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Il mistero che circonda il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci

SALVATOR MUNDI
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Venduto due anni fa per 450 milioni di dollari, da allora non se ne è più saputo niente

L’ultima volta che il dipinto di Leonardo da Vinci noto come Salvator Mundi è stato visto in pubblico è stata nel novembre 2017, quando è stato venduto all’asta per 450 milioni di dollari. L’acquirente è stato identificato come il principe Bader bin Abdullah bin Farhan Al Saud dell’Arabia Saudita, 32 anni, e in seguito è stato rivelato che aveva agito a nome del principe ereditario Mohammed bin Salman. Il dipinto è stato apparentemente acquistato per conto del museo Louvre di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Il museo ha detto che progettava di esporre il dipinto nel settembre 2018, ma poi ha rimandato tutto senza fornire spiegazioni, e non ha rivelato dove si trovi l’opera o i progetti per il futuro. Gli esperti credono che il dipinto sia custodito a Ginevra, in un magazzino segreto esente da imposte. Alcuni sostengono anche che si trovi sullo yacht privato di Muhammad bin Salman.

Nessuno sembra sapere perché il nuovo proprietario non offra spiegazioni. Il Salvator Mundi è circondato da un alone di mistero, come la più famosa Gioconda.

Prosegue poi il dibattito sul fatto che l’opera sia stata davvero realizzata da Leonardo, e se è così perché sia stata restaurata e se il restauro nasconda qualcosa di significativo sul lavoro del genio.

Del Salvator Mundi, che si ritiene sia stato dipinto per il re Luigi XII di Francia ed è stato posseduto dai re Carlo I e Carlo II, si sono perse le tracce per anni. Quando è ricomparso era gravemente danneggiato. Il quotidiano Guardian ha pubblicato un’immagine ad alta definizione di quando è stato restaurato dall’artista Dianne Dwyer Modestini.

La CNN ha sottolineato che buona parte delle speculazioni sul motivo per cui il dipinto è rimasto nascosto si concentra sulla sua attribuzione. Per secoli, afferma la CNN, si è pensato che il Salvator Mundi fosse un’opera di uno degli assistenti di Leonardo o una copia. Quando i commercianti d’arte Robert Simon e Alexander Parrish, che lo hanno acquistato nel 2005 per meno di 10.000 dollari, lo hanno portato alla Modestini, era fortemente ritoccato. Nel 2011 la National Gallery lo ha incluso in un’esposizione dei dipinti di Leonardo, ma solo dopo che un nucleo di esperti l’aveva attribuito con sicurezza al genio. C’erano buone argomentazioni per farlo, ha sottolineato la CNN:

l’abile rappresentazione della mano di Cristo, sollevata in atto benedicente;
la tecnica pittorica sfumata usata sul volto;
l’uso di pigmenti e pannelli coerenti con l’opera del grande maestro.

E poi c’è stato il “pentimento”, termine usato dagli storici dell’arte che indica un ripensamento. In questo caso ha riguardato il pollice della mano destra di Cristo. La Modestini aveva scoperto due pollici in uno. Apparentemente, l’artista l’aveva dipinta nuovamente in modo diverso. Per alcuni esperti è la conferma che si tratti di un lavoro originale di Leonardo, perché non c’è motivo per cui una persona che l’aveva copiata dovesse avere un ripensamento.

Il dipinto è stato rivenduto nel 2013 per 80 milioni di dollari, e tre anni dopo per 400 milioni più 50 milioni di tasse – il prezzo più alto mai pagato per un’opera d’arte.

Vari esperti teorizzano che Leonardo abbia lavorato al dipinto ma poco, e che per la maggior parte sia opera dei suoi assistenti. Se fosse così, il suo valore potrebbe essere di appena 1,5 milioni di dollari, secondo il critico Ben Lewis, autore del libro The Last Leonardo, uscito da poco e in cui specula che i proprietari attuali possano tenere l’opera lontana dal pubblico per evitare un ulteriore esame.

Per Lewis, il Salvator Mundi è “il più bel punto interrogativo che sia mai stato dipinto”.

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