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È morto di cancro ma è riconosciuto come martire del comunismo in Polonia

Wladyslaw Findysz
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Il suo “crimine”? Inviare bollettini ai suoi parrocchiani esortandoli alla santità

Władysław Findysz era nato il 13 dicembre 1907 a Krosno, nella Polonia sud-occidentale. I suoi genitori, devoti cattolici, seguirono la tradizione di far battezzare il loro bambino quello stesso giorno nella loro chiesa, la parrocchia della Santissima Trinità.

Władysław venne fatto studiare in una scuola elementare gestita dalle suore cistercensi nella città di Kroscienko Nizne. In seguito frequentò una scuola statale, ma gli anni trascorsi con le religiose avevano instillato in lui un interesse per il sacerdozio. Nel 1927 entrò nel seminario di una città vicina, Przemysl. Fu molto fortunato, perché il rettore del seminario era padre Jan Balicki, che sarebbe stato beatificato nel 2002. Władysław terminò gli studi e venne ordinato sacerdote il 19 giugno 1932.

Nei suoi primi 10 anni di sacerdozio, padre Findysz venne trasferito spesso. Nel 1941 fu poi nominato vicario parrocchiale presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Nowy Zmigrod. Il 3 ottobre 1944, i nazisti espulsero lui e molti altri dalla città. Il presbitero visse in esilio per un po’, ma nel gennaio 1945 tornò nella sua chiesa, avviando subito la ricostruzione e la riorganizzazione. Quando i nazisti si arresero, nel maggio 1945, furono sostituiti dai comunisti, uno dei cui obiettivi principali era la promozione dell’ateismo.

Padre Findysz concentrò la sua azione pastorale sul rinnovamento morale e religioso nella sua parrocchia, lavorando instancabilmente per mantenere l’attenzione di tutti, soprattutto dei giovani, concentrata sulla fede. Fece anche del suo meglio per aiutare i parrocchiani che avevano perso quasi tutto durante la guerra e l’occupazione nazista. Cibo, medicinali, vestiti… raccoglieva tutto ciò che poteva e faceva il possibile per aiutare i bisognosi.

I greco-cattolici di Lemki erano un bersaglio particolare del partito comunista, e venivano spesso cacciati dalle loro case senza motivo. Il sacerdote lavorò instancabilmente per cercare di aiutarli, e le sue attività resero presto noto ai comunisti il suo operato.

Nel 1946 era sotto costante sorveglianza della polizia segreta. Nel 1952 le persone incaricate dell’attività accademica gli proibirono di insegnare catechismo nella scuola secondaria parrocchiale. Le autorità arrivarono a revocargli il permesso di vivere all’interno dei confini della scuola, anche se la parrocchia era situata lì.

Le autorità ecclesiali consideravano padre Findysz un sacerdote zelante e devoto, e lo nominarono canonico onorario nel 1946. Qualche tempo dopo venne anche nominato vice-decano di Nowy Zmigrod, venendo elevato a decano nel 1962.

Nel 1963 padre Findysz avviò le “Opere Conciliari di Carità”, inviando lettere di esortazione ai parrocchiani che era noto che tendessero a uno stile di vita secolare, incoraggiandoli a riprendere la loro vita cristiana. I comunisti reagirono duramente, e il sacerdote venne accusato di far partecipare i fedeli a riti e pratiche religiose.

Il 25 novembre 1963 venne interrogato, arrestato e imprigionato nel castello di Rzeszow. Il processo ebbe luogo a dicembre. Venne accusato di aver violato l’Atto di Protezione della Libertà di Coscienza e Denominazione del 1949 inviando bollettini ai suoi parrocchiani. Fu condannato a due anni e sei mesi di prigione.

Appena prima di essere imprigionato, padre Władysław era stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione della tiroide. Entrò in prigione malato, e le autorità lo sapevano. Sviluppò anche un cancro esofageo, ma dovette rimanere in ospedale, dove le cure erano estremamente limitate e ampiamente al di sotto dello standad necessario. Anche se avrebbe dovuto essere operato di nuovo per rimuovere il cancro, le autorità rimandarono l’intervento, condannando di fatto padre Władysław a una morte lunga e dolorosa. Il presbitero morì il 21 agosto 1964 dopo quasi un anno di carcere.

Il 19 giugno 2005, padre Władysław Findysz è stato beatificato da Papa Benedetto XVI. Si è ritenuto che sia stato ucciso “in odium fidei” e che sia un martire del regime comunista in Polonia.

Beato Wladyslaw, prega per noi!

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