Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 16 Giugno |
Santi Quirico e Giulitta
home iconFor Her
line break icon

Per Kevin Sorbo “l’aborto è la definizione di male, pura e semplice”

KEVIN SORBO

Shutterstock

Paola Belletti - pubblicato il 31/01/19

Così dice l'attore che ha prestato volto e muscoli all'Hercules della serie tv Usa e allo spin off Xenia, Principessa guerriera.

Kevin Sorbo è attore e produttore cinematografico statunitense; è nato nel 1962 e la cosa deve averlo colpito particolarmente perché del fatto di nascere, della maestosa libertà di poter nascere ha fatto un vessillo e dietro quello si lancia alla carica dei nemici. Dio stesso gliene renda merito! E gli sia grato anche chi si ritrova a combattere nelle fila dello stesso esercito, non così rade quelle, non così male in arnese questo come forse il mondo pieno di armi pesanti e sonore, vuol farci credere.

Noi possiamo da qui fargli da ripetitore.

Sul sito di informazione pro-life Lifenews è riportata la sintesi del suo pensiero sul tema dell’aborto. L’editoriale a cui fa riferimento la testata è uscito su CNS News, ormai un anno fa. Porta la sua firma insieme a quella della moglie Sam madre, dei suoi tre figli.




Leggi anche:
10 star di Hollywood contro l’aborto

Ma proprio in questi giorni torna più attuale che mai. Sarà una semplice sensazione mia, però mi sembra che la narrazione sull’aborto così come di altre questioni forzosamente imposte a tutti, non appena diventiamo “pubblico” di qualche show, abbia iniziato a stancare, ad esasperare.

O forse c’è una sorta di risveglio, di ribellione della ragione che, per quanto fiaccata da secoli di progressiva negazione di una verità, non riesce ad accettare che la realtà che vediamo con i nostri occhi sia negata e con questa tracotanza.

Non bastano le grida (in senso manzoniano) che ci ordinano di fuggire le fake news e di non dire sciocchezze, per esempio, sull’estensione dell’accesso all’aborto nello stato di New York. Pensare che sia possibile terminare la vita di un bambino prossimo alla nascita continua a farci piangere e indignare e non in pochi.


GOVERNOR ANDREW CUOMO

Leggi anche:
L’aborto a New York: leggere e capire a fondo il testo

Più la si impone, la vulgata progressista, meno risulta naturale e normale, questo spero. Non possiamo che augurarci una plateale eterogenesi dei fini, ma nel frattempo le vite dei nascituri continuano ad essere disprezzate e buttate. E le strategie legislative e di costume non smettono di moltiplicare le loro malizie. Ogni vita che si strappa dall’utero di sua madre e si getta via ne trascina con sé una quantità innumerevole, anche solo come possibilità che da quel ramo non possono più buttare germogli.

L’attore Sorbo, spesso in vesti comiche, qua è invece serissimo e audace nel dire quel che pensa, quel che sa. E contro i sofismi delle parole false usa la forza dei fatti.

Anni fa, un amico – lo chiameremo “Mike” – ha ricevuto una telefonata da una vecchia fidanzata – la chiameremo “Kate” – che gli ha chiesto di accompagnarla alla clinica per aborti. (…) Aveva un lavoro, degli amici, una vita davanti a lei a cui pensare, e un bambino che si stava buttando in quel mix era inconcepibile per lei. Eppure, eccolo qui. La striscia reattiva, l’ultima di cinque identiche, ha dimostrato senza ombra di dubbio che un bambino stava prendendo forma dentro di lei. Così ha fatto l’unica cosa logica e ragionevole che la nostra cultura ti costringe a fare: ha programmato un aborto.
Ma mentre il giorno si avvicinava, era piena di trepidazione. (…)
Kate chiamò Mike, “Per favore, vieni con me nella clinica per aborti e tienimi la mano”.

Ora la riflessione si sposta sull’uomo, in quanto maschio. Secondo l‘antivangelo contemporaneo l’uomo e la sua mascolinità, non devono affatto entrare nel merito di ciò che succede nel corpo della donna, nonostante succeda proprio grazie alla collusione, alla compenetrazione tra i due corpi, maschile e femminile.




Leggi anche:
Aborto: l’uomo, un intruso tra madre e vita concepita

Certo, il maschio lo può usare quel corpo (sempre che il rapporto sia consenziente, preceduto da esplicita dichiarazione di intenti, ribadita per tutta la durata del rapporto. Sì c’è anche questa battaglia in agenda), ma il fatto che il suo seme possa concorrere al concepimento di un bambino no, questo proprio non lo deve riguardare. Non è tragicamente ingiusto? Non solo ridurre l’uomo a fornitore di esperienza sessuale ma escluderlo del tutto dagli effetti del rapporto.

Così prosegue il racconto nell’editoriale:

Come potrebbe rifiutare Mike? La cultura gli ha insegnato che era solo un uomo, senza alcuna voce in capitolo nelle decisioni di quali vite sono degne e quali potrebbero essere scartate come la pasta di ieri, soprattutto perché non era il padre. Ma anche il padre viene tagliato in modo efficace e tragicamente fuori dalla conversazione, in genere perché “il mio corpo, la mia scelta” è la bugia che la nostra cultura ha acquistato. Mike fece un respiro profondo, “Possiamo parlare? (…). Kate, mi stai chiedendo di sostenerti, e sai che lo faccio, come amico, ma sarò onesto anche con te, e sono sicuro che lo vuoi anche tu, vero?” Chiese Mike.
(…)
La nostra Kate si aspetta appoggio e nessuna messa in discussione, invece…
Ma (…) Mike aveva una coscienza e un’opinione, ed era anche armato della verità. (…) “Questo bambino dentro il tuo grembo è la più grande storia d’amore della tua vita, Kate. Ucciderlo non risolverà il tuo problema; ne creerà uno ancora più grande. Capisco che senti un grande fardello. Portare una vita nel mondo può essere proprio questo, ma nel rimuovere quella vita dal tuo corpo, distruggerai l’opportunità di conoscere l’amore come non avresti mai immaginato. Quindi, ti prego di non fare questa cosa. Cambia il tuo punto di vista, invece, e vedi questa come la più grande delle storie d’amore, una che sarà tua per il resto della tua vita.”

  • 1
  • 2
Tags:
abortoinfanticidio
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Landen Hoffman
Sarah Robsdotter
“Gli angeli mi hanno preso e Gesù mi vuole bene”: un bimbo di 5 a...
2
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
3
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
4
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
5
ANDREA BOCELLI FATIMA
Paola Belletti
Andrea Bocelli a Fatima: “Maria è il percorso obbligatorio ...
6
POWELL BROTHERS
Sarah Robsdotter
Il video di un bambino che canta al fratellino Down diventa viral...
7
Aleteia
Chi sorride così al momento della morte?
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni