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Tre ore di morte apparente. Fra Daniele Natale: sono stato in Purgatorio, ecco cosa ho visto

Fra Daniele è un Servo di Dio. La sua causa di beatificazione è in corso
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“Mi presentai dinanzi al trono di Dio. Vedendo Dio, ma non come un Giudice severo, bensì come Padre affettuoso e pieno di amore”

“Ad un tratto – ricostruisce il frate – mi apparve la Beata Vergine Maria e la scongiurai, la implorai dicendole: O santissima Vergine Maria, madre di Dio, ottienimi dal Signore la grazia di tornare sulla terra per vivere ed agire solo per amore di Dio! Mi accorsi anche della presenza di Padre Pio e supplicai anche lui: Per i tuoi atroci dolori, per le tue benedette piaghe, Padre Pio mio, prega tu per me Iddio che mi liberi da queste fiamme e mi conceda di continuare il Purgatorio sulla terra. Poi non vidi più nulla, ma mi resi conto che il Padre parlava alla Madonna. Dopo pochi istanti mi apparve di nuovo la Beata Vergine Maria: era la Madonna delle Grazie. Ella chinò il capo e mi sorrise. In quel preciso momento ripresi possesso del mio corpo, aprii gli occhi e stesi le braccia. Poi, con un movimento brusco, mi liberai del lenzuolo che mi copriva. Ero stato accontentato, avevo ricevuto la grazia”.

Subbuglio in clinica

Tutto questo non era una fantasia. “Quelli che mi vegliavano e pregavano, spaventatissimi, si precipitarono fuori dalla sala per andare in cerca di infermieri e di dottori. In pochi minuti la clinica era in subbuglio. Credevano tutti che io fossi un fantasma. Il medico che certificò mia morte entrò con grande meraviglia di tutti i presenti. Con le lacrime agli occhi il dottore disse: Sì, adesso credo: credo in Dio, credo nella Chiesa, credo in Padre Pio”.

Quattro decenni di apostolato e sofferenza.

Dopo questo episodio. Frate Daniele riprese la sua vita di apostolato, come un fedele discepolo di San Pio da Pietrelcina, che gli aveva fatto questa categorica promessa:” Dove andrai tu, là sarò anch’io”. Quello che dici tu, lo dico anch’io”. Visse altre quarantadue anni e sintetizzò in questa breve preghiera il suo ardente desiderio di salvare anime: “ Signore, dammi tutte le sofferenze che vuoi, ma un giorno fammi incontrare in Paradiso tutte le persone che ho avvicinato”. E quando qualcuno gli manifestava un qualsiasi dubbio riguardante il Purgatorio, egli avrebbe saputo esporre chiaramente la dottrina della Chiesa, ma soprattutto , avrebbe potuto aggiungere la sua testimonianza personale: “Ho visto il fuoco! Mi sentivo malissimo a bruciare tra le fiamme! Molto peggio del fuoco, ho subìto il tormento terribile di essere separato da Dio!”

Davanti ai castighi del Purgatorio, le sofferenze del Servo di Dio Fra Daniele Natale su questa terra sono diventate dolci e tollerabili.

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