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Hanno potuto uccidere il suo corpo, ma non la sua anima

JOSE MARIA GRAN CIRERA
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Missionari martiri dediti ai poveri e assassinati in odio alla fede in Guatemala sulla via degli altari

Quelli che uccidono solo il corpo

“Non ascoltate chi vuole infangare questa testimonianza!”, ha chiesto il vescovo Juan Gerardi in una celebrazione svoltasi il 15 giugno nella cattedrale della diocesi del Quiché. “Non date ascolto a chi dice che i preti e le suore vanno uccisi perché sono comunisti!”

“Per noi la morte di padre José María Gran Cirera, MSC, parroco di Chajul, assassinato alle spalle mentre tornava a cavallo dopo aver portato la consolazione della religione a numerosi fedeli di villaggi lontani della sua parrocchia accompagnato solo dal sagrestano Domingo Batz, anche lui assassinato, è particolarmente significativa per le circostanze in cui è avvenuta”.

Felipe Galindo, catechista, ricorda che nelle ultime visite, qualche giorno prima del suo martirio, a Santa Clara, “padre José María ha detto al suo sagrestano Domingo: «Lì girano quelli dell’esercito, ma non importa, perché possono uccidere solo il corpo, non l’anima»”.

Riposa in pace a Chajul

I suoi resti mortali sono stati deposti nella chiesa parrocchiale di San Gaspar Chajul perché tutto il popolo potesse rendergli il tributo che merita. In mezzo a una grande tensione sono stati poi trasferiti a Chichicastenango, dove hanno ricevuto una sepoltura cristiana nella tomba prestata da un abitante della zona.

Tredici anni dopo, la parrocchia di Chajul ha reclamato le sue spoglie, esumate nel giugno 1993. Con grande devozione e venerazione, sono state riportate alla parrocchia di San Gaspar Chajul, dove sono state deposte sotto l’altar maggiore.

Con informazioni dell’Osservatorio Pastorale del CELAM

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