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Cosa significa essere cattolico?

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Un sacerdote ha ricevuto questa domanda da un ragazzo in crisi di fede. E se fosse stata rivolta a voi?

di padre Joãozinho, SCJ

Un ragazzo mi ha posto questa domanda. Ha detto che attraversa da qualche tempo una crisi di fede e che ha cercato la soluzione nelle Chiese evangeliche. In una di esse, confessandosi cattolico, ha sentito dire che la parola “cattolico” non è nemmeno nella Bibbia. Gli ho chiesto di aprire la sua Bibbia al Vangelo di Matteo, capitolo 28, versetti 18b-20.

“Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Ho voluto sottolineare in neretto una parolina che passa quasi inosservata nel testo: “ogni”. Gesù ha ogni potere, dobbiamo annunciarLo a tutti i popoli, custodire tutto il Suo insegnamento, nella certezza che sarà tutti i giorni con noi. Quest’ordine di Cristo è stato preso molto seriamente dai discepoli. In greco, l’espressione “ogni” può essere tradotta con “Kat-holon”. Da qui deriva il termine “cattolico” (in greco sarebbe Καθολικός). Nel I e nel II secolo, i seguaci di Gesù Cristo iniziarono ad essere riconosciuti come “cristiani” e “cattolici”, con i due termini che venivano utilizzati indistintamente.

Essere cattolico significava “essere pienamente cristiano”. Il cattolicesimo, quindi, è il cristianesimo nella sua “totalità”.

La ricchezza dell’essere cattolici

Il cattolicesimo è il modo più completo di obbedire al mandato del Maestro prima del Suo ritorno al Padre. Lo stesso mandato può essere letto nel Vangelo di Marco, 16, 15: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. Ci sono quindi una cattolicità verticale, che è avere tutto Cristo, ovvero essere discepoli, e una cattolicità orizzontale, che è portare Cristo a tutti, ovvero essere missionari. Essere cattolico è questo: totalmente discepolo, totalmente missionario, totalmente cristiano!

A quanto sembra, il termine “cattolico” è diventato più popolare a partire da Sant’Ignazio di Antiochia (discepolo di San Giovanni) nel 110 d.C.. Può indicare sia l’“universalità” della Chiesa che la sua “autenticità”. Quasi nella stessa epoca, San Policarpo utilizzava il termine “cattolico” in entrambi i sensi. San Cirillo di Gerusalemme (315-386), vescovo e dottore della Chiesa, diceva: “La Chiesa è cattolica perché è diffusa in tutto il mondo; insegna in pienezza tutta la dottrina che l’umanità deve conoscere; conduce tutta l’umanità all’obbedienza religiosa; è la cura universale per il peccato e possiede tutte le virtù” (Catechesi 18, 23).

Sono ben chiari i due sensi di “cattolico” come “universale e ortodosso”. Per mille anni, i due significati sono stati uniti, ma verso l’anno Mille si è verificato un grande scisma che che diviso la Chiesa in “occidentale” e “orientale”. La Chiesa d’Occidente ha continuato ad essere quella cosiddetta “cattolica”, la Chiesa d’Oriente ha adottato l’aggettivo “ortodossa”. La radice di entrambe le parole rimanda al significato originario di Chiesa: “autentica”.

Leggi anche: Non vi sentite più cattolici? Allora, provate questo!

La Chiesa cattolica riconosce che i cristiani di altre Chiese possono avere il Battesimo valido e possedere semi di verità nella loro fede, ma sa che solo lei conserva e insegna, senza corruzione, TUTTA la dottrina apostolica e possiede TUTTI i mezzi di salvezza.

Dobbiamo vivere e promuovere la sensibilità ecumenica favorendo la fraternità con i fratelli che pensano o vivono la fede cristiana in modo diverso, ma questo non significa rinunciare alla nostra cattolicità. Quando celebriamo l’Eucaristia, seguiamo l’ordine del Maestro, che ha detto “Fate questo in memoria di me!” La mancanza dell’Eucaristia provoca una grande lacuna in alcune Chiese. Una volta un pastore evangelico mi ha detto che gli sarebbe piaciuto recitare l’Ave Maria, ma che essendo evangelico non ci riusciva. Gli ho chiesto perché, e ha risposto che si sentiva a disagio ogni volta che leggeva il Magnificat, in cui la Santissima Vergine proclama: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1, 48). E si interrogava sul motivo per il quale la sua generazione evangelica non facesse parte di quella generazione che proclama beata la Madre del Salvatore.

Essere cattolici è essere davvero totalmente cristiani!

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