Continuano gli attestati di solidarietà verso il giornalista di Avvenire, Nello Scavo, messo sotto protezione dopo le sue inchieste su di un trafficante di esseri umani libico che, nel 2017, avrebbe incontrato le autorità italiane. La misura è stata decisa dopo le minacce arrivate a Scavo a seguito della pubblicazione di articoli sulle connessioni tra Italia e Libia per fermare l’arrivo di profughi.
Continuano gli attestati di solidarietà verso il giornalista di Avvenire, Nello Scavo, messo sotto protezione dopo le sue inchieste su di un trafficante di esseri umani libico che, nel 2017, avrebbe incontrato le autorità italiane. La misura è stata decisa dopo le minacce arrivate a Scavo a seguito della pubblicazione di articoli sulle connessioni tra Italia e Libia per fermare l’arrivo di profughi.Le sue indagini, portate avanti per anni per ‘Avvenire’, quotidiano della Conferenza episcopale italiana, hanno raccontato la Libia, il traffico di esseri umani, i percorsi dei migranti, il loro sfruttamento e le torture da loro subite. Ma hanno anche rivelato le connessioni e le complicità in Europa, anche ad altissimo livello. Oggi, Nello Scavo paga questo suo straordinario lavoro di inchiesta, e le minacce da lui ricevute hanno fatto sì che venisse messo sotto tutela. Nello Scavo, al quale continuano ad arrivare dichiarazioni di solidarietà da tutto il mondo giornalistico e non solo, si dice sereno, pronto a rifare tutto il lavoro fatto senza alcun timore.
