Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Ascoltare e mettere in pratica: le due cose che ci rendono “parenti” di Gesù!

GIRL, KISS, CROSS
Condividi

Non si può dire che l’amore è vero se la parola di chi ci ama non è una parola che prendiamo sul serio, che accogliamo, che lasciamo ci metta in discussione, o ci incoraggi.

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». (Luca 8,19-21)

Come ci si posiziona nella relazione con Gesù? Cosa ci dà la precedenza o ci fa retrocedere? Il vangelo di oggi sembra rispondere proprio a questa domanda: “Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica»”. L’ascolto e il mettere in pratica sono le due cose che ci rendono familiari nel nostro rapporto con Cristo. Infatti non si può dire che l’amore è vero se la parola di chi ci ama non è una parola che prendiamo sul serio, che accogliamo, che vagliamo, che lasciamo ci metta in discussione, o ci incoraggi. L’amore è sempre la declinazione di un ascolto. Chi non ascolta non ama. E in secondo luogo poi l’ascolto deve diventare anche una decisione, un tentativo, un modo per mettere in pratica ciò che hai riconosciuto essere vero per te. Senza queste due componenti non esiste davvero intimità in una relazione. Mi capita spesso di sentire persone che si dicono l’un l’altro “ti voglio bene” o meglio ancora “ti amo”. Ma la verità di un bene o di un amore non è misurabile dal semplice sentimento, ma da quanto la parola di questa persona è importante nella tua vita. Essere depressi, ad esempio, e dire a qualcuno “sei però l’unica persona a cui comunque io voglio bene”, implica dire che c’è qualcosa di più decisivo della tua depressione che è quella persona. Ciò significa che la parola di quella persona conta di più della parola che ti suggerisce la tua depressione. Assecondare la propria tristezza significa mostrare più amore per essa che per quella persona. E anche se messo davanti a una simile evidenza una persona dice “non è così”, sono i fatti a dire il contrario. Ora, calare questo nella nostra vita di fede, significa dire che se diciamo di amare Cristo allora ciò che Egli dice deve avere più valore di qualunque altra parola. È davvero così per noi?
Luca 8,19-21
#dalvangelodioggi

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON LUIGI MARIA EPICOCO

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.