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Sapevate che migliaia di vichinghi convertiti parteciparono alle Crociate?

VIKINGS BOAT
Zimneva Natalia | Shutterstock
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Secondo uno storico, l'amore per il potere e la conquista spronò i vichinghi ad abbracciare il cristianesimo

Cos’ha portato alla cristianizzazione delle terre pagane della Scandinavia? Secondo lo storico John Haywood, non è stato l’esempio del “Principe della Pace”. L’accettazione del cristianesimo da parte dei vichinghi, alla fine del I millennio, ha avuto piuttosto a che fare con il loro amore per la guerra e il potere.

Haywood, autore di Northmen: The Viking Saga AD 793-1241, ha riferito a History che i re scandinavi apprezzavano particolarmente l’idea cristiana che l’autorità derivasse da Dio. “Dava loro una rivendicazione extra”, ha affermato.

E poi arrivarono le Crociate. La maggior parte della Scandinavia era ormai convertita al cristianesimo nel 1095, quando Papa Urbano II chiese agli eserciti cristiani dell’Europa occidentale di aiutare l’imperatore bizantino Alessio I a riconquistare la Terra Santa ai musulmani. “Pieni di fervore religioso, i vichinghi convertiti erano tra i circa 100.000 cristiani che risposero all’appello papale e si unirono alla Prima Crociata”, afferma History.

Il re norvegese Sigurd I divenne il primo sovrano europeo a guidare una Crociata quando partì dalla sua patria nell’autunno del 1107 con 3.000 uomini.

“Da quel momento”, scrive Haywood, “la crociata divenne una spedizione vichinga cristianizzata, resa senz’altro più allettante dalla convinzione che Dio approvasse sicuramente qualsiasi ferita inflitta agli infedeli”. Quando i crociati norvegesi arrivarono sulle coste della Penisola Iberica conquistarono navi e castelli dei Mori. Attaccarono Lisbona e saccheggiarono il castello moresco a Colares, massacrando le truppe che si rifiutavano di convertirsi al cristianesimo. “Sigur è un re cristiano, ma lotta ancora come un vichingo”, ha affermato Haywood. “Le sue motivazioni sono diverse. Il modo in cui lo giustifica è diverso, ma per molti versi si può ancora vedere di tanto in tanto il passato vichingo”.

Dopo essere partito per la Sicilia e aver attraversato l’arcipelago greco, “Sigurd il Crociato” arrivò in Terra Santa, nel porto di Acri, nell’estate 1110 dopo aver perso solo una delle sue 60 navi. Il re norvegese e i suoi ricevettero una calorosa accoglienza quando entrarono a Gerusalemme. Sigurd ricevette delle reliquie sacre, incluso un frammento della Vera Croce su cui si diceva che Gesù fosse stato crocifisso, e si recò insieme al re di Gerusalemme Baldovino I sul fiume Giordano, dove Cristo era stato battezzato. Prima di partire, si unì a Baldovino nell’assedio di Sidone e usò la sua flotta per bloccare con successo la città costiera ed espandere il controllo cristiano in Terra Santa.

Fermandosi a Costantinopoli sulla via del ritorno, Sigurd donò le sue navi all’imperatore bizantino, e molti dei suoi uomini aderirono alla Guardia variaga di quest’ultimo. Dopo aver viaggiato per l’Europa, il re norvegese tornò a casa su una nave donatagli dal re Niels di Danimarca. “Sigurd consolida il suo potere e ritorna da grande eroe”, sostiene Haywood.

“I re avevano molto da guadagnare nell’essere visti come campioni della cristianità”, conclude. “I danesi e gli svedesi nella regione baltica conquistarono terre agli slavi, ai finnici e agli estoni e aumentarono le dimensioni del proprio regno. Oltre alla motivazione religiosa ce n’era quindi anche una territoriale”.

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