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In Lombardia la Lega vota per i contraccettivi gratis per gli under 24

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Contraccettivi chimici e condom per combattere HIV e gravidanze indesiderate. Ma è la strada giusta?

E’ di qualche giorno fa la notizia, effettivamente “bomba” presa dalla Regione Lombardia in materia di sanità, specialmente sul piano etico, specialmente in una regione a guida di centrodestra da ormai circa un trentennio e con azionista di maggioranza la Lega di Matteo Salvini. Repubblica, comprensibilmente, scrive:

Svolta in Lombardia in materia di contraccezione gratuita. Lo prevede un ordine del giorno all’assestamento di Bilancio presentato dal Pd, ma approvato in Regione all’unanimità, anche con i voti della maggioranza di centrodestra che governa al Pirellone che “impegna la giunta” guidata dal leghista Attilio Fontana a “consentire ai giovani e alle giovani di età inferiore ai 24 anni di ricevere, presso i consultori familiari pubblici e privati accreditati, gratuitamente sia la consulenza da parte del medico o dell’ostetrica, sia il metodo contraccettivo più idoneo individuato”.

Come è stato notato infatti si tratta di una vera e propria svolta per la Regione un tempo governata da Roberto Formigoni e molto influenzata da Comunione e Liberazione: dei 64 consiglieri regionali presenti nell’aula del Pirellone solo uno non ha partecipato al voto, Luca Del Gobbo dell’UDC. Gli altri 63 hanno detto sì, nessun voto contrario è stato registrato, la Lega assieme al PD della consigliera Laura Bocci, soddisfatta per il via libera dell’aula e del parere positivo dell’Assessore al Bilancio, il leghista Davide Caparini: “E’ responsabilità – dice la Bocci – delle istituzioni fare di tutto sia per evitare le conseguenze tragiche di una malattia devastante come l’HIV, sia per rendere i giovani più consapevoli delle proprie scelte che non devono essere dettate dalla condizione economica. La Lombardia può finalmente seguire una strada già intrapresa da altre regioni come il Piemonte e l’Emilia romagna e oggi siamo riusciti a ottenere un impegno importante dalla Regione, in controtendenza rispetto agli anni passati”.

Sul punto si potrebbe dire molto, tra un momento, restiamo per un istante sulla questione politica, dove infatti l’imbarazzo della maggioranza è palpabile nelle parole di Giulio Gallera, Assessore al Welfare:

Dice infatti Gallera alle agenzie che “da parte della giunta non c’è nessun impegno a distribuire preservativi gratis”. Come fa a dire ciò dopo che la maggioranza martedì in assemblea legislativa ha dato il via libera all’odg del Pd con la totalità del 63 consiglieri presenti in aula? Semplice, ne fa una questione di parole: “Tutti gli ordini del giorno alla manovra di assestamento di bilancio presentati in materia di Sanità (incluso quindi quello sui contraccettivi gratis per gli under 24 ndr) sono stati accolti modificando la dicitura ‘impegna’ con ‘invita’ nel testo”.

Per Gallera dunque questo basterebbe a mettere al riparo da una decisione che appare meramente ideologica. L’assessore dunque lascia intendere che la Regione Lombardia non sarà in alcun modo obbligata a fornire contraccezione gratuita ai più giovani e deciderà se erogarla o meno valutando i “limiti delle disponibilità di bilancio” (La Nuova Bussola).

Chissà cosa dirà il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana della scelta fatta nella roccaforte del leghismo. Fin qui dicevamo il pasticcio politico, che chiaramente chiama in causa le dichiarazioni prima del voto e gli atti di governo, si vedrà quanto in futuro peserà sull’elettorato, specialmente quello cattolico così accarezzato, a parole. Del resto l’insegnamento della Chiesa sul punto è inequivocabile e proprio in questi giorni si riscopre e si celebra la ricchezza e la saggezza e la lungimiranza della Humanae Vitae di Paolo VI.

Papa Benedetto XVI nel libro intervista al Peter Sewald, rispondendo alla domanda : “Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio?” aveva detto:

Papa Benedetto XVI: “Io direi il contrario: penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai Camilliani, a tutte le Suore che sono a disposizione dei malati … Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno”.

