in un ambiente di silenzio, e che “in quello che era il chiostro antico si trovano varie sale che formano una sezione espositiva permanente. Ci sono anche una zona per l’accoglienza, un ristorante, una foresteria e una parte per campeggiare”.

Ulteriori immagini qui, nella galleria fotografica:

Indulgenza plenaria

Papa Francesco ha dichiarato l’anno giubilare per questo importante evento religioso dal 20 gennaio 2020 al 20 gennaio 2021, e in questo periodo verrà offerta l’indulgenza plenaria ai fedeli che accorreranno con devozione al Monastero dell’Ecce Homo, si confesseranno, si comunicheranno e pregheranno per le intenzioni del Sommo Pontefice.

Il 20 gennaio si è svolta una grande celebrazione, ma la data più importante sarà il 15 marzo, anniversario della fondazione. Per la vigilia sono state organizzate attività culturali, e in quel giorno si accoglieranno dei pellegrinaggi, come anche nella Settimana Santa, quando giungeranno migliaia di devoti a pregare e ringraziare il santo per i favori ricevuti, come facevano gli antichi abitanti della zona quando i loro raccolti erano messi in pericolo e accorrevano al monastero per chiedere un miracolo.

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