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“Ho fatto un giuramento a Dio e non l’ho rispettato. E ora?”

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Molti, per testimoniare il loro desiderio di una vita nuova, fanno giuramenti e promesse. Serve cautela!

Nella sua rubrica sul quotidiano O São Paulo, dell’arcidiocesi brasiliana di San Paolo, padre Cido Pereira risponde questa settimana a una domanda inviatagli da un lettore:

“Padre, ho fatto un giuramento a Dio ma poi non l’ho mantenuto. Cosa devo fare?”

Ecco la risposta di padre Cido:

Chi pone la domanda è Haroldo Oliveira. Le informazioni che mi dai sono molto poche, Haroldo. Di che giuramento si è trattato? È stato ad esempio un giuramento che si fa nel sacramento del matrimonio? È stato un giuramento legato a un’attività che avresti dovuto svolgere e non hai svolto? Era l’impegno di evitare qualche peccato che non riesci a controllare? Sarebbe stato molto più semplice se mi avessi detto: “Ho giurato, ho promesso a Dio o mi sono impegnato con Lui a fare o non fare questo e non l’ho rispettato”.

Vista la mancanza di informazioni darò solo qualche indicazione generale. Nel caso in cui si tratti di qualcosa di molto impegnativo, una buona Confessione può risolvere la questione. Se hai promesso di abbandonare un vizio e non ci si riuscito bisogna solo riprendere la lotta. Se hai fatto una promessa e te ne sei dimenticato cerca di riparare mantenendola.

Fratello mio, penso che non dovremmo giurare su Dio. La Chiesa lo insegna basandosi sugli insegnamenti di Gesù, che ci dice: “Il vostro parlare sia: “Sì, sì; no, no”” (Mt 5,37). Semplice, no?

Molta gente, per testimoniare il proprio desiderio di una vita nuova, moltiplica giuramenti e promesse. Andiamoci piano! Chiediamo al Signore di illuminarci per poter uscire da una situazione che ci mette a disagio, che offende Dio, che pregiudica un fratello. Questo dev’essere l’atteggiamento di un cristiano che vuole davvero vivere la propria fede.

Ti ho aiutato, Haroldo? Spero di sì. Se non ho capito bene la tua domanda scrivimi di nuovo. Parleremo. Dio benedica te e la tua famiglia!

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