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Come spiegare tante polemiche sul Sinodo per l’Amazzonia?

AMAZONIA
Shutterstock-Filipe Frazao
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Parla il cardinale brasiliano Odilo Scherer

Il 20 settembre è stata pubblicata la lista dei partecipanti all’assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per l’Amazzonia. Oltre a tutti i vescovi diocesani e ausiliari dell’area pan-amazzonica, che coinvolge nove Paesi, sono stati inclusi anche altri vescovi d’America e di altre parti del mondo, oltre a esperti e “delegati fraterni” di altre Chiese cristiane non cattoliche che operano in Amazzonia. Saranno in tutto più di 180 i membri di questa assemblea sinodale, che verrà aperta da Papa Francesco il 6 ottobre in Vaticano e durerà fino al 27 ottobre.

Si tratta di un’assemblea “speciale” del Sinodo dei Vescovi, e questo significa che il tema riguarda una questione locale o un ambiente geografico ed ecclesiale ristretto, non universale, dell’azione della Chiesa. In questo caso, si tratta dell’Amazzonia. Non è la prima assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi. In preparazione al grande Giubileo dell’inizio del terzo millennio cristiano si sono svolte varie assemblee continentali, anch’esse speciali. Per il Medio Oriente sono state realizzate addirittura due assemblee speciali.

Non dovrebbe stupire, quindi, che Papa Francesco abbia convocato un’assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per trattare la vita e la missione della Chiesa nella grande Amazzonia. Come spiegare, quindi, tante polemiche sul Sinodo per l’Amazzonia? Sono possibili varie osservazioni. Il primo motivo si riferisce alla natura di questa assemblea ecclesiale. Alcuni pensano che si tratti di una riunione con obiettivi politici o geopolitici, forse perfino per destabilizzare la sovranità dei Paesi dell’area amazzonica sui rispettivi territori. È però una grande fantasia e una menzogna. Se qualcuno ha un progetto di questo tipo non è certamente Papa Francesco, né la Chiesa cattolica. State tranquilli al riguardo.

Altri pensano forse che l’assemblea del Sinodo sia una specie di riunione decisionale su una serie di questioni religiose e non religiose. Bisogna chiarire subito che non si tratta di questo. Le assemblee del Sinodo dei Vescovi sono sempre consultive e non hanno il potere di prendere decisioni. Il Papa convoca un’assemblea del Sinodo per ascoltare e consultare su una determinata questione legata alla vita e alla missione della Chiesa. Al termine del processo di consultazione e riflessione, l’assemblea consegna al Papa il frutto di questa riflessione sotto forma di “proposte”. Il Pontefice pronuncia poi la sua parola di autorità sul tema attraverso un documento noto come Esortazione Apostolica
post-sinodale o un altro tipo di documento.

Alcuni stanno diffondendo, anche all’interno della comunità cattolica, sospetti e falsità su questo Sinodo. È un peccato che avvenga, e sarebbe bene informarsi in modo corretto prima di emettere giudizi sconsiderati. C’è anche chi dice che il Sinodo abolirà il celibato sacerdotale, autorizzerà l’ordinazione di donne per il ministero sacerdotale o trasformerà la terra, la natura e la foresta in una specie di “divinità”, deviando dalla retta fede cattolica e apostolica. C’è poi chi grida sui media che si tratta di un “sinodo eretico” o “maledetto”! Andiamo con calma e non diamo retta a questi profeti apocalittici, che diffondono teorie cospiratrici e promuovono il panico all’interno della Chiesa! Alla fin fin, con quale autorità e responsabilità dicono queste cose? A chi vogliamo dar credito nella Chiesa? Non lasciamoci attirare subito da sibille dalle lingue affilate e dalle prediche di “cavalieri solitari”, senza comunione con la Chiesa, che si propongono come salvatori della Chiesa stessa! Restiamo dalla parte dei vescovi che, in comunione con Papa Francesco, hanno il dovere di curare la vita e la missione della Chiesa.

Invito a pregare per il buon esito del Sinodo per la grande Amazzonia e ad accompagnare le riflessioni ecclesiali che verranno realizzate, in vista di un discernimento sereno sulla vita e la missione della Chiesa in quella grande e importante regione dell’America del Sud. La riflessione riguarda a) la presenza e lo sviluppo ancora insufficiente della Chiesa in Amazzonia; b) l’uomo amazzonico, indigeno, meticcio, fluviale e urbano e la sua situazione in quella regione; c) l’ambiente (“casa comune”) dell’Amazzonia, minacciato da vari fattori e agenti e in relazione al quale la Chiesa ha la missione di annunciare la Buona Novella della salvezza.

(Articolo pubblicato su O SÃO PAULO, edizione del 25/09/2019)

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