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Dopo la Lombardia, preservativi gratis anche in Toscana

Por Nopphon_1987/Shutterstock
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Ma anche il Parlamento potrebbe legiferare in questo senso

Dopo la recente (agosto) scelta della Lombardia a guida leghista, la rossa Toscana segue e approva una legge regionale che per cui i preservativi per chi ha meno di 26 anni saranno pagati dalla Regione, inserendosi in un sentiero già tracciato da Puglia, Emilia-Romagna, e Piemonte, in adempimento (secondo gli estensori) alla legge 405 del 1975, che traccia i confini – poi estesi dalla 194 – della gratuità dei mezzi necessari a una procreazione responsabile per “tutti i cittadini italiani e per gli stranieri residenti o che soggiornino, anche temporaneamente, su territorio italiano”.

la Regione Toscana ha stabilito l’accesso alla contraccezione gratuita e la programmazione di una serie di interventi utili a rafforzare i programmi di educazione sessuale nelle scuole, al fine di prevenire interruzioni di gravidanza e malattie sessualmente trasmissibili (Wired)

Tutta la contraccezione verrà messa a disposizione dei giovani residenti in Toscana, pillola, cerotto, anello, pillola del giorno dopo, spermicidi e spirale oltre alla cosiddetta “contraccezione d’emergenza”. Così il Presidente Enrico Rossi:

Anche in Parlamento se ne parla

L’idea della diffusione gratuita della contraccezione però si è diffusa anche a livello nazionale, ed è polemica di queste giorni tra i 5 Stelle – che hanno presentato un emendamento alla manovra economica – e la deputata dem, Giuditta Pini. I primi hanno proposto condom gratuiti agli under-26 e, nella prima bozza, di estendere questo provvedimento anche ai richiedenti asilo e ai migranti. La giovane deputata modenese sui social ha rivendicato il provvedimento come una sua idea bocciata proprio dai grillini in commissione salvo poi riproporlo tale e quale e senza invitare la deputata a firmare la proposta. Tutto questo salvo poi cedere alle pressioni della Lega per non includere anche i migranti nel provvedimento, ma sostanzialmente benedicendone il contenuto se applicato agli italiani. La proposta, finita su tutti i giornali, era stata criticata anche dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni:

“Così oltre a vitto e alloggio, paghetta e Wi-Fi, gli italiani dovranno pagare pure i preservativi a chi si dichiara richiedente asilo, e che nell’85% dei casi risulta essere un clandestino. A questo non ci era arrivata nemmeno Laura Boldrini” (Repubblica)

 

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