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Perché l’uva e altri tipi di frutta vengono benedetti per la festa della Trasfigurazione?

TRANSFIGURATION
Alexey Malgavko | Sputnik | AFP
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Molti cattolici orientali mantengono l'antica tradizione di benedire la frutta verso la fine dell'estate

La festa della Trasfigurazione si celebra il 6 agosto almeno dall’XI secolo, e insieme ad essa una volta i cattolici romani osservavano anche la benedizione della frutta, tuttora in vigore presso molti cattolici orientali.

Secondo il documento medievale noto come Legenda Aurea, “in alcune chiese, in quel giorno, il Sangue di Cristo viene consacrato dal vino nuovo – quando il vino nuovo può essere fabbricato ed è disponibile –, o almeno dell’uva matura viene spremuta nel calice. In questo giorno vengono anche benedetti i grappoli d’uva”.

Se questa tradizione è fondamentalmente collegata alle feste del raccolto che si svolgono verso la fine dell’estate, è anche un legame spirituale con la Trasfigurazione.

“Il motivo di questo”, prosegue la Legenda Aurea, “è che il Signore, nell’Ultima Cena, ha detto ai suoi discepoli: ‘In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio’. La sua trasfigurazione, e il nuovo vino di cui parlava, rappresentano il glorioso rinnovamento di Cristo dopo la sua resurrezione, e quindi è in questa festa della trasfigurazione, che rappresenta la resurrezione, che viene chiesto il vino nuovo”.

L’arcieparchia bizantina di Pittsburgh (Stati Uniti), spiega che “la pratica cristiana di benedire i frutti nella Chiesa può essere fatta risalire ai tempi apostolici. La preghiera più antica per la benedizione dei frutti è registrata nelle Costituzioni apostoliche nel IV secolo, ma c’è anche una preghiera di ringraziamento più antica per i nuovi frutti nell’opera di San’Ippolito, la Tradizione Apostolica, composta verso il 220. Sant’Ippolito menziona questi frutti in genere benedetti: uva, fichi, melograni, pere, gelsi, pesche e mandorle. Il sesto Concilio Ecumenico, celebrato a Costantinopoli (680-681), prescriveva che ‘grano e uva’ nuovi dovevano essere benedetti in chiesa nella festa della Santa Trasfigurazione (canone 28)”.

Anche se questa tradizione non è osservata in molti luoghi come una volta, ci ricorda di presentare tutto a Dio perché lo benedica, soprattutto i primi frutti del nostro raccolto, e sottolinea il legame spirituale tra uva, Eucaristia e festa della Trasfigurazione.

Ecco la benedizione bizantina dei frutti che si pronuncia in questo giorno:

O Signore nostro Dio Gesù Cristo, Tu hai detto ai Tuoi discepoli ‘Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete’. Ti supplichiamo, benedici e santifica i frutti che i tuoi servi fedeli hanno portato oggi nella Tua chiesa. Quando vengono mangiati, possano questi frutti preservare la vita e la salute di tutti coloro che sono presenti qui, così come degli assenti. Possano questi frutti benedetti essere una medicina efficace per chi è malato e sofferente, possano essere una protezione contro gli assalti del nemico per chi li tiene in casa propria e possano coloro che li condividono godere la pienezza della Tua bontà e della Tua benedizione. Perché Tu sei il Dio della pace, dell’amore e della misericordia, ami l’umanità, e noi rendiamo gloria a Te, Padre, Figlio, e Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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