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Un «sì» integrale a Cristo: aperta la causa di beatificazione di Enzo Piccinini

ENZO, PICCININI
Fondazione Piccinini
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Padre e chirurgo, responsabile di Comunione e Liberazione e morto a soli 48 anni nel 1999. Dal rapporto filiale con Don Giussani maturò uno sguardo grato al Mistero di Dio presente e capace di appassionare tanti giovani.

E non ci riempì della sua personale sapienza, ma ricostruì il suo percorso fatto di passi anche incerti, che però si era messo a fuoco sempre meglio nel confronto con Don Giussani. Non era un uomo orgoglioso e immobile, ma pronto a squadernare i dubbi su di sé e ad accogliere il messaggio nuovo e buono contenuto nel cammino cristiano. E così condivideva con vivacità la fiducia che aveva imparato, quella di chi capisce che non occorre avere una serie prestabilita di comportamenti per essere bravi genitori, così come non occorre avere una condotta impeccabile per essere felici: alle voci urlate del mondo che ci vogliono come utenti frazionati in mille maschere (il lavoratore, il single, il vegano, l’ateo), Enzo proponeva la gioia di un’unità della persona vissuta sulla sua pelle:

L’unità della persona comincia dal fatto che uno mette il cuore in quel che fa, e questo – credete a me – vale per chi come me ha a che fare con situazioni drammatiche […] ma vale anche per chi è davanti al computer, come per quella che va a fare la spesa, come per quella che pulisce le scale: è uguale. Mettere il cuore in quel che si fa, significa mettere se stessi, e mettere il cuore significa giocare quell’esigenza di felicità che è indomabile perché è strutturale in noi. (Ibid)

Con questo vento indomito alle spalle, Enzo ha generato qualcosa di molto più grande della sua famiglia, ma proprio a partire dalla sua famiglia. Quando i suoi figli hanno raggiunto l’età scolare, ha riversato la sua passione intraprendente anche in questo ambito. È stato il promotore di due realtà educative importanti: la scuola la Carovana a Modena, interamente gestita da famiglie e fondata nel 1979, e la scuola il Pellicano a Bologna, fondata nel 1989.

Ho recuperato in questi giorni un vecchio quaderno in cui prendevo appunti quando ero in università; una pagina riporta ciò che scrissi durante un’assemblea tenuta da Piccinini e la parola che ricorre più frequente è speranza: «tutto, anche l’apparente contraddizione, ha un destino buono».

APPUNTI, ENZO, PCCININI
Annalisa Teggi

Chiara, Maria, Pietro e Anna Rita sono i suoi figli biologici. Credo che non soffrano affatto di gelosia, e sappiano – loro per primi – quanto la paternità con cui Enzo li ha cresciuti si sia allargata a macchia d’olio sui molti giovani che lo hanno seguito o anche solo incrociato di sfuggita, e sui colleghi e studenti che sono stati al suo passo in ospedale (qui un documento esaustivo). L’apertura della causa di beatificazione è una grande gioia per poter spalancare ancora di più l’abbraccio delle sue mani operose. Ora non deve più prendere respiro, può parlarci tutto d’un fiato e forte e ininterrottamente.

Il gusto della vita non è negato a chi sbaglia: è negato a chi non ha un nesso con il Destino che fa le cose, con il Mistero presente. Per cui tutto è un’ipotesi positiva, il tempo che per tutti è sinonimo di decadenza, lavora in positivo. – Enzo Piccinini, esercizi spirituali 1998 (da Fondazione Piccinini)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=-_WjIsihCbA&w=560&h=315%5D

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