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Infermiera adotta anziana malata di cancro abbandonata dalla famiglia

Maria Verônica Grossi / Arquivo Pessoal (Reprodução)
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“Mi si è spezzato il cuore”

Maria Verônica Grossi, 34 anni, è madre di Maria Martins Ferreira, di 59.

La Maria giovane, infermiera, ha conosciuto la Maria più grande e malata durante una visita compiuta nella zona rurale della città brasiliana di Carangola, a 350 chilometri da Belo Horizonte, per prestare assistenza domiciliare.

L’empatia è stata immediata: “Sono rimasta subito incantata da lei, era comunicativa e dolce”, ha affermato.

La figlia di Maria Martins Ferreira non dimostrava la stessa ricettività. L’infermiera Maria Verônica, o semplicemente Verônica, come preferisce essere chiamata, dice: “Lei e il marito non amavano le mie visite, ma ho continuato comunque ad andare, e ancor di più perché ho capito che Maria aveva problemi di salute e non si stava curando”.

La pelle di Maria era squamata, e lei non aveva quasi più capelli. Verônica ha dovuto insistere per anni perché Maria si facesse vedere da un medico, dovendo affrontare anche la resistenza della figlia.

Sei anni fa, un dono di Dio: Maria si è trasferita più vicino a Verônica; due anni fa, un regalo ancor più grande: sono diventate vicine di casa.

Questa vicinanza è stata provvidenziale perché Verônica scoprisse che oltre a trascurare la salute dell’anziana i suoi familiari la aggredivano a livello sia fisico che verbale. In un’occasione in cui ha trascorso giorni senza notizie dell’amica, Verônica e sua madre sono entrate nella casa in cui viveva e l’hanno trovata per terra accanto al letto, con la pressione alta e sintomi da denutrizione grave.

“Era sporca e debilitata. Quando l’ho vista ho pensato che fosse morta, ma siamo arrivati in tempo e l’abbiamo portata in ospedale”.

Maria aveva un cancro al torace, tra il polmone e il cuore.

In quei giorni la figlia non ha neanche voluto sapere come stesse la madre. Se da un lato questo l’ha rattristata molto, dall’altro Verônica ha capito chiaramente che doveva proteggere Maria. Ha chiesto che la paziente venisse affidata alle sue cure e ha ottenuto dalla figlia un documento che l’autorizzava a diventare responsabile dell’anziana.

“In casa soffriva molto, ma amava troppo la figlia e il genero. È la madre che tutti vorrebbero avere”.

È così che Verônica, madre dell’adolescente Jhonata, di 14 anni, è diventata anche madre di Maria, di 59.

“È la mia bambina!”, dice.

Maria vive con Verônica e Jhonata dal dicembre 2018 e ogni tre mesi si sottopone a esami medici. Ha bisogno di un intervento, ma l’oncologo ritiene che non sia ancora pronta.

Per Jhonata, Maria è una sorella-nonna. “Ci gioca a tal punto che dei tre nonni che ha Maria è la migliore”.

Maria non ha più contatti con la figlia, “ma mi ha già chiesto foto della famiglia come ricordo. Quando me l’ha detto mi si è spezzato il cuore”.

Un avvocato si è offerto di aiutare a far sì che Maria venga dichiarata ufficialmente figlia di Verônica. Attualmente sono in corso due processi: uno di interdizione e un altro di adozione controllata dal tribunale.

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