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Medaglia olimpica vince contro la Nike a favore della maternità

ALLYSON FELIX
Instagram-@af85
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Allyson Felix e altre atlete hanno esercitato pressione sul gigante dello sport, e sono state ascoltate

Allyson Felix è una delle velociste migliori del mondo. Ha vinto nove medaglie olimpiche, le ultime due ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nel 2016. Secondo ESPN, questo la rende la “donna dell’atletica più decorata nella storia olimpica degli Stati Uniti”.

Negli ultimi anni, la Felix è stata protagonista di alcune campagne pubblicitarie per la Nike, ma quando ha deciso di diventare madre nel 2018 il gigante dello sport le ha voltato la schiena.

La maternità come priorità

Il contratto della Felix con la Nike è terminato alla fine del 2017, e l’atleta ha avviato dei negoziati per rinnovare il suo rapporto con la compagnia. Nel maggio 2018 ha scoperto di essere incinta, e il 28 novembre ha dato alla luce una bambina che lei e il marito, Kenneth Ferguson, hanno chiamato Camryn.

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Il 20 dicembre, la Felix ha pubblicato un lungo articolo sulla pagina web di ESPN rivelando alcuni dettagli della sua gravidanza, conclusasi con un parto cesareo d’urgenza.

L’atleta ha detto che sapeva che diventare madre avrebbe potuto influire sulla carriera sportiva, ma che era “pronta”. Era stanca di cercare di vivere rispettando le aspettative altrui, incluso il fatto di dover sempre “mettere la corsa al primo posto”. Aveva bisogno di essere se stessa, e di essere guidata da priorità più elevate. “Sto cercando di essere aperta a quello che Dio ha in serbo per me e per la mia famiglia”, ha affermato nell’articolo.

Nessuna protezione per le madri

Quando è arrivato il momento di rinnovare il suo contratto con la Nike, la compagnia gliene ha offerto uno con un taglio economico del 70%, perché non avrebbe potuto correre quanto prima o altrettanto velocemente mentre si riprendeva dalla gravidanza. La Felix ha sentito il bisogno di avere una protezione contrattuale come madre, chiedendo alla Nike di “una garanzia contrattuale del fatto che non sarei stata punita se nei mesi successivi al parto non avessi avuto performances eccellenti”.

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