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A cosa servono gli esami del fegato e cosa possono indicare?

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Ecco le risposte alle più comuni domande dei genitori.

di Valerio Nobili

Le transaminasi

Le transaminasi (o aminotransferasi), sono enzimi localizzati all’interno delle cellule e presenti nel sangue a bassi livelli. Rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato: infatti, sono alterate nella maggior parte delle malattie del fegato. Un aumento delle transaminasi può essere causato più frequentemente da un’infezione o dall’assunzione di alcuni farmaci, come il paracetamolo. Più raramente, un livello aumentato di transaminasi può essere dovuto alla presenza di malattie genetiche o autoimmuni.
Tuttavia, le transaminasi sono un esame poco specifico, cioè possono aumentare anche per malattie non localizzate al fegato (ad esempio malattie del cuore, del sistema nervoso, dell’apparato neuromuscolare).

Ci sono 2 tipi di transaminasi:

L’aspartato aminotransferasi (AST o GOT), localizzata non solo nel fegato ma anche nel cuore, nei muscoli, nei reni, nel cervello, nel pancreas, nei polmoni e nei globuli rossi.
L’alanino-aminotransferasi (ALT o GPT), presente quasi esclusivamente nelle cellule del fegato; l’aumento dell’ALT è un segno più specifico di danno alle cellule del fegato, rispetto alla AST.
Se si osserva un aumento delle transaminasi, è essenziale valutare:
1. L’entità: non permette di fare una diagnosi o di predire il decorso del problema.
L’ipertransaminasemia si classifica in:

• LIEVE ( fino a 2 volte il valore massimo
di normalità).
• MODERATA (tra 2 e 10 volte il valore
massimo di normalità).
• GRAVE (superiore a 10 volte il valore
massimo di normalità).

2. La durata: si definisce ipertransaminasemia cronica se dura da più di 6 mesi. Considerata l’estrema sensibilità di tali esami, capita spesso di osservare aumenti transitori delle transaminasi, con successivo ritorno ai valori normali: si tratta di un evento frequente e non deve allarmare.

Leggi anche: Cos’è un emocromo? a che serve?

La gamma-glutamil transferasi (GGT) è un enzima localizzato prevalentemente nelle cellule che rivestono i dotti biliari, cioè i canali che portano la bile, prodotta dal fegato, nella cistifellea e da lì nell’intestino.
Nei bambini, un aumento della GGT rappresenta il segno più specifico di danno delle vie biliari, dovuto a un’infiammazione o a un’ostruzione. Inoltre, le GGT aumentano se si fa consumo di alcol o se si è in terapia con alcuni farmaci.

I livelli di GGT sono più alti in caso di obesità e in presenza di grasso addominale. La bilirubina è un prodotto della disgregazione dei globuli rossi. Dal sangue è trasportata al fegato, dove è elaborata e poi smaltita. Normalmente i livelli nel sangue sono minimi, ma possono aumentare in caso di problemi al fegato o in presenza di ostruzioni al deflusso della bile. Quando i livelli di bilirubina totale superano i 3 mg/dL compare l’ittero, cioè il colorito giallastro della cute.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL MAGAZINE MULTIMEDIALE A SCUOLA DI SALUTE

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