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La Cina vuole dominare il mondo?

CHINA TRADE WORLD
EAMESBOT - Shutterstock
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Il mega-progetto cinese della Via della Seta

Il Presidente cines, Xi Jinping, eletto in forma perpetua in occasione dell’ultimo congresso del Partito Comunista Cinese – l’unico partito che può esistere nel Paese –, è impegnato a portare avanti il mega-progetto geostrategico della “Via della Seta”, noto anche come Belt and Road (BRI, dalle iniziali in inglese). La Cina prevede di investire in questo progetto un miliardo di dollari, e attualmente ne sono stati investiti circa 70.000 milioni in investimenti in vari Paesi di Asia, Europa, Africa e America del Sud.

In cosa consiste il progetto? Il nome è preso da un’antica rotta cinese che attraversava l’Asia ed entrava in Europa. Era una rotta commerciale e di comunicazione – risalente al II secolo a.C. – mediante la quale i cinesi scambiavano i propri prodotti, principalmente la seta, con i Paesi dell’Asia
centrale e dell’Europa (vendevano e compravano stoffe, metalli preziosi, spezie e pelli). Partiva dall’attuale Xi’an, al centro della Cina, e passava per i mercati di Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran, Iraq e Turchia. C’era anche una rotta della seta marittima che passava lungo le coste dell’Asia meridionale fino all’Africa orientale. La Via della Seta non era solo una rotta commerciale, perché come il Cammino di Santiago metteva in comunicazione i popoli a livello culturale e perfino politico.

Qual è oggi il progetto di Xi Jinping? Il leader comunista cinese è più ambizioso, perché vuole raggiungere praticamente tutta l’Africa, l’Europa, la Nuova Zelanda, l’Australia e buona parte dell’America Latina attraverso il Pacifico, e perfino l’Artico! Non prova con America del Nord, Giappone o Corea del Sud per la forte opposizione che ha incontrato, soprattutto in Stati Uniti e Canada, per via della guerra commerciale con la Cina.

Il colosso asiatico vuole dotare i Paesi di buone vie di comunicazione, porti e aeroporti, buoni condotti di energia (gasdotti e oleodotti), centrali elettriche, centri finanziari come la Banca Asiatica dello Sviluppo e soprattutto buoni collegamenti con le nuove tecnologie dominate dalla Cina.

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