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L’agonia nel giardino: Cristo piange non per sé, ma per la Chiesa

Adriaen Van De Velde - Public Domain

Padre Patrick Briscoe - pubblicato il 22/10/19

In questo mese del Rosario, prendiamoci un momento per riflettere sul Primo Mistero Doloroso

“In un certo senso, Gesù continua la Sua agonia fino alla fine del mondo nel Suo corpo mistico, offrendoci di aiutarlo a portare la croce preparata per noi da tutta l’eternità e adattata da Lui alla nostra forza come sostenuta dalla Sua grazia” – Reginald Garrigou-Lagrange, O.P.

Gesù, il nostro redentore, inizia a sottoporsi alla Passione in un giardino. È stato in un giardino che i nostri primi progenitori hanno voltato le spalle al progetto d’amore di Dio, ed è in un giardino che le grazie della croce iniziano ad essere conquistate per noi dal nostro salvatore.

“Poi giunsero in un podere detto Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato». Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato. E disse loro: «L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate». Andato un po’ più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui. Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi». Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro: «Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole»”.

Qui il Signore continua a insegnarci come pregare. Si allontana, dimostrandoci la necessità di perseguire la calma e la solitudine per pregare. Rivolgendosi a Dio come Padre, richiama le parole che ci ha insegnato a dire: “Padre nostro, che sei nei cieli…” Ha affidato tutto ciò che stava per passare ai progetti e alla cura del Padre. Il nostro Padre celeste, dopo tutto, lo ha inviato per ripristinare ciò che era stato perduto.

La preghiera nel giardino del Getsemani è alla base della tradizione cattolica della preghiera nota come “ora santa”. Gesù ci invita a stare con lui. Possiamo non vegliare e pregare? Santa Margherita Maria Alacoque avrebbe trascorso su invito di Gesù un’ora ogni giovedì sera meditando sulla Passione. Molti altri santi raccomandano la pratica di un’ora di adorazione eucaristica.

I discepoli, però, avrebbero trascorso quella prima ora santa addormentati. Fulton Sheen scrive: “Come spesso nella storia della Chiesa da quell’epoca, il male era sveglio, ma i discepoli erano addormentati. È per questo che dal Suo cuore angosciato e solo è uscito quel grido: ‘Non potevate vegliare un’ora sola con me?’” I custodi del male si aggirano per il mondo cercando anime da divorare, e i servi della luce sono esausti.

È la sofferenza degli apostoli, piuttosto che la Sua stessa sofferenza imminente, che sembra essere la causa del dolore del Signore. San Girolamo scrive: “Il Signore quindi soffriva non per la paura della sofferenza, perché per questo era venuto, e aveva rimproverato Pietro per il suo timore, ma per l’infelice Giuda, per l’offesa del resto degli Apostoli, [e per] il rovescio dell’infelice Gerusalemme”. Nostro Signore era addolorato non per la sua sofferenza, ma per quella degli apostoli, per quella della Chiesa.

I dolori di Cristo, la causa della sua sofferenza si intende meglio non come paura della propria morte, ma piuttosto come lamento per la Chiesa. Quando le guardie dormono, i lupi attaccano il gregge. Senza la fatica del giardiniere, le erbacce invadono il giardino della Chiesa. In una delle sue lettere, Caterina da Siena esorta le sue consorelle dicendo: “Ahimé, dolcissime figlie, vi esorto a nome della Dolce Verità a risvegliarvi dal sonno della negligenza e dell’amore egoista di voi stesse, e a offrire umili e continue preghiere, con molte veglie e con la conoscenza di sé, perché il mondo sta morendo per la moltitudine di iniquità e l’irriverenza mostrata alla dolce Sposa di Cristo”.

Preghiamo, allora. Preghiamo come Cristo. Cerchiamo di ritagliarci un po’ di tempo assumendo il compito di vegliare. Volgiamoci al nostro Padre celeste e preghiamo per noi, per poter superare il test. E infine, preghiamo per la Chiesa, perché i suoi pastori veglino, custodendola dai lupi. Rimaniamo vigili e preghiamo.

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