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Non cerchiamo grandi segni, ma lo straordinario nelle piccole cose

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Andreas Weiss|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 17/02/20

Non dobbiamo credere per i segni, altrimenti perderemmo la nostra libertà. Dobbiamo imparare a riconoscere lo straordinario che c'è nella nostra vita, nelle piccole cose.

In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione». E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.

Marco 8,11-13

Che cos’è che ci rassicurerebbe che non abbiamo sbagliato e che stiamo facendo la cosa giusta? Un segno ovviamente. La dittatura dei segni nasce da quel bisogno profondo che tutti abbiamo di sentirci rassicurati.

Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

In ognuno di noi c’è un fariseo che vuole essere rassicurato. In tutti noi c’è una voce che dice più o meno allo stesso modo: “se ci sei batti un colpo”. Ma se la fede ci assecondasse in questo compulsivo e irrefrenabile bisogno di rassicurazione allora essa si trasformerebbe in una sorta di droga che da una parte avrebbe lo scopo di rassicurarci ma dall’altro ci toglierebbe un vero e pieno esercizio della libertà. È come quando si prendono delle medicine che da una parte ci aiutano ma dall’altra segnalano di “evitare di mettersi alla guida”. Gesù non vuole mai togliere nulla al nostro protagonismo. Gesù non vuole mai toglierci nulla della nostra libertà, della nostra capacità di essere alla guida. Ed ecco il motivo per cui risponde in questo modo:

Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».

Non bisogna credere per cercare segni straordinari, ma bisogna credere riconoscendo in tutto un segno straordinario dell’amore di Dio. Infatti chi autenticamente crede non si lascia impressionare dagli effetti speciali, ma vive in maniera straordinaria le piccole cose, quelle che nessuno più guarda e che ormai si danno per scontato. Una volta quando ero bambino un anziano sacerdote disse a quel manipolo di gente che sedeva nei banchi in una messa qualunque durante la settimana: ma se vi dicessi che dall’altra parte del paese c’è una statua che piange che cosa fareste? Andremmo tutti, disse una donna. Allora proseguì l’anziano sacerdote: “E se vi dicessi che tra qualche istante verrà realmente Gesù qui, proprio ora su questo altare nell’Eucarestia? Andreste via comunque?”. Silenzio.
#dalvangelodioggi

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vangelo
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