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“Vi chiedo di credere in Gesù e di pregare per la mia guarigione”

rosaria de Filippo
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Rosaria è morta di cancro ma ha acceso la fede nei cuori di tanti utenti che su Facebook pregavano per lei. Ecco il miracolo della sua storia

Rosaria De Filippo, 41 anni, originaria di Sarno, è morta a causa di un tumore che l’ha colpita due anni e mezzo fa. Ho conosciuto la sua storia ieri notte dopo aver fatto addormentare mia figlia (Il Mattino) e in poco tempo mi sono immersa nella lettura dei post che condivideva sulla sua pagina Facebook raccontando la malattia. E fin qui direte: “nulla di nuovo”. Ma Rosaria non si limitava a tenere un diario di bordo pubblico, a narrare le sue giornate tra terapie, sogni, paure, aspettative, lei chiedeva con dolcissima insistenza preghiere per la sua guarigione e per essere sostenuta nel calvario che stava affrontando. Nei suoi scritti il protagonista è Gesù, che chiama sempre per nome: Gesù, non Dio, Signore, Cristo. L’ho trovato bellissimo! Mi ha fatto pensare a mia nonna che è malata di Alzheimer e che ogni tanto sospira: Oh Gesù!

Rosaria nelle foto ha un sorriso molto bello con le fossette sulle gote, i denti bianchi e ben allineati, gli occhi luminosi e truccati con la matita nera, le collane. Scorrendo le immagini di Rosaria appaiono foto che la ritraggono prima del cancro, con la chioma lunga e folta. Chissà che dolore perdere la bellezza dei capelli! Eppure nonostante tutto appare anche negli ultimi scatti come una donna solare, viva, fiduciosa.

I suoi scritti mostrano tutto questo: una fede profonda e intima, una totale fiducia nella Provvidenza, un cuore pieno di speranza, quella di Abramo:

«Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli» (Rm 4,18)

Le armi di Rosaria per sconfiggere il “mostro”: la preghiera e il sorriso

“Devo sconfiggere il mostro con la preghiera ed il sorriso” diceva: queste le sue due armi. Rosaria andava avanti sorretta dalle preghiere dell’intera cittadina, della sua comunità parrocchiale e degli “sconosciuti” che sulla sua pagina si sentivano accolti e abbracciati dalle parole di coraggio di una testimonianza luminosa. Così è riuscita a coinvolgere centinaia di persone che ogni giorno, da ogni luogo, pregavano per lei e con lei. Chiedendo preghiere ha compiuto un vero miracolo: far pregare tante persone che magari prima di incontrare la sua storia erano lontane, diffidenti, scettiche. E cosa c’è di più grande? Con il suo dolore ha avvicinato i lontani, ha acceso i tiepidi, portando Gesù, ricordando a tutti la sua potenza salvifica.

“Gesù esiste e fa miracoli ogni giorno…”

“Io vi chiedo di avvicinarvi a Gesù e di credere in Lui”

Il 7 febbraio scriveva:

(…) io vi chiedo di avvicinarvi a Gesù e di credere in lui. La mia fede cresce e matura con il tempo e questo percorso lo stiamo facendo insieme. (…) Non sto bene, ma Gesù mi sta dando la forza comunque e per non stare bene, non intendo che sono in un letto, ma la malattia dentro di me sta facendo un po’ i cavoli suoi. Ho paura? Sì, ma poi penso che anche questa fase passerà, penso che io e Gesù abbiamo un accordo a cui lui non verrà meno. Diventerò una persona migliore perché sono appena all’inizio e lui mi salverà. E non dobbiamo mai smettere di sperare, mai smettere di credere che lui può tutto se lo vuole. Non smettete di chiedergli le cose perché vi ascolta ed anche in questi giorni brutti, riesce a regalarmi momenti di spensieratezza.

“Gesù mi ha dato la croce, ma anche la forza di portarla”

E il 15 gennaio confidava:

La vita a volte non è semplice, ma questo non vuol dire che dobbiamo arrenderci… Gesù mi ha dato la croce, ma anche la forza di portarla.

Rosaria ha avvicinato Gesù a chi ha incontrato di persona e virtualmente, è riuscita ad attrarre tantissimi con il suo coraggio e la sua generosità. Ha, senza paura, aperto il suo cuore confidando speranze e sofferenze, chiedendo preghiere, gridando il suo Sì incondizionato alla vita.

“Ora è morta però, il tumore ha vinto”, sentenzierà qualcuno, ed è vero… lei non c’è più. Il Signore consoli suo marito Antonio, suo padre e tutti gli amici e i parenti che l’amavano. Ma la vera vittoria è un’altra: la sua vita si è compiuta nella grazia, generando piccoli e grandi miracoli. Rosaria ha combattuto la buona battaglia, ha terminato la sua corsa e ha conservato la fede.

 

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