E continuò spiegando che:

«Concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità, e questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l’espressione del loro amore, ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sé. Perciò anche la lotta contro la banalizzazione della sessualità è parte del grande sforzo affinché la sessualità venga valutata positivamente e possa esercitare il suo effetto positivo sull’essere umano nella sua totalità».

«Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’HIV. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità».

Il tema è quello di rendere la sessualità una attività santificata e a misura di persona, quindi renderla il più possibile umana, per questo la Chiesa spinge sui metodi naturali (che permettono alla coppia di conoscersi) e lotta contro la promiscuità (che è una reificazione dell’altro). Del resto il condom è tutto tranne che sicuro al 100% nella lotta all’AIDS. Se esso è “sicuro” nel singolo caso, questa percentuale di rischio aumenta col numero degli utilizzi, facendo salire la possibilità di infezione ben oltre il 10%. Non a caso:

Edward Green, dell’Harvard Center for Population and Development Studies, i più rilevanti risultati in tema di prevenzione dell’Aids sono stati ottenuti nei Paesi che hanno puntato non solo sulla diffusione di preservativi, ma anche su programmi di Primary Behavior Change, attraverso formazione ed educazione. Il primo tipo di approccio si è dimostrato efficace nei gruppi ad alto rischio nei Paesi occidentali, ma non nei Paesi dove il rischio è diffuso nell’intera popolazione.

La possibile inversione di tendenza: una lezione dai Paesi in via di sviluppo. In quei Paesi si è dimostrato vincente il modello di prevenzione originalmente sviluppato in Africa. È basato su tre principi, indicati dalle lettere A, B e C. A, ovvero Abstain, astieniti da rapporti sessuali in età molto giovane, non iniziare un’attività sessuale precocemente; B, come Be faithful, ovvero sii fedele, non cambiare continuamente partner; C, ovvero usa il Condom in modo corretto e continuo (Documentazione.info).

Ma il vero problema è che il condom può modificare la percezione del pericolo, così Tommaso Scandroglio su La Nuova Bussola:

Ad esempio negli studi scientifici è emerso un fatto paradossale: con l’introduzione delle cinture di sicurezza si è portati a schiacciare l’acceleratore con più facilità  e se le cinture salvano persone la velocità elevata invece produce più morti sulla strada. I due fattori si compensano a vicenda e può accadere che un fattore ecceda sull’altro (stessa dinamica si è verificata per l’uso di sigarette leggere e soft drinks. Risultato: si fuma e si beve di più). Il parallelo cinture/condom fu indagato anche dalla prestigiosa rivista scientifica Lancet (cfr. J. Richens, J. Imrie,  A. Copas,  Condoms and seat belts: the parallels and the lessons, in Lancet, 2000; 355(9201): 400-403) Con l’uso del profilattico accade lo stesso: si è portati ad avere più rapporti e quindi ad esporsi a maggiori rischi di contagio (cfr. L.A. Eaton, S. Kalichman, Risk compensation in HIV prevention: implications for vaccines, microbicides, and other biomedical HIV prevention technologies, Current HIV/AIDS Reports, 2007; 4(4) :165-72). Risultato: l’HIV grazie al condom si diffonde maggiormente o la sua diffusione rimane stabile ma non regredisce (cfr. M.M. Cassell – D. T. Halperin – J.D. Shelton – D. Stanton, Risk compensation: the Achilles’ heel of innovations in HIV prevention?, in British Medical Journal, 2006, 332: 605-607; R. Puccetti – M.L. Di Pietro,  Catholic Magisterium and scientific community: possible dialogue on the bridge of numbers, British Medical Journal, 2 Apr. 2009 [letter]; P. Kajubi, M.R. Kamya, S. Kamya, S. Chen, W. McFarland, N. Hearst, Increasing condom use without reducing HIV risk: results of a controlled community trial in Uganda,  in Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes. 2005; 40(1): 77-82).

E sul piano della pianificazione familiare? Anche in questo caso aumentano le gravidanze all’aumentare della falsa sicurezza di non poter rimanere incinta e – almeno altrove – ha sempre comportato l’aumento degli aborti. Insomma un disastro…

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