Aleteia
mercoledì 30 Settembre |
San Girolamo
News

Corte europea si oppone alla deportazione di un afghano convertito al cristianesimo

AFGHANISTAN

Defense photograph by Lt. j. g. Joe Painter-RELEASED-(CC BY 2.0)

John Burger | Nov 08, 2019

La vita del rifugiato sarebbe in pericolo se la Svizzera decidesse di rimandarlo in patria

Un musulmano dell’Afghanistan convertitosi al cristianesimo sarebbe in grave pericolo se dovesse tornare nel suo Paese, ha stabilito la Corte Europea per i Diritti Umani, che si è espressa a favore del cittadino afghano, che ha chiesto asilo in Svizzera ed è a rischio deportazione.

Se tornasse in Afghanistan, l’uomo subirebbe una grave persecuzione, ha affermato ADF International, intervenuta nel caso A.A. v. Svizzera. La conversione dall’islam a un’altra religione viene considerata apostasia e può essere punita in qualsiasi modo, da una lunga carcerazione alla morte, ha affermato l’organizzazione per i diritti umani.

“Nessuno dovrebbe essere perseguitato a causa della sua fede”, ha affermato Robert Clarke, direttore del Patrocinio Europeo di ADF International. “La nostra società ha la responsabilità di difendere chi affronta tortura, prigione o morte per via delle sue convinzioni religiose. L’Afghanistan è uno dei Paesi più pericolosi al mondo per i cristiani, e in particolare per i convertiti. L’intervento internazionale ha cercato di sottolineare le gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan nei confronti delle minoranze religiose, e soprattutto la diffusa persecuzione contro i cristiani. Accogliamo questa importante decisione della Corte Europea per i Diritti Umani, affermando che i cristiani non dovrebbero aver bisogno di nascondere la propria fede per evitare la persecuzione”.

ADF ha spiegato che la Costituzione afghana difende la libertà religiosa in generale, ma definisce anche l’islam religione di Stato e proibisce l’applicazione di qualsiasi legge che contraddica le convinzioni islamiche. Ciò, ha affermato l’organizzazione in una dichiarazione, crea un sistema legale parallelo basato sulla legge sunnita, applicata dai cosiddetti tribunali jirga. Crimini come l’apostasia, la blasfemia, le scritte o i discorsi anti-islamici e il proselitismo sono considerati gravi e punibili con la decapitazione per gli uomini, la prigione a vita per le donne, confisca di proprietà e limiti a livello ereditario.

“Oggi i giudici della Corte di Strasburgo ha sostenuto che il richiedente (identificato solo come ‘A.A.’) sarebbe costretto a nascondere la sua fede cristiana e sarebbe ‘costretto a vivere una bugia’ se dovesse essere deportato in Afghanistan dalle autorità svizzere”, ha affermato Lorcán Price, Consulente Legale di ADF International a Strasburgo.

“La Corte ha criticato le autorità svizzere e il loro fallimento nel gestire in modo adeguato una valutazione dei rischi e delle conseguenze di deportare un convertito al cristianesimo in Afghanistan, e ha concluso che infrangeva i doveri della Svizzera di difendere gli individui dalla tortura in base alla Convenzione Europea per i Diritti Umani”.

“Siamo lieti che la Corte di Strasburgo abbia usato questo caso per sostenere il diritto dei cristiani di professare apertamente la loro fede senza affrontare la minaccia di violenza fisica, prigione e perfino la pena di morte. La Svizzera, e ogni altro Stato che aderisce alla Convenzione Europea per i Diritti Umani, ha il dovere a livello di diritto internazionale di difendere chi fugge dalla persecuzione religiosa”, ha dichiarato Price.

ADF ha affermato che il diritto internazionale protegge i rifugiati dal tornare in territori in cui la loro vita potrebbe essere in pericolo. Nel suo Rapporto sulla Libertà Religiosa, il Dipartimento di Stato statunitense ha riferito che gli individui che si convertono dall’islam affrontano l’annullamento del loro matrimonio, il rifiuto da parte di famiglie e comunità, la perdita dell’impiego nonché la pena di morte.

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
afghconversionecorte europea diritti umaniislamsvizzera
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: "Ho visto i ...
Gelsomino Del Guercio
Parla il sacerdote che ha vinto 35mila euro a...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Oleada Joven
Lettera di Gesù a te: dalla mia croce alla tu...
LUXOR FILM FESTIVAL
Zoe Romanowsky
Un filmato potente di appena un minuto sul ma...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni