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Non vi sentite più cattolici? Allora, provate questo!

MŁODY MĘŻCZYZNA
Mikail Duran/Unsplash | CC0
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Se mettete tutto in discussione e vedete solo divieti che vi limitano, forse state vivendo una fede superficiale. È ora di fare qualcosa!

Credo che il pericolo del credente sia la superficialità nella fede. Quando manca l’amore personale sorgono sempre i dubbi. Quando il mio amore nei confronti della persona amata si raffredda, smetto di confidare in lei e sospetto. Si insinua il dubbio. Non la ammiro più come prima.

Senza amore la fede vacilla. Do importanza alle cose sciocche, piccole, senza valore. Quando la mia fede nella Chiesa non è centrata sull’amore personale per Gesù è impossibile che la mia fede sia solida.

Lo sarà finché mi conformerò a spiegazioni infantili e non metterò in discussione nulla di quello che mi viene chiesto. Quando non darò importanza alla fede imparata a scuola, in famiglia. Finché decido di non approfondire non c’è problema. Vivrò una fede superficiale che ancora non si è confrontata con la vita.

Più tardi, però, crescendo, quando le domande smettono di essere infantili e hanno più peso perché hanno a che vedere con la vita reale, allora sospetterò, condannerò quella Chiesa esigente e antiquata.

La Chiesa diventa così una madre dura che non fa che proibire, limitare e imporre. Una madre che, in cambio del mio buon comportamento, non mi dà niente di concreto nella vita, solo la dolce promessa di un cielo eterno.

E vivo eludendo i peccati per rispettare la richiesta di una vita pura e senza macchia. Posso anche arrivare a pensare che legandomi a Dio sarò più sicuro. Vana illusione.

All’improvviso verifico che il male sotto forma di disgrazie, malattie, perdite o incidenti può arrivare a chiunque. Non importa se crede o meno in quel Dio provvidente.

Che vantaggi ha il fatto di credere in quel Dio che non fa che proibire e comandare senza alcuna gioia nella vita? Vivere in Dio non mi protegge, non mi salva dai problemi, non mi rende la vita più facile. Non compensa. Sorgono i dubbi giustificati.

Una madre che non fa che esigere non è una buona madre. È una madre che non mi aspetta a braccia aperte ogni giorno alla porta di casa, senza chiedermi dove sono stato e cosa ho fatto.

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