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Dopo un matrimonio segnato dagli abusi, Rose Hawthorne consacrò la sua vita ai malati di cancro

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Divenuta suor Mary Alphonsa, questa donna coraggiosa diventò infermiera a 45 anni

Rose Hawthorne e il marito George Lathrop, anglicani convertiti al cattolicesimo, affrontarono prove dolorose fin dall’inizio del loro matrimonio, nel 1871. Il loro unico figlio morì ad appena cinque anni per difterite. Schiacciato dal dolore, George iniziò a bere, e l’alcolismo lo portò poi a comportarsi in modo violento. La coppia si separò qualche anno dopo con il permesso delle autorità diocesane, e Rose – che era la figlia più giovane di Nathaniel Hawthorne, uno degli scrittori statunitensi più famosi del XIX secolo – si ritrovò sola a New York, senza un progetto per il futuro. Sapeva solo di doversi dedicare agli altri se voleva superare la sua tragedia.

Il giorno in cui venne deciso il suo futuro

Un giorno, Rose rimase scioccata venendo a sapere del triste destino di una sarta malata di cancro e molto povera che era stata mandata a Blackwell Island, una lingua di terra nell’East River a New York in cui venivano relegati i pazienti privi dei mezzi per ricevere un trattamento dignitoso. Descrivendo quel momento, Rose scrisse in seguito: “Un fuoco si accese nel mio cuore, dove arde ancora… Concentrai tutto il mio essere sullo sforzo di offrire consolazione ai malati di cancro poveri”.

Nel 1896, a 45 anni, si iscrisse a un corso di formazione presso il New York Cancer Hospital per diventare infermiera. Affittò un appartamento in quella che all’epoca era la zona più degradata della città, il Lower East Side. Voleva vivere tra i poveri per diventare una di loro. Si prese cura dei malati di cancro rifiutati dagli ospedali perché ritenuti incurabili, facendo fronte alle loro necessità in casa loro o nella propria. Alle obiezioni di familiari e amici rispondeva: “Ho imparato che i poveri fanno cose eroiche”.

Rose diventa suor Mary Alphonsa

Cercando aiuto per svolgere la sua missione, Rose fece pubblicità sui giornali, chiedendo che altri si unissero a lei. Voleva assicurare che “la donna che supplica per ricevere assistenza possa vedere alleviata la sua pena, e che le vengano offerte dolcezza e attenzione fino alla sua morte, perché lei rappresenta Cristo”. Una studentessa d’arte, Alice Huber, si offrì di aiutarla. Rimase con Rose fino alla morte di quest’ultima, prendendone poi il posto alla guida della futura comunità religiosa.

Nel maggio 1899 Rose, rimasta vedova da un anno, con l’aiuto finanziario di alcuni newyorkesi ricchi comprò una casa in cui poteva accogliere fino a 16 donne malate. Nello stesso periodo divenne amica del sacerdote domenicano Clement Thuente. Fu del presbitero l’idea che Rose e Alice entrassero nel Terz’Ordine domenicano, cosa che fecero il 14 settembre 1899. Rose prese il nome di suor Mary Alphonsa, mentre Alice divenne suor Mary Rose. Un anno dopo, l’arcivescovo diede alle due donne il permesso di indossare l’abito domenicano e di fondare una comunità. Il motto delle Suore Domenicane di Hawthorne, Congregazione di Santa Rosa da Lima, è “Ancelle di Sollievo per il Cancro Incurabile”, e uno dei detti preferiti di suor Mary Alphonsa era “Siamo dalla parte di Dio e dei poveri”. I malati accorrevano da loro, e la piccola comunità aprì una struttura a Rosary Hill, a Hawthorne, New York, attuale quartier generale della congregazione. Lì i malati terminali di cancro imparavano ad amare la vita anche quando la stavano abbandonando.

Suor Mary Alphonsa morì il 9 luglio 1926. Attualmente è in corso il suo processo di canonizzazione. Ancora oggi, l’assistenza offerta nelle strutture della congregazione, diffusa in vari Stati, è gratuita. Per 30 anni Rose Hawthorne, ancella dei malati di cancro, ha ricordato al mondo il valore di ogni vita umana, anche la più fragile, e le sue figlie spirituali continuano a portare avanti la sua missione.

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