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Papa: l’amore di Gesù apre orizzonti di speranza

POPE AUDIENCE
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Gesù chiede di amarci non tanto con il nostro amore ma con il suo che fa diventare uomini nuovi. Il suo amore infatti apre orizzonti di speranza, rende capaci di perdonare e amare i nemici, crea ponti e fa superare le barriere. Lo ricorda il Papa al Regina Coeli

di Debora Donnini – Città del Vaticano

Dio “ci ama molto di più di quanto noi amiamo noi stessi” ed è proprio questo amore che “fa diventare uomini nuovi”: così “possiamo diffondere dappertutto il seme dell’amore che rinnova i rapporti tra le persone e apre orizzonti di speranza”. Le parole del Papa al Regina Coeli risuonano con forza in Piazza San Pietro. Il Papa parla dell’amore di Gesù che, afferma, “fa di noi il nuovo Popolo di Dio, la Chiesa, nella quale tutti sono chiamati ad amare Cristo e in Lui ad amarsi a vicenda”.

L’amore che si è manifestato nella croce di Cristo e che Egli ci chiama a vivere è l’unica forza che trasforma il nostro cuore di pietra in cuore di carne; è l’unica forza capace di trasformare il nostro cuore e l’amore di Gesù, se noi amiamo con questo amore pure. E questo amore ci rende capaci di amare i nemici e perdonare chi ci ha offeso. Io farò una domanda a voi, ognuno risponda nel suo cuore. Io sono capace di amare i miei nemici? Tutti abbiamo gente che – non so se nemici – ma che non vanno con noi, sono dall’altra parte; o qualcuno ha gente che gli ha fatto male… Io sono capace di amare quella gente, quell’uomo, quella donna che mi ha fatto del male, che mi ha offeso? Sono capace di perdonarlo? Ognuno risponda nel suo cuore.

L’amore di Gesù, infatti, “ci fa vedere l’altro come membro attuale o futuro della comunità degli amici di Gesù”, “ci stimola al dialogo e ci aiuta ad ascoltarci e conoscerci reciprocamente”. E’ un amore che, aprendoci verso l’altro, diventa “la base delle relazioni umane” e rende capaci di “superare le barriere delle proprie debolezze e dei propri pregiudizi”. “L’amore di Gesù in noi”, prosegue, “crea ponti, insegna nuove vie, innesca il dinamismo della fraternità”, ribadisce Papa Francesco.

Il comandamento nuovo

La sua riflessione parte dal “comandamento nuovo” che Gesù dà ai discepoli prima della Passione, come ricorda il Vangelo odierno: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. Già nell’Antico Testamento Dio aveva comandato di amare il prossimo come sé stessi. La novità, evidenzia il Papa, consiste dunque nell’aggiunta “come io ho amato voi”, cioè dando la vita per noi. “Si tratta dell’amore di Dio, universale, senza condizioni e senza limiti, che trova l’apice sulla croce”, prosegue il Papa che sottolinea come proprio “in quel momento di estremo abbassamento e di abbandono al Padre”, il Figlio di Dio abbia donato al mondo la pienezza dell’amore.

Dio ci ama immensamente di più di quanto noi amiamo noi stessi

Gesù, quindi, “ci ha amati per primo”, nonostante limiti e fragilità, facendo sì che “diventassimo degni del suo amore che non conosce limiti e non finisce mai”.

Dandoci il comandamento nuovo, Egli ci chiede di amarci tra noi non solo e non tanto con il nostro amore, ma con il suo, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori se lo invochiamo con fede. In questo modo – e solo così – noi possiamo amarci tra di noi non solo come amiamo noi stessi, ma come Lui ci ha amati, cioè immensamente di più. Dio infatti ci ama molto di più di quanto noi amiamo noi stessi. E così possiamo diffondere dappertutto il seme dell’amore che rinnova i rapporti tra le persone e apre orizzonti di speranza. Gesù sempre apre orizzonti di speranza, e l’amore di Gesù apre gli orizzonti di speranza.

Leggi anche: Guadalupe Ortiz de Landázuri sarà beata: al servizio di Dio, con gioia e umiltà

La beata Maria Guadalupe Ortiz de Landázuri

Dopo la Preghiera mariana, il Papa ha ricordato la beatificazione, ieri a Madrid, di Maria Guadalupe Ortiz de Landázuri, fedele laica dell’Opus Dei, chiedendo ai presenti un applauso per la nuova Beata che ha coniugato “insegnamento e annuncio del Vangelo”. “La sua testimonianza – dice – è un esempio per le donne cristiane impegnate nel sociale e nella ricerca scientifica”. Fra i saluti rivolti ai diversi gruppi, ha ricordato in particolare gli scout, accompagnati dall’Ordinario Militare, venuti nel 75° anniversario della battaglia di Montecassino.

Qui l’articolo originale pubblicato da Vatican News

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