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Anche il Vaticano sta indagando sugli abusi sessuali del cardinale Pell

GEORGE PELL
© DON ARNOLD / GETTY
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Dopo la condanna della giustizia australiana e la rimozione del suo incarico da Papa Francesco, arriva la terza tegola sull’ormai ex alto prelato

Il Vaticano ha aperto un’indagine nei confronti del cardinale australiano George Pell, ex consigliere stretto di Papa Francesco, condannato per abusi sessuali su due minorenni da un tribunale australiano (Il Post, 1 marzo).

Nulla trapela su tempi e modi di tale processo. Per Pell è un’altra tegola, in attesa che il 13 marzo il Tribunale di Melbourne si pronunci sull’entità della pena da scontare. Per ora l’ormai ex alto prelato (è stato anche sospeso dal ministero ecclesiale e non è più Prefetto della Segreteria per l’Economia) è detenuto in una struttura carceraria della metropoli australiana e gli è stata revocata la libertà su cauzione (Aleteia, 27 febbraio).

Attraverso i suoi legali, Pell, 77 anni, ha fatto sapere che farà ricorso in appello contro la condanna.

https://twitter.com/AFP/status/1100721409427472384/photo/1

Azione preliminare

Come si sta muovendo l’azione canonica contro il cardinale australiano? Il processo si svolge sulla base di una prima fase di indagini. Questa fase non è un processo formale, ma un’azione di carattere amministrativo, un procedimento preliminare atto a fornire, se ve ne siano, motivi sufficienti per avviare o meno un processo penale.

Il vescovo

A mente del canone 1717, §1 tale indagine deve essere avviata qualora Il vescovo Ordinario abbia la “verosimile” notizia di un delitto. Tale verifica non può essere fatta nel processo ma deve essere attuata prima dall’Ordinario, essendo un’azione previa, ed ex can. 220 CJC non deve ledere illegittimamente il buon nome di nessuno.

Per la sua natura di fase preprocessuale, nell’indagine previa gli elementa collecta (gli indizi raccolti ndr) non hanno né possono avere valore di prova.

La Congregazione

L’indagine previa deve solo accertare se il delitto sia stato realmente compiuto e, chi è incaricato di compiere l’indagine, raccogliere gli elementi esistenti a conferma del delitto stesso.

Conclusa l’indagine previa, nei delicta graviora, l’Ordinario trasmetterà gli atti alla Congregazione per la Dottrina della Fede che ben potrà dare compito allo stesso Ordinario di procedere processualmente nel proprio tribunale, dettando opportune norme e quale sia la via da seguire, se quella giudiziaria o amministrativa (www.movimentoforense.it).

Nel caso di Pell, stando a questa prassi, la fase delle indagini è in corso di svolgimento in Australia, per poi trasferirsi in Congregazione a Roma. Considerati gli atti processuali della giustizia ordinaria, che già hanno avuto un loro ampio corso, i tempi per il processo canonico potrebbero essere abbastanza immediati (anche se i due procedimenti, va sottolineato, non sono connessi tra loro).

